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31 gennaio 2010

I PECCATI DI HAITI


Di Eduardo Galeano

La democrazia haitiana è nata da poco. Nel suo breve tempo di vita, questa creatura famelica e malata non ha ricevuto altro che schiaffi. Era appena nata, nei giorni di festa del 1991, quando è stata assassinata dalla ribellione militare del generale Raoul Cedras. Tre anni più tardi, è resuscitata. Dopo aver messo e tolto tanti dittatori militari, gli USA rimossero e riposero Il presidente Jean-Bertrand AristIde, che era stato il primo governante scelto per voto popolare in tutta la storia di Haiti e che aveva avuto la pazza idea di volere un paese meno ingiusto.

SI AGLI OGM IN ITALIA: IL CONSIGLIO DI STATO DA IL VIA LIBERA!

Coltivazioni Ogm in Italia, il colpo di scena: si possono fare. Il Consiglio di Stato, con una sentenza, ha infatti stabilito che sono legittime anche in assenza delle linee guida regionali: purchè si tratti di varietà approvate dall’Unione Europea.

In assenza di linee guida regionali, niente colture geneticamente modificate, si era sempre detto finora. Solo pochi giorni fa le Regioni, ribellandosi al Governo, hanno di fatto rifiutato di avviare il processo verso l’adozione delle linee guida stesse.

La sentenza del Consiglio di Stato però non ha a che fare con la polemica recente. Deriva da un ricorso presentato da un agricoltore nel 2007.

Non un agricoltore qualsiasi: al centro di questa vicenda c’è Silvano Dalla Libera, maiscoltore friulano, vicepresidente di Futuragra, l’associazione di imprenditori agricoli che si batte per l’introduzione delle biotecnologie.

Egli chiese ha chiesto appunto al ministero dell’Agricoltura di seminare mais Ogm. Non ha ricevuto l’autorizzazione (anzi: non ha proprio ricevuto risposta) e per ottenerla nel 2008 si è invano rivolto al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Infine Dalla Libera ha fatto ricorso al Consiglio di Stato.

E il Consiglio di Stato, appunto, gli ha dato ragione con una sentenza depositata in segreteria martedì 19 e rimbalzata sul web questa sera.

La sentenza dice in sostanza che quando una varietà Ogm è autorizzata per la coltivazione dall’Unione Europea, quella stessa autorizzazione vale automaticamente per tutti gli Stati membri: e dunque il ministero dell’Agricoltura non può negarla.

Non è dunque possibile, secondo il Consiglio di Stato, che uno Stato, una Regione o un Comune si dichiari Ogm-free.
E’ una sentenza in punta di diritto, e su quel terreno non la discuto. Osservo però che i topi nutriti con mais Ogm approvato dall’Unione Europea per il consumo umano subiscono danni alla salute. Che le colture Ogm utilizzano il 26% di pesticidi in più rispetto a quelle convenzionali. E che c’è tutto il problema della contaminazione.

La sentenza con cui il Consiglio di Stato dà il via libera alla coltivazione di Ogm in Italia


Fonte: http://www.blogeko.it/

30 gennaio 2010

ACCORDO SEGRETO SUL COPYRIGHT

Diversi media rivelano un accordo mondiale sul copyright di cui era cominciata la negoziazione in segreto sotto il mandato di Bush tra gli USA, l’UE ed importanti paesi asiatici come il Giappone e la Corea. L’accordo convertirebbe i provider dei servizi internet in poliziotti della Rete sotto l’esigenza di aziende e proprietari dei diritti d’autore per controllare la rete ed il traffico dei clienti. Gruppi civili hanno inviato una lettera a Obama protestando per la segretezza di questo affare, in contraddizione con la politica di trasparenza annunciata.

Queste negoziazioni segrete rivelate da El Pais sono venute fuori da un documento dell’UE il quale spiegava ai suoi stati membri la posizione degli USA nell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), che anche se formalmente si tratta di un accordo mondiale per combattere la falsificazione, il testo include una proposta su internet per controllare gli internauti che scambiano file attraverso il P2P.

