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13 gennaio 2010

SCANNER PER L'IDENTIFICAZIONE: UNA MINIERA D'ORO


scanner

Che siano tecnologia Rfid oppure onde radio ad altissima frequenza piuttosto che backscatter X-Ray poco importa. La violazione della privacy è assicurata e i produttori ci costruiranno imperi miliardari.

In Italia per ora sono preannunciati soltanto dieci body scanner, che verranno installati negli aeroporti di Malpensa, Fiumicino e Venezia, mentre l'Olanda pare ne abbia già ordinati una sessantina unitamente alla Gran Bretagna; altri Paesi dell'area europea sono in attesa di meglio definire le diverse questioni, che spaziano dall'effettivo incremento degli standard di sicurezza aerea agli eventuali rischi per la salute, anche se i produttori affermano che la tecnologia impiegata sia meno pericolosa dei cellulari.


Quanto agli Stati Uniti, i body scanner sono già da anni in funzione, anche se in vista della imminente "colonizzazione" dei mercati sul vecchio continente, la richiesta è schizzata a oltre 200 mila dollari al pezzo, con relativo salto alle stelle del valore dei titoli dei produttori General Electrics e L3 Communication che si dividono il mercato.


In USA vengono ritenuti "necessari" dalle autorità antiterrorismo, anche se qualcuno pensa che questa tecnologia possa servire, nella migliore delle ipotesi, a ridurre il pericolo di attentati ma non a debellare il fenomeno neppure nel settore del trasporto aereo.


Altri accampano riserve per quanto attiene la privacy, in quanto specialmente l'uso di microonde è in grado di definire forse troppi dettagli relativi al corpo del controllato essendo la pelle umana completamente opaca alla frequenza impiegata.


Un altro nodo nevralgico per l'identificazione e il controllo sono i chip Rfid, ormai comunemente impiegati non solo nella documentazione amministrativa ma persino alla cassa nei supermercati e nei taxi più "tecnologici".


Ultima novità nel settore sembra essere quella di Samsung, che al CES 2010 ha esibito il suo innovativo E-Passport, con un chip Rfid in grado di comunicare con gli apparecchi di controllo restituendo un'immagine dell'intestatario su schermo Oled in cui l'immagine ad alta definizione può anche essere fatta ruotare, per un migliore controllo dell'identità del titolare.


Anche qui non mancano gli scettici, sia per la possibilità di abusi sia per la intrinseca (in)sicurezza del sistema, tutt'altro che definita. Infatti, per quanto riguarda i correnti sistemi basati sul chip, è recente la notizia che un certo Chris Paget è riuscito a raccogliere in una manciata di minuti i dati personali di almeno due titolari di passaporto; il tutto con un portatile e lettore di Rfid da 250 dollari.


Fonte: http://www.zeusnews.com/

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