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8 aprile 2010

ALICE NELLA CRISI DELLE MERAVIGLIE...

THIS TIME IS DIFFERENT: IL CAPPELLAIO MATTO!
 
Alice, la bimba del Paese delle Meraviglie, un paese incantato, un Paese dove tutto segue una sua logica, una logica di allusioni dove il gioco è un insieme di regole logiche, linguistiche, fisiche e matematiche, si regole fisiche e matematiche come quelle uscite dalle pentole dei druidi della finanza, le porzioni magiche del pensiero razionale anche se di razionale in questo mondo sembra essere rimasto ben poco.
Abbiamo già visto insieme come il Bruco rivolgendosi alla nostra Alice  le chiese:
" Chi sei, bambina? "  " In questo momento non lo so, signore. Se potessi lo farei, ma purtroppo sono confusa, ho cambiato dimensioni dieci, cento, mille volte e questa è una cosa che sconcerta! 
Guardandola il Bruco le sussurrò dolcemente: " Devo dirti una cosa importante, bambina, ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!"
Il mercato si nutre di rumors, di dati, dati macroeconomici, dati sui  quali aleggia sistematicamente il fantasma della revisione, il mercato ha già dimenticato quanto è accaduto in passato, la fiducia è tornata, questa volta è diverso.
" Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti ...quasi come un cappellaio...e per fortuna io lo sono! La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità! .... esclamerebbe oggi il nostro Cappellaio Matto.
Prima di iniziare questo nuovo post, non posso fare a meno di ricordare il volto umano dell'occupazione, non posso ignorare le mail private di molti compagni di viaggio che stanno perdendo o hanno perduto il loro posto di lavoro e vivono sulla loro pelle questa dolorosa esperienza. Non c'è sussidio o cassa integrazione, lavoro a part-time o altro che tenga, per mitigare una tendenza che sta sconvolgendo la vita di molti esseri umani. Io che un lavoro continuo ad averlo, sono un privilegiato e non voglio e non posso dimenticarlo.
Allo stesso tempo fioriscono anche alcuni piccoli e tenui segnali di speranza in una lettera entusiasta per un nuovo posto di lavoro, nelle energie rinnovabili.
In questa crisi, in nome del dio minore della massimizzazione del risultato a breve termine, del dogma assoluto dell' interesse privato di un gruppo ristretto di elites o centri di potere, si sono distrutti milioni di posti di lavoro in tutto il mondo al di la della normale dinamica di un ciclo economico, al di la della normale dinamica di una recessione piccola o grande che sia. 

Questo non si deve e non si può dimenticarlo, anche perchè questa dinamica egocentrista non farà altro che amplificare la dinamica strutturale negativa di un minor numero di posti di lavoro a disposizione dell'economia,  in quanto l'occupazione in questo decennio è stata supportata prevalentamente da una produzione eccessiva a sua volta sostenuta da un ricorso al debito irripetibile.
Credo che non sia possibile fotografare i recenti dati relativi al mercato immobiliare americano senza evidenziarne alcuni tenui riflessi che provengono da un abisso nel quale l'economia mondiale era precipitata.
Mentre l'ottimismo ufficiale si sforza di evidenziarne i lati positivi che Icebergfinanza non mancherà di rilevare, la realtà sotto il livello dell'acqua è un'altra, la parte nascosta dell'iceberg ci racconta un'altra verità che ben pochi si sforzano di raccontarvi. Sembra di essere ritornati indietro all'esordio della nostra avventura quando uno sconosciuto veliero fantasma con a bordo 300 anime raccontava realtà inimmaginabili, mentre una serie sistemica e correlata di squilibri stava raggiungendo la sua naturale nemesi. 

In questi lunghi mesi mentre i mercati urlavano la fine del dollaro e l'avvento di una terribile inflazione, Icebergfinanza continuava ad analizzare controcorrente le motivazioni per scegliere una rotta alternativa con un dollaro che ha effettuato un impressionante recupero e un reddito fisso che ha prodotto risultati entusiasmanti.
Nonostante i recenti dati macroeconomici peraltro affatto entusiasmanti e talvolta contrastanti, i mercati azionari restano ampiamente sopravvalutati e le loro quotazioni in riferimento agli utili futuri non hanno alcuna corrispondenza con la realtà. Come già detto recentemente in "Nuovo Cinema Paradiso" si sta cercando di proiettare il migliore dei mondi possibili, in una sala cinematografa nella quale, piano, piano e lentamente insider ed hedge fund già da tempo si stanno dirigendo verso le uscite di emergenza uscendo dallo spettacolo in corso. Da alcune voci di corridoio mi giunge notizia che qualche illuminato sta evidenziando l'opportunità irripetibile per rendimenti stellari nei mercati azionari nei prossimi anni, incitando l'acquisto per lo spettacolo che verrà.
Nel fine settimana vedremo insieme per quale motivo queste attese molto probabilmente resteranno deluse al di la della sensazione che questa volta è diverso.

