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25 gennaio 2010

OPERAZIONI MEDIATICHE: COME SI DISTRUGGONO LE "TEORIE COSPIRATIVE"



Distruggere il nemico con il mito della “teoria della cospirazione, controllare
e trasformare la massa individuale in potenziale sociale manovrato con scopi di controllo politico ed economico, sono i due obiettivi chiave della struttura mediatica mondiale che determina e decide quello che la maggioranza deve capire (e consumare) come “informazione obiettiva”.

Di Manuel Freytas


Quando la stampa del sistema e i suoi giornalisti stipendiati vogliono screditare (o ridicolizzare) un' informazione pericolosa (per gli interessi dei loro padroni) la catalogano immediatamente come “teoria del complotto”.

Per Wikipedia, “
"Una teoria del complotto è la spiegazione di un evento o una catena di eventi già avvenuti o che ancora devono accadere (solitamente politici, sociali, popolari o storici) partendo dall’occultazione delle sue vere cause alla conoscenza pubblica o a un complotto segreto, spesso ingannevole, da parte di un gruppo di persone o organizzazioni potenti e influenti che rimangono nell’ombra”. Nel circuito delle corporazioni dominanti della stampa commerciale, l’espressione “teoria cospirativa” si usa per mettere in risalto la mancanza di fondamenta di una spiegazione, valutandola come speculativa, falsa o stravagante.

La definizione chiude, tranne che per un dettaglio: Abitualmente la categoria di “teoria cospirativa” si applica particolarmente a documenti o investigazioni critiche (del sistema) che non s’inseriscono nei canoni di “normalità” stabiliti dalla corporazione mediatica dominante che fissa le regole di accettazione e valorizza ciò che “è notizia” da ciò che “non è notizia”.
A livello politico e sociale, il sistema applica la qualifica di “teorie cospiratrici” per squalificare e screditare il discorso dei leader e dei movimenti popolari che si scontrano con lo status quo del sistema dominante vigente.

I discorsi (e le teorie) antimperialisti dei leader dei movimenti popolari che si scontrano e/o prendono posizione contro la struttura del potere imperiale sono svalutati e ridicolizzati come “cospiratori”.
Le denunce e gli avvertimenti di Chavez agli USA e il capitalismo, gli avvertimenti ed i discorsi di Ahmadineyad contro l’agire di Israele e delle potenze sioniste, sono presentati come parte di “deliri cospirativi” o “fondamentalismi religiosi” infondati nella realtà.

Presentarli come “pazzi”, “deliranti”, o “fuori dalla realtà” è una tecnica manipolatrice ricorrente che la struttura mediatica usa storicamente contro i leader (o le teorie) che si scontrano col sistema capitalista stabilito come la civiltà accettata e “normale”.


Allo stesso modo, i sacerdoti (analisti e giornalisti) dei
monopoli della comunicazione stabiliscono scale di valori e determinano come “cospirativa” (o di poca fiducia) tutta l’informazione che circola liberamente fuori dal circuito commerciale e dei loro interessi politici e aziendali.

Cosa giudicata


Così come le grandi corporazioni economiche fissano le regole del mercato e stabiliscono i prezzi, le grandi corporazioni mediatiche fissano le regole e determinano giornalmente (attraverso la concentrazione monopolistica) quello che “è notizia” e ciò che “non è notizia” nel
mercato dell’informazione a livello locale ed internazionale.

Generalmente, quando un’informazione rompe con le maglie di ciò che è stabilito, quando rivela aspetti funzionali o interessi del sistema capitalista che sussistono dietro i governi, delle corporazioni imprenditoriali, o della struttura dominante dell’affare informativo, viene qualificata immediatamente come “teoria cospirativa”. Che si tratti di risultati provenienti da investigazioni scientifiche, di verifiche reali e documentate, di documentazione fondamentali con prove, il “sistema” chiude qualsiasi tipo di analisi e di valutazione con due parole fatali: “Teoria cospirativa”.

Un esempio chiaro di questo metodo è l’
11 settembre: Decine di documenti d’investigazione sviluppati e documentati e perfino con prove fotografiche, sono stati sistematicamente squalificati (o svalutati) come “cospirativi” perché non si adeguavano alla “versione ufficiale” diffusa dalla Casa Bianca e dei servizi dell’Intelligence.

Decine di scienziati, di ricercatori e di prestigiosi esperti, sono stati messi a tacere o attaccati con discredito pubblico, per il semplice fatto di presentare una versione degli attacchi terroristi che non corrispondevano alla visione predominante nella struttura mediatica egemonica.
E’ solo un esempio, dato che è la metodologia usata giornalmente (e in massa) per squalificare gli influssi d’informazione alternativa, o di controinformazione, che filtrano attraverso la rete e minacciano la “versione ufficiale” delle notizie manipolate dalla stampa del sistema.

In termini funzionali (ed anche se esistono canali sfruttati dai servizi dell’intelligence, i governi ed i gruppi economici) l’informazione alternativa che il sistema qualifica come “teoria cospirativa” nel web ha, in generale, una funzione molto precisa: Far venire alla luce quei rumori e sospetti che esistono sulle attività occulte (o segrete) che al potere, inclusa la
stampa del sistema, non interessa che siano diffuse.