Alle negoziazioni partecipano circa 40 paesi dagli USA all’UE passando per importanti paesi asiatici, come il Giappone e la Corea. In base a tale informazione si è cominciato a lavorare in segreto sotto il mandato di Bush e ancora adesso continua. Settimana scorsa c’è stata una nuova riunione a Seul e a gennaio ce ne sarà un’altra in Messico.

L’accordo permetterà ai titolari dei diritti d’autore di obbligare operatori e provider dei servizi internet a controllare il traffico dei loro clienti per evitare lo scambio o la distribuzione di materiale protetto da copyright. Una responsabilità che attualmente non hanno e che nella maggior parte dei paesi deve passare attraverso controlli giuridici. Un giro di vite che convertirà i provider in polizia della Rete.

Fonte:http://muycomputer.com/Actualidad/Noticias/Acuerdo-secreto-sobre-copyright

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA 

29 gennaio 2010

IL CONTRATTO CHE FIRMI OGNI GIORNO...

 

Miei cari amici,
l'11 settembre ricorre il triste anniversario di una catastrofe altamente simbolica per l'umanità.

A prescindere dalle nostre convinzioni o idee politiche, il sistema messo in moto nel nostro mondo "libero" si basa sul tacito accordo di un contratto con ciascuno di noi che a grandi linee espongo:

1. Io Accetto la competitività come base del nostro sistema, anche se mi rendo conto che questa operazione genera frustazione e rabbia alla maggior parte dei perdenti.

2. Accetto di essere umiliato o sfruttato a condizione che mi permettano di umiliare o di sfruttare un altro che occupi un posto inferiore nella piramide sociale.

3. Accetto l'esclusione sociale degli emarginati dei disadattati e dei deboli perchè considero che il peso che la società può accollarsi ha i suoi limiti.

4. Accetto di pagare le banche affinchè loro investano il mio stipendio secondo la loro convenienza e che non mi diano nessun dividendo dei loro giganteschi guadagni (guadagni che serviranno per aggredire i paesi poveri, fatto che accetto implicitamente).
Accetto anche che mi si applichi un alto tasso d'interesse per prestarmi denaro. Denaro che proviene esclusivamente da altri clienti.

5. Accetto di congelare o di buttare tonnellate di cibo così le borse non crollano, invece di offrirlo ai bisognosi e di permettere ad alcune centinaia di migliaia di persone di non morire di fame ogni anno.

6. Accetto che sia illegale mettere fine alla tua vita velocemente invece tollero che si faccia lentamente inalando o ingerendo sostanze tossiche autorizzate dai governi.

7. Accetto che si faccia la guerra per far regnare la pace. 
Accetto che in nome della pace la prima spesa degli Stati sia per la difesa. Accetto che i conflitti siano creati artificialmente perchè si disfino degli stock di armi e così permettere all'economia mondiale di continuare a crescere.

8. Accetto l'egemonia del petrolio nella nostra economia anche se è un'energia molto costosa ed inquinante e sono daccordo d'impedire qualsiasi intento di sostituzione se si svelasse che abbiamo scoperto un mezzo gratuito e illimitato di produrre energia. Accetto che sarebbe la nostra perdizione.

9. Accetto che si condanni l'assassinio di un altro umano, a meno che i governi decidano che è un nemico e mi spingano ad ucciderlo!

10. Accetto che si divida l'opinione pubblica creando partiti di destra e di sinistra che avranno come passatempo la lotta tra di loro facendomi credere che il sistema sta andando avanti inoltre accetto ogni tipo di divisione possibile purchè quelle divisioni mi permettano di focalizzare la mia rabbia sui nemici stabiliti quando si sbandierano le loro foto davanti ai miei occhi.

11. Accetto che il potere di costruire l'opinione pubblica, prima ostentato dai religiosi, sia oggi nelle mani di uomini d'affari non eletti democraticamente totalmente liberi di controllare gli Stati perchè sono convinto del buon uso che ne faranno.

12. Accetto che l'idea della felicità si riduca alla comodità; l'amore al sesso, la libertà alla soddisfazione di tutti i desideri perchè è quello che la pubblicità ripete ogni giorno, quanto più infelice sono più consumo.
Compirò il mio dovere contribuendo al buon funzionamento della nostra economia.