Ho letto in giro alcune dichiarazioni del segretario al tesoro Geithner e del principale consigliere economico di Obama, Summers, dichiarazioni al Financial Times su una presunta velocità di fuga verso una ripresa inedita, con ben poche possibilità ormai di doppie recessioni.
Addirittura Summers si è spinto più in la, dichiarando che se si utilizzano le dinamiche evidenziate da Rogoff e Reinhart in rapporto alle innumerevoli crisi finanziarie storiche, allora non si può fare a meno di dedurre ed essere impressionati dal fatto che questa volta è la crisi è stata molto più breve di quanto sia storicamente normale e che il processo di recupero sembra essere più sostenuto. " Sembra essere iniziato prima e in maniera più vigorosa di quanto fosse comune in quella categoria di crisi, di problemi."

Certo per mister Summers, questa volta è diverso e detto da uno dei maggiori sostenitori della deregulation che ha portato il mondo in questo inferno è tutto un programma, detto da uno dei maggiori alleati di Wall Street suona come la quiete prima della nuova tempesta perfetta.
Anche Robert Reich in una recente intervista ha sottolineato in riferimento alle recenti scuse di Greenspan per l'imprevedibilità della crisi, che le tre persone assolutamenmte responsabili del fallimento della "financial regulation" sono oltre allo stesso Alan Greenspan, Larry Summers e Bob Rubin, tutti uomini sempre ai posti di comando in America, chi dispensando perle di assoluta ovvietà e condividendo per la quarta volta la fine dell'incubo immobiliare ancora in corso, chi suggerendo politiche monetarie ed economiche che tanto piacciono a Wall Street. 

Le ultime riflessioni di Mario Margiocco sul Sole24Ore sono emblematiche:
Le grandi banche americane stanno spendendo 14 milioni di dollari al giorno per cercare di vincere quella che sarà, molto probabilmente, e assai più della riforma sanitaria, la vera battaglia storica dell'amministrazione Obama.(...) La posta in gioco è enorme, dettare le regole del mondo bancario-finanziario per un paio di generazioni. (...) La cifra di quanto i big di Wall Street stanno spendendo l'ha fatta una settimana fa il viceministro del Tesoro Neal Wolin parlando inpartibus infìdelium, in quella U.S. Chamber of Commerce che è una delle roccaforti del lobbismo. «Alla fine - ha detto Wolin ricordando che la stessa Chamber ha stanziato 3 milioni contro la riforma questa è una delle più costose campagne in difesa di interessi particolari che siano mai state fatte». Con l'obiettivo non di arrivare a una legge migliore, ma «di ritardare la riforma fino a quando la memoria della crisi svanisce e la volontà politica di cambiamento si spegne».
 
Credo che il messaggio sia chiaro dimenticatevi la crisi, essa è stata solo un piccolo incidente di percorso, un frutto dell'immaginazione, questa volta è diverso, nulla cambia tutto è per sempre uguale.
Non vi è un solo dato di questa ripresa statistica che non sia influenzato da stimoli monetari e fiscali, che dia l'impressione di poter vivere di luce propria come hanno dimostrato recentemente i mercati immobiliari e dell'auto. L'esaltazione permanente della crescita infinita fa dimenticare la strutturale modifica in atto di una dinamica economica che ha fatto il suo corso. Sembra di vivere una favola, dove la nostra Alice direbbe che " Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe! "

Icebergfinanza si sforza di analizzare ogni particolare, contividendone i contenuti, in maniera ovviamente soggettiva; sta poi alla Vostra consapevolezza abbracciarne le conclusioni o prendere il mare per altre rotte, se queste non vi convincono, se non sono consone alle Vostre aspettative o speranze.
Se tralasciamo la continua discesa della retribuzione media oraria, dimentichiamo i lavoratori scoraggiati,  facciamo finta che oltre novemilioni di americani che lamentano un lavoro a tempo parziale senza poter disporre di un lavoro continuo continuano a consumare come prima e che la misura alternativa che rileva la sottoccupazione salita per la terza volta in controtendenza non è rilevante allora i dati di venerdi sono stati estremamente positivi.

