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10 maggio 2010

EURO: IL SALVATAGGIO DELLA DITTATURA DELLE BANCHE


di Bruno Odent
http://www.humanite.fr/ 

I leader europei cercano di imporre l'austerità e mantenere la capacità degli Stati di rimborsare i loro creditori, ma l'aumento della resistenza in tutta Europa fino in Germania rinforza le alternative basate sulla solidarietà.

C'era un profumo di panico ieri a Bruxelles e nelle grandi capitali europee. Gli attacchi speculativi e i rischi di contagio della crisi greca facevano temere il peggio per la moneta unica europea. In un clima pesante, i ministri delle Finanze dell'Unione Europea (UE) hanno raggiunto un accordo per lanciare un fondo europeo di stabilizzazione destinato all' aiuto degli Stati membri in gravi difficoltà finanziarie, che come la Grecia, rischiano  di non riuscine a sbarcare il lunario. Hanno cercato a tutti i costi di fare una bella figura "prima dell'apertura dei mercati finanziari" di questa mattina.
Impedendo loro di crollare di nuovo come la scorsa settimana (Parigi è sceso più dell' 11%). Nicolas Sarkozy ha annullato un viaggio all'ultimo minuto per Mosca e ha convocato frettolosamente una riunione interministeriale di crisi ieri all' Eliseo.
Di fronte all'urgenza, la necessità di una drastica revisione delle norme codificate nei trattati è impellente. Le risposte avanzate - creando una sorta di Fondo Monetario Europeoper per volare in soccorso dei paesi in difficoltà, la creazione di un "Governo Economico" o ancora il finanziamento diretto degli Stati presso la Banca Centrale Europea (BCE) - erano ancora considerati, c'è poco tempo, come tante trasgressioni ai dogmi fondanti dell'euro. Dans cette sorte de sauve-qui-peut-l'euro, plus aucun tabou ne résiste donc. In questa sorta del "salvi chi può l'euro", nessun tabù può quindi restistere.

Tuttavia, se la necessità di trasformare la moneta unica appare ormai inevitabile, non esiste ancora una questione a Bruxelles, Parigi o Berlino, per sfuggire alle grinfie dei mercati finanziari. Semmai il contrario. I prestiti del fondo di salvataggio europeo che una maggioranza di Stati membri hanno deciso di lanciare ieri sono soggetti a condizioni almeno altrettanto drastiche di quelle dell 'istituzione guidata da Dominique Strauss-Kahn a Washington. Il Governo Economico Europeo governo economico preso in considerazione dai capi di Stato della zona euro è concepito come un super-organo di coercizione, destinato a far accettare ovunque una stretta senza precedenti della disciplina comune di bilancio, secondo quanto stabilito dal patto di stabilità. Su proposta di Angela Merkel, è previsto un arsenale di sanzioni. Queste possono andare fino alla sospensione dei diritti di voto del paese troppo "lassista" alle riunioni dell' UE o la privazione di alcune sovvenzioni comunitarie.

In altre parole: noi vogliamo a tutti i costi mettere la camicia di austerità ai popoli per esortarli a pagare il prezzo dell'esplosione dell'ultima bolla gonfiata dalla crisi finanziaria, secondo la formulazione utilizzata dalla settimana scorsa rivista tedesca Der Spiegel. Il sanguinamento nella spesa pubblica europea probabilmente colmerà temporaneamente i mercati, ma non mancheranno di condurre dritto ad una ricaduta nella recessione.

Terribile contraddizione 

Allo stesso tempo mentre si evidenzia la crisi e che si abbozza febbrilmente una risposta dei governanti dell'Unione Europea sulla forma di questo precipizio, le resistenze sociali crescono ovunque in tutta l' Europa. Che riporta la questione dell' alternativa all'euro come, la costruzione europea che il Trattato di Lisbona si suppone che coroni. Il dibattito s'acuisce in particolare sulle modalità di attuazione per liberarsi dalla vigilanza dei mercati finanziari. La direzione della grande confederazione sindacale tedesca (DGB), anticipa, in una risoluzione nella forma di un manifesto, la necessità di "sganciare le finanze pubbliche degli Stati membri dell'euro dai mercati finanziari". E di proporre la creazione di una Banca pubblica Europea che conceda prestiti a bassi tassi d'interesse per gli Stati per l'occupazione, i servizi pubblici, lo sviluppo, preservando in tal modo il "modello sociale europeo".

Nello stesso spirito, la petizione di sostegno al popolo greco lanciata dal nostro giornale ha conosciuto un crescente successo in Francia e nell'UE. La concessione diretta di fondi da parte della BCE di crediti a basso tasso d' interesse agli Stati appare tanto più credibile che ormai molti osservatori vicini a leader della comunità considerano finito questo tabù. Certamente sembra, ai loro occhi, di autorizzare i paesi in difficoltà a pagare le loro bollette ai pensionati dei mercati finanziari. Molto più che il salvataggio degli Stati, è pertanto ancora una volta qualcosa che interessa le banche. Tuttavia, esse non possono dare credito a tutti coloro che intendono discutere di alternative per combattere i piani mortali di Bruxelles dei leaders dell'UE e di tutti coloro che vogliono promuovere una vera solidarietà europea, e quindi altre forme di cooperazione monetaria all'interno dell'Unione Europea.

Titolo originale: Euro: le plan qui vise à sauver les preneurs d'otages 

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