13. Accetto che il valore di una persona sia proporzionale al suo conto corrente che si apprezzi la sua utilità in funzione della sua produttività e non delle sue qualità, e che sia escluso dal sistema se non produce sufficientemente.

14. Accetto che siano ricompensati abbondantemente i giocatori di calcio e gli attori e molto meno gli insegnanti e i medici incaricati dell'educazione e della salute delle future generazioni.

15. Accetto di escludere dalla società gli anziani la cui esperienza potrebbe servirci ma siccome siamo la civiltà più evoluta del pianeta (e senza dubbio dell'universo) sappiamo che l'esperienza nè si condivide nè si trasmette.

16. Accetto che mi presentino notizie negative e spaventose del mondo ogni giorno, in modo da poter apprezzare fino a che punto la nostra situazione è normale e quanto sono fortunato a vivere in Occidente. So che mantenere la paura nei nostri spiriti può essere solo un beneficio per noi.

17. Accetto che gli industriali, militari e capi di Stato si riuniscano regolarmente, senza consultarci, per prendere decisioni che compromettano il futuro del pianeta della vita del pianeta...della vita e il pianeta.

18. Accetto di consumare carne bovina trattata con ormoni senza che me lo dicano esplicitamente.
Accetto che le colture di OGM si propaghino in tutto il mondo permettendo così alle multinazionali agroalimentari di brevettare esseri viventi e conservare guadagni considerevoli ed avere sotto controllo l'agricoltura mondiale.

19. Accetto che le banche internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi e combattere, e così scegliere quelli che faranno la guerra e quelli che non la faranno. So che è meglio finanziare entrambe le parti, per essere sicuri di fare soldi e di prolungare i conflitti più a lungo possibile, al fine di rubare completamente le loro risorse se non riescono a pagare i loro debiti.

20. Accetto che le multinazionali si astengano dall'applicare i progressi sociali dell'Occidente, ai paesi poveri considerando che per loro è già una fortuna se li fanno lavorare. Preferisco che si utilizzino le leggi vigenti in questi paesi che permettono di fare lavorare i bambini in condizioni disumane e precarie.
Nel nome dei diritti umani e del cittadino, non abbiamo nessun diritto d'intrometterci.

21. Sono daccordo sul fatto che i politici possano essere di dubbia onestà e talvolta anche corrotti.Credo che questo sia normale data la forte pressione che devono affrontare. Per gli altri si deve applicare tolleranza zero.

22. Accetto che i laboratori farmaceutici e gli industriali agroalimentari vendano nei paesi poveri prodotti scaduti o utilizzino sostanze cancerogene vietate in Occidente.

23. Accetto che il resto del pianeta, cioè 4000 milioni di individui possano pensarla diversamente a condizione che non vengano a esprimere il loro credo a casa nostra, e meno ancora a cercare di spiegare la nostra Storia con le loro nozioni filosofiche primitive.

24. Accetto l'idea che esistano solo 2 possibilità in natura, cioè:
cacciare o essere cacciati, e se siamo dotati di una coscienza e di un linguaggio, certamente non è per sfuggire a questa dualità, ma per giustificare il perchè agiamo in quel modo.

25. Accetto di considerare il nostro passato come una continuazione ininterrotta di conflitti di cospirazioni politiche e di volontà egemoniche, ma so che tutto questo non esiste più, perchè siamo all'apice della nostra evoluzione, e perchè le regole che governano il nostro mondo sono la ricerca della felicità e della libertà per tutti i popoli, come ascoltiamo continuamente nei discorsi dei nostri politici.

26. Accetto senza discutere e considero come verità tutte le teorie proposte per spiegare i misteri delle nostre origini. E accetto che la natura abbia potuto dedicare milioni di anni per creare un essere umano
il cui unico passatempo è la distruzione in pochi istanti della sua stessa specie.

27. Accetto la ricerca del profitto come fine supremo dell' Umanità e l'accumulo di ricchezza come realizzazione della vita umana.