Anche se non si ama evidenziare le dinamiche e le virgole il tasso di disoccupazione ufficiale è salito dal 9,68 % di febbraio al 9,749 % di marzo ma gli arrotondamenti riportano il dato ufficiale ad un nulla di fatto; io ho evidenziato le sfumature solo per un dovere di cronaca.
Quello che dovrebbe far riflettere è che ormai quasi il doppio rispetto alla media storica dei disoccupati di lunga durata, non riesce a trovare lavoro da ormai oltre 26 settimane.
Oltre 730.000 lavoratori a part-time in più in due mesi e la loro percentuale continua nuovamente a salire sino ad avvicinarsi al recordo negativo fissato lo scorso anno, 9,1 milioni rispetto ai 9,2 di ottobre. Se questo è un segnale di miglioramento, il buon senso suggerisce tuttaltro.
Ma quello che ha attirato la mia attenzione è un dialogo postato da Mike Shedlock, in riferimento al "Question Time" istituito dal BLS in riferimento alle dinamiche di rilevazione dell'occupazione americana via online, dialogo nel quale si sottolinea come  " ...To be considered employed in the CES survey, workers need to receive pay for any time during their pay period including the 12th of the month. Workers getting paid for just one hour would be considered employed. The CES survey cannot distinguish between full- and part-time workers..." ...un lavoratore che viene pagato per una sola ora di lavoro è considerato impiegato! 

Magnifico, quanti di oltre novemilioni di lavoratori part-time, approssimativamente visti gli innumerevoli sondaggi del BLS, sono impiegati per un sola ora?
E se qualcuno cerca di ricordarmi che storicamente l'aumento dei lavori temporanei accompagna l'alba di una ripresa economica, rispondo semplicemente che questa volta è diverso, visto che tutti lo fanno!
Certo sono aumentate le ore di lavoro nella settimana lavorativa, ma si tratta pur sempre di sfumature che devono essere rapportate al calo delle occasioni per un lavoro a tempo pieno e possibilmente non temporaneo.
Se vogliamo evidenziare un aspetto positivo tutto da confermare, dobbiamo riconoscere che le aspettative per oltre 100/150.000 assunzioni temporanee per il censimento sono state deluse da "soli" 48.000 posti di lavoro governativi, dopo i 9.000 di gennaio e i 15.000 di febbraio, il che fa presupporre che l'effetto censimento si protrarrà nei prossimi mesi, visto che si prevedono almeno nuovi 600.000 posti di lavoro. 

Ma  allo stesso tempo non possiamo dimenticare quello che scrissi nel post dal titolo " Penelope e la tela dell'occupazione." quando evidenziai che mentre il governo federale tentava di ricostruire l'occupazione, gli Stati americani la disfavano, licenziando personale pubblico, dinamica tuttora in corso.
Il mese scorso e il presente mese, il numero dei nuovi assunti temporaneamente, ribadisco il temporaneamente per il censimento nazionale 2010, è stato ammortizzato negativamente dalle altre dinamiche interne al mondo del lavoro governativo.
Tralasciate pure gli oltre nuovi 400.000 disoccupati che sono senza lavoro per oltre 26 settimane portando il numero medio complessivo degli stessi ad oltre il 44 % sul totale e allora riuscirete persino a dimenticare che il nostro modellino statistico stagionale CesNet BirthDeath ha aggiunto ulteriori 81.000 posti alla fantasia ufficiale americana.

Ricordo solo che nell'ultima revisione annuale di febbraio la revisione negativa è stata quasi pari al livello di posti di lavoro aggiunti da questo demenziale metodo di rilevazione occupazionale. Per chi sale solo oggi sul nostro veliero, consiglio di andare al TAG sul mercato del lavoro oppure su Google scrivendo CES NET BIRTH DEATH, troverete ogni spiegazione possibile sull'argomento in questione che vi aiuterà a comprendere quanto obsoleti siano alcuni metodi di rilevamento dell'occupazione americana.