In termini politici, la missione essenziale della struttura mediatica convenzionale (la cui informazione “obiettiva non è nient’altro che la cospirazione del potere per occultare la realtà”) squalifica e ridicolizza tutto ciò che esca dai canoni del sistema capitalista.
Paradossalmente, quelli che giudicano e decidono ciò che è “informazione obiettiva” e ciò che è “informazione cospirativa”, sono gli stessi monopoli della comunicazione che hanno costruito il loro potere economico sulla base della speculazione commerciale con “informazione cospirativa” venduta come se fosse “informazione obiettiva”.

La merce venduta come “obiettività giornalistica”


L’informazione mondiale (convenzionale e popolare) non è costruita sull' obiettività e la ricerca della verità, ma sulla base della
commercializzazione delle “notizie” e la manipolazione attraverso il controllo dei cervelli e l’orientamento del comportamento sociale in massa con scopi politici ed economici. In primo luogo, l’informazione è una merce destinata a produrre profitto economico come qualsiasi altro prodotto commerciale in offerta sul mercato capitalista.

In termini funzionali (e aldilà delle leggende che si costruiscono intorno ad essa)
le aziende giornalistiche non sono guidate da scopi sociali ma dalla ricerca del lucro economico. In secondo luogo e per il carattere strategico della funzione comunicativa che sviluppano (dal punto di vista di preservare la “governabilità” del sistema) i mass media sono strumenti centrali per il controllo (e/o manipolazione) dei processi economici, politici e sociali.
I mass media (al contrario di quanto recitano i loro mistificatori) non praticano l’ "obiettività informativa” nè l’indipendenza editoriale per due motivi pratici principali:

  • A) Sono aziende che non funzionano con obiettivi sociali ma con obiettivi commerciali soggetti alla legge della ricerca del profitto capitalista.
  • B) La loro dipendenza strutturale al sistema del potere economico che controlla tutte le molle della produzione, le finanze e il commercio internazionale, al di sopra dei paesi e su scala planetaria.
L’azione dei grandi conglomerati mediatici (sia a livello locale come internazionale) non è orientato- come si vuole fare credere- a servire l’interesse della società ma a servire l’interesse dei gruppi economici e politici dominanti che costituiscono la loro maggiore fonte di finanziamento e di profitto commerciale.

La “grande fabbrica cospirativa”

In generale, e a livello planetario, sono i monopoli mediatici (meno del 5% totale dei mass media mondiali) quelli che dettano le regole e stabiliscono i parametri dell’informazione a scala globale.
In questo scenario, i mass media ed i giornalisti del sistema sono i primi elaboratori e diffusori di “teorie cospiratrici” a livello planetario ed in massa. In modo tale che, tutto quello che “informa” la stampa popolare è orientato e manipolato dagli interessi privati che fanno passare come “pubblici” (di tutta la società).

Le guerre politiche ed economiche del capitalismo, all’ombra, alimentano una
manipolazione psicologica continua e nutre la maggior parte dell’universo dell’”informazione mondiale”. (venduta dalla stampa del sistema come se fosse “obiettiva”). Facciamo un esempio preciso: Le “fonti” che usano i mass media ed i giornalisti del sistema non sono “disinteressate”.

Tutta l’informazione che la stampa convenzionale raccoglie proviene da funzionari, politici, militari, lobbisti e manager di aziende che
usano l’informazione di massa per manipolare.

Interessi elettorali, politici e economici


La maggior parte delle “fonti” citate dal giornalista stipendiato sono sempre del potere.
Esempio: I dossier sul “terrorismo”, prodotti e lanciati in serie dalla CIA ed i servizi dell’Intelligence, sono accettati come “fonti sicure” dalla struttura e i giornalisti della stampa convenzionale. Le notizie sull’Iraq, Afghanistan e le zone occupate, si nutrono di documenti e portavoci ufficiali dello stesso esercito invasore.

In questo scenario, di manipolazione dell’informazione con scopi economici e politici, tutte le notizie (senza eccezione) che circolano per l’universo della comunicazione giornalistica commerciale (locale ed internazionale) sono “cospiratrici” e la loro funzione è precisa:
Alimentare le guerre politiche ed economiche del potere.

Da un aspetto politico, quell' informazione non è orientata alla ricerca dell’”obiettività” ma a guidare la condotta sociale, sia per il consumismo economico, per il beneficio elettorale, che per
creare consenso in massa verso quei processi che favoriscono le corporazioni economiche e i governi del sistema capitalista.

Per mancanza di contro-informazione in massa,
le maggioranze planetarie (ignoranti della manipolazione) consumano quelle notizie come se fossero parte di una realtà emergente dei processi e dei fatti che si succedono come prodotto di una dinamica “naturale” del mondo.

Riassumendo, mentre da una parte la stampa convenzionale e in massa qualifica come “teoria cospiratrice” le informazioni che rivelano i loro interessi e le strategie funzionali occulte, dall’altra parte, usa l' “informazione cospirativa” (venduta come se fosse “informazione obiettiva) per sostenere il sistema capitalista che paga per i suoi servizi.


Distruggere il nemico con il mito della “teoria della cospirazione, controllare
e trasformare la massa individuale in potenziale sociale manovrato con scopi di controllo politico ed economico, sono i due obiettivi chiave della struttura mediatica mondiale che determina e decide quello che la maggioranza deve capire (e consumare) come “informazione obiettiva”.

Fonte:
http://www.iarnoticias.com/2010/secciones/contrainformacion/0008_teorias_conspirativas_20en2010.html

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di
VANESA

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