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9 aprile 2010

LE MICCE DELLA POLVERIERA: I CONFLITTI CHE STANNO ARRIVANDO

La madre di tutte le guerre

di Manuel Freytas 

Tutto sembra tranquillo, ma è solo apparenza. I risultati ritardano, ma le cause e gli interessi determinanti ci sono. Non sono spariti. Sono solo disattivati, provvisoriamente. In attesa, mentre le potenze cercano diverse “uscite” con le negoziazioni per la pace o accordi diplomatici che evitino un confronto militare aperto. Medio Oriente, Eurasia, Africa, Europa dell’Est, sono teatri di uno svolgimento incatenato di conflitti intercapitalisti dei mercati e per le risorse strategiche del pianeta. Sono guerre, o sub-guerre, con due motivazioni centrali: Gli affari delle banche e delle aziende capitaliste (che competono per i mercati), e la sopravvivenza delle superpotenze del “nuovo ordine” che competono per il controllo  del pianeta. Sembra una calma ma è solo uno status quo provvisorio. 
E’ la calma che precede la tempesta.
Nello scenario mondiale che si profila nel 2010 ci sono sette processi di inevitabile svolgimento a corto termine:
  • a) La risoluzione sociale della crisi economica globale (con epicentro negli USA e in Europa).
  • b) L’attacco militare alle centrali nucleari iraniane. 
  • c) L’incremento della scalata militare in Afghanistan. 
  • d) Il potenziale intervento militare degli USA in Pakistan.
  • e) La scalata delle azioni militari degli USA contro il Sudan, Nigeria, Somalia e Yemen.
  • f) L’aggravarsi della crisi dei missili USA-Russia-NATO in Europa dell’Est.
  • g) Un nuovo attacco “terrorista” (o vari) simili all’11 settembre in Europa o negli USA.

La madre di tutte le guerre



In questo scenario del “Grande Gioco” geopolitico e militare mondiale ci sono due conflitti strategici che (per motivi dei suoi allineamenti e influenza globale) si riassumono in uno solo e può far esplodere il pianeta in una svolta militare.
A)La guerra fredda USA-Russia
B)La guerra fredda USA-Cina

I fattori detonanti che convertono questi due fronti di conflitto in uno solo, sono l’Iran e il conflitto del mondo islamico con Israele (la miccia di accensione verso qualsiasi svolta militare futura).

Sul terreno geo-economico, il motivo principale della disputa sono le fonti e le vie dell’energia e del petrolio, e le alleanze per il controllo del mercato.

La Russia e la Cina si (su piani separati) disputano con gli USA e l’UE una guerra per aree d’influenza economica e di conquista dei mercati che si estendono in Asia, Medio Oriente, Africa e America Latina.

Sotto questo centro gravitazionale (l’ombelico della terza guerra mondiale) si trovano, come catene emergenti, tutti i conflitti (militari, politici o economici) che ne derivano e che sono attivi in Asia, Africa, Europa e America Latina.

Questo è il punto centrale per capire ordinatamente e logicamente le ultime mosse che gli USA stanno realizzando, sia nello spazio cinese che russo.

Inoltre, nell’agenda militare e geopolitica dello spazio asiatico di Pecchino, allo stesso modo della Russia, si trovano agli antipodi del progetto strategico dell’asse USA-UE che ha militarizzato la regione euroasiatica per destabilizzare le reti energetiche russe, delle quali la Cina è la principale beneficiaria.

In entrambi gli spazi (russo e cinese) l’espansione militare e la guerra psicologica mediatica dell’asse occidentale USA-UE sono esercitate come mezzo di pressione nella guerra per i mercati e le risorse strategiche, principalmente energetici.

Per quanto riguarda l’aspetto geo-economico, si tratta di una guerra per il controllo delle reti degli oleodotti (corridoi energetici) euroasiatici dove la Cina gioca la sua sopravvivenza accanto alla Russia.

I lineamenti del “nuovo ordine mondiale” costruiti sulla base del controllo dei mercati e delle risorse strategiche è, fondamentalmente, un ordine creato affinchè le transnazionali, le banche, le compagnie petrolifere e le lobby d’armamenti capitaliste, facciano “affari”.

Nella grande Scacchiera geopolitica militare dell’ordine mondiale” vigente, la creazione di una prossima guerra intercapitalista (come emergente di diversi teatri di conflitto armato sfalsati) conta su tre elementi detonanti interattivi:
  • A) Il bisogno degli USA e delle potenze alleate (asse USA-UE) di generare attraverso un conflitto militare un nuovo polo di sviluppo produttivo (economia della guerra) con lavoro di mano d’opera in massa per superare la crisi finanziaria recessiva che collassa le economie del sistema su scala globale. 
  • B) Garantire il controllo militare sul petrolio e le risorse strategiche scarse del pianeta che assicuri la sua sopravvivenza come potenza egemonica. 
  • C) Impedire che i nemici fondamentalisti d’Israele e del sionismo contino su un grilletto nucleare capace di lanciare un Apocalisse sulle loro metropoli imperiali.

Agli antipodi di questa guerra intercapitalista, l’asse Mosca- Pechino (più l’Iran) sfidando l’egemonia europea statunitense, hanno tracciato accordi militari strategici ed hanno consolidato un blocco militare ed economico comune in Asia, in aperta sfida alla NATO.

Su questi due fronti del conflitto, riassunti in uno solo, si riassumono e si vincolano tutti i conflitti (latenti o attivi) dell’Asia, Africa, Medio Oriente e Europa dell’Est.

E’ il conflitto centrale, il filo conduttore, la madre di tutte le guerre.

Fonte: IAR Noticias

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA

1 commento:

  1. Siamo sicuri che serva per i terremoti???

    China construye grandes refugios subterráneos contra terremotos
    14:44 | 16/ 02/ 2010


    http://sp.rian.ru/onlinenews/20100216/125130520.html

    Pekín, 16 de febrero, RIA Novosti. China construye grandes refugios subterráneos para evacuar a la población en caso de terremotos, reportó hoy la agencia noticiosa Xinhua.

    Uno de estos búnkeres, que ocupa una superficie de 16 hectáreas y tiene capacidad para 6.600 personas, será inaugurado próximamente en el centro de Nankín, una megápolis de más de 7,5 millones de habitantes situada en la provincia de Jiangsu, en el este del país. El refugio está provisto de hospitales, depósitos de alimentos y hornos incineradores de basura. Esas instalaciones garantizan subsistencia autónoma durante cuatro semanas.

    China movilizó la construcción de refugios subterráneos tras el devastador seísmo de Sichuan que causó más de 87.000 muertos y 374.000 heridos el 12 de mayo de 2008. Millones de personas perdieron sus hogares a causa de aquel terremoto de ocho grados en la escala Richter, el más poderoso de los últimos 30 años.

    La capital china, Pekín, cuenta ya con una quincena de refugios antisísmicos que dan cabida a 200.000 personas.

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