Ecco perchè le recenti revisioni di gennaio e febbraio che aumentano di 62.000 unità la situazione complessiva non entusiasmano tanto Icebergfinanza, se anche approssimativamente proviamo a togliere una parte dei 178.000 posti aggiunti in due mesi dal CES, la realtà cambia completamente.
2010 Net Birth/Death Adjustment, not seasonally adjusted (in thousands)
Supersector Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Mining & Logging
-2 0 1
Construction
-97 1 14
Manufacturing
-32 4 4
Trade, Transportation, & Utilities
-73 5 12
Information
-14 6 -1
Financial Activities
-36 2 3
Professional & Business Services
-116 29 10
Education & Health Services
-16 16 0
Leisure & Hospitality
-24 29 34
Other Services
-17 5 4
Total Nonfarm Birth/Death Adjustment
-427 97 81
Thanks to BLS
Se poi date un'occhiata al dato relativo ai nuovi lavori nel settore edile, quello in cui l'indice di sentiment dei costruttori è ai minimi livelli storici di depressione, quello che dovrebbe riflettere il recente crollo dell'avvio di nuovi cantieri e nuove costruzioni, quello che è stato sottolineato dal recente crollo del "Pending Home" ovvero il numero dei contratti di compravendita sottoscritti, vi accorgerete che i 14.000 posti aggiunti dal modello in questione sulla base di un semplice presupposto ovvero che all'inizio della stagione primaverile le imprese edili non possono che assumere ( ....indipendentemente dalla domanda suppongo io....vero ) non sono poi tanto lontani dai 15.000 ufficiali annunciati dal BLS.
Basta ricordare che lo scorso anno sulla base di tendenze stagionali storiche mai verificate e adeguate alla realtà attuale, alla realtà di una depressione immobiliare nella quale si continua a licenziare per mancanza di domanda senza gli stimoli fiscali, dicevo, basta ricordare che nei mesi primaverili sino a giugno furono aggiunti quasi 100.000 nuovi posti di lavoro, che verranno puntualmente cancellati come è accaduto nella recente revisione, revisioni che vengono puntualmente snobbate dai mercati intenti a sviluppare la formula che questa volta è diverso, che tutto in fondo è "business as usual".
Questi erano i dati pubblicati lo scorso anno dove addirittura si fantasticavano da febbraio 2009 a giugno dello stesso anno 143.000 nuovi posti di lavoro nell'edilizia.....
Poi leggermente rivisti al ribasso nella recentissima versione pubblicata sempre dal BLS passando nei soli tre mesi di aprile maggio e giugno dai 112.000 iniziali agli 87.000 di venerdi. Certo si tratta di virgole, meno 25.000 in soli tre mesi, ma si tratta del solo settore edilizio e in una ripresa ipotetica nella quale di evidenziano anche le sfumature sono numeri importanti in maniera particolare per un settore come quello degli investimenti residenziali in passato assolutamente fondamentale per una ripresa economica.
2009 Net Birth/Death Adjustment, not seasonally adjusted (in thousands)
Supersector Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec
Mining & Logging
-1 1 1 2 1 1 2 0 0
Construction
22 41 24 -8 12 7 -2 -17 -21
E' da sottolineare inoltre il leggero aumento del tasso di partecipazione alla forza lavoro, dinamica che non mancherà di influenzare il tasso di disoccupazione tenendolo alto, non appena milioni di persone si riverseranno alla ricerca di un lavoro richiamate da una ripresa statistica ancora tutta da decifrare.
Vorrei inoltre richiamare l'attenzione del lettore sul fatto che nessuno evidenzi come ad esempio questi dati leggermente positivi siano il riflesso di un mese quello di febbraio nel quale si strombazzavano tempeste di neve epocali nelle quali le persone stavano rinchiuse per settimane intere nelle loro abitazioni e al di la dell'ironia, forse anche l'aumento delle ore lavorative si dovrebbe leggere alla luce di questa evidenza.

Inoltre, anche se sono aumentate le ore lavorate, nel contempo come precedentemente osservato sono diminuiti i compensi orari, alla faccia della terribile dinamica inflativa che si sta per abbattere sull'economia mondiale, alla faccia dell'inflazione salariale, determinante per una vera svolta monetaria.
E' bastato un mese di riflesso di una "asset inflation" mai sopita, favorita da un incremento dei prezzi delle materie prime, per far ritornare i fantasmi dell'inflazione, fantasmi lontani, nel tempo oggi più che mai, fantasmi che probabilmente solo nella seconda metà del secolo in corso avvolgeranno l'economia mondiale.

Torno a sottolineare la mia curiosità nell'osservare con quale coraggio questa inflazione favorita dalla solita speculazione, verrà trasmessa al consumatore finale, con il rischio di far crollare nuovamente i consumi e tranciare definitivamente questo tenue germoglio verde di ripresa, ripresa che la maggior parte di analisti ed economisti intravvede come un albero che ha già piantato solide radici.
Inoltre per coloro che continuano a ritenere l'attuale tendenza deflazionistica dell'economia solo figlia della dinamica immobiliare, consiglio di dare un'occhiata a QUESTO post proveniente da quella autentica miniera di analisi che è la Federal Reserve di San Francisco, ( dalla quale abbiamo appena conosciute le dinamiche attuali della legge di Okun ) analisi che vede protagonisti anche due nostri connazionali, analisi che evidenzia chiaramente le tendenze deflazionistiche generali ed in particolare nel mondo del lavoro e la marginale influenza del crollo dei prezzi, questione questa che cancella l'idea che la dinamica core non rifletta la vera realtà dell'inflazione.
Nel frattempo il mercato obbligazionario sta spingendo i rendimenti del decennale americano sino al limite di quella che io continuo a considerare la "terra di nessuno" tra il 3,80 % e il 4 % in attesa di scoprire con quali capitali e quali rendimenti, le emissioni governative verranno onorate nel prossimo futuro. Inoltre sarà interessante osservare sino a quale livello il mercato sarà in grado di spingere conseguentemente i tassi sui mutui ipotecari, quale sarà il livello di sopportazione del mercato immobiliare.

Io un'idea me la sono già fatta e di questo ne abbiamo ampiamente parlato nell'ultimo post dedicato, ora la parola passa al mercato. Se qualcuno crede che il migliore dei mondi possibili sia dietro all'angolo si accomodi di biglietti a disposizione ve ne sono a migliaia, in fondo sembra veramente essere ritornati ai bei tempi quando tutti guardavano ad Icebergfinanza come ad un
Cappellaio Matto, come quando un lettore mi " rimproverò " di non essere stato troppo convincente nell'esporre le mie tesi a proposito di questa crisi, troppe favole, troppa poesia, troppe metafore, troppi aforismi dimenticando che come negli ultimi mesi anche allora innondai i lettori di analisi fondamentali accurate e talvolta empiriche.

Ricordando a tutti i sostenitori e coloro che vorranno sostenere liberamente Icebergfinanza l'appuntamento per il fine settimana con una nuova analisi empirica che testimonia per l'ennesima volta l'ampia sopravvalutazione dei mercati azionari come all'alba di ogni bolla che si rispetti.
Questa volta voglio salutarvi con qualcosa di leggero come fatto in passato, senza prendere troppo sul serio nulla, come nel paese di Alice e delle sue meraviglie ........
" La Falsa-testuggine continuò:- Noi fummo educate benissimo... infatti andavamo a scuola tutti i giorni... Anch'io andavo a scuola ogni giorno, - disse Alice; - non serve inorgoglirsi per così poco. (...)  Annaspare e contorcersi, prima di tutto, - rispose la Falsa-testuggine. - E poi le diverse operazioni dell'aritmetica... ambizione, distrazione, bruttificazione, e derisione, (.....tutte cose che si imparavano a scuola di finanza, finanza creativa, ambizione e distrazione .......si perchè come si può intravvedere su internet, nelle  prime pagine del suo diario il Zibaldone, Leopardi separa il dominio della distrazione da quello dell'auto-inganno rispetto alla questione della felicità. Il discorso leopardiano mette a fuoco alcune vie di fuga rispetto alle persuasioni paralizzanti della ragione e, allo stesso tempo, stabilisce quei caratteri specifici della distrazione - in primo luogo il suo attivarsi involontariamente nell'individuo -, che ne fanno un fenomeno interno alla dimenticanza ma non del tutto coincidente con essa......dimenticanza, si come distrazione, ci si può dimenticare di tante cose spesso di come le lezioni del passato non siano servite a nulla.....)

- Non ho mai sentito parlare della bruttificazione, - disse Alice. - Che cos'è?
Il Grifone levò le due zampe in segno di sorpresa ed esclamò: - Mai sentito parlare di bruttificazione! Ma sai che significhi bellificazione, spero. - Sì, - rispose Alice, ma un po' incerta: - significa... rendere... qualche cosa... più bella.
.....Si rendere qualche cosa più bella, oltre la realtà, per nascondere spesso la verità e  aiutare la fantasia, anche se alla fine la verità è sempre figlia del tempo.

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