28. Accetto la distruzione dei boschi, l'estinzione dei pesci nei fiumi e nei nostri oceani.
Accetto l'aumento dell'inquinamento industriale e la dispersione di veleni chimici ed elementi radioattivi nella natura. Accetto l'uso di ogni tipo di additivo chimico nella mia alimentazione perchè sono convinto che se vengono aggiunti è perchè sono utili ed innoqui.

29. Accetto la guerra economica che agisce esclusivamente sul pianeta, anche se ritengo che ci porta verso una catastrofe senza precedenti.

30. Accetto questa situazione, e credo che non posso fare nulla per cambiarla o migliorarla.

31. Accetto di essere trattato come bestiame perchè penso di non valere di più.

32. ACCETTO DI NON FARE NESSUNA DOMANDA, DI CHIUDERE GLI OCCHI SU TUTTO QUESTO E DI NON FARE NESSUNA VERA OPPOSIZIONE PERCHE' SONO TROPPO IMPEGNATO CON LA MIA VITA E PREOCCUPAZIONI. ACCETTO ANCHE DI DIFENDERE A MORTE QUESTO CONTRATTO SE LEI ME LO CHIEDE...

33. ACCETTO QUINDI, NELLA MIA ANIMA E COSCIENZA E DEFINITIVAMENTE QUESTA TRISTE MATRICE CHE LEI PONE DI FRONTE AI MIEI OCCHI E DI ASTENERMI DAL VEDERE LA REALTA' DELLE COSE.

So che tutti voi agite per il mio bene e quello di tutti, e per questo vi ringrazio.

Pubblicato nel 2003 per commemorare il triste anniversario degli eventi dell'11 settembre...
... da un anonimo (francese)

PERCHE' L' FMI NON APPLICA A SE STESSO LE SUE RACCOMANDAZIONI?

 
Dominique Strauss Khan
di Pablo Pardo

Ancora una volta, l’FMI ha chiesto di riformare e di liberalizzare il mercato del lavoro spagnolo. All’abituale richiesta di accelerare i licenziamenti, si aggiunge quella di abbassare gli stipendi.

Personalmente, le due idee mi sembrano abbastanza ragionevoli (potete inserire i vostri insulti più in basso) data la situazione economica della Spagna.

Ma l’FMI fa esattamente il contrario di quanto predica. E’ burocratico, politicizzato e non è trasparente.  Fino al 1999 lo stipendio del suo direttore capo era segreto, come se si trattasse dei piani di una bomba atomica o della formula della Coca-Cola. Ancor oggi, in funzione di un accordo “tra uomini” (si sa che anche i patti della Mafia si fanno tra uomini) l’istituzione può essere solo presidiato da un europeo.

E questi sono quelli che parlano di modernizzare.

Vediamo adesso la flessibilità del Fondo.

Appena un anno e mezzo fa, con l’istituzione giocando il ruolo del vaso nell’economia mondiale, e con un deficit del 40% (come si può gestire così pessimamente se le spese superano di un 40% le entrate? Molto facilmente: aprendo un nuovo edificio proprio quando la domanda dei servizi dell’istituzione stava crollando), l’FMI non ha avuto altra alternativa che portare avanti un mini ritocco di personale.

Non è facile ritoccare il personale in un sito dove il borsista medio prende 300 dollari (210 euro) giornalieri liberi da tasse. Così l’ERE del Fondo è stato, più o meno, come segue.

I compensi erano tra i 6 e i 22 mesi di stipendi (curioso concetto di licenziamento libero). Si è anche organizzato un piano di pensionamento anticipato che faceva ritirare tutti gli impiegati di 62 anni, tre anni prima rispetto all’età pensionabile.

Naturalmente, aggiungendo il danno alla beffa, come dicono  gli anglosassoni (“additing insult to injury”), quelli che andavano via dal Fondo potevano mantenere i loro modelli pensionistici e aggiornarli ai 65, se lo desideravano, in una spettacolare plasmazione pratica di come bisogna combattere la sempre presente e mai realizzata crisi delle pensioni e di godere del beneficio dell’aumento delle aspettative di vita media.

Un’altra durissima misura è stata quella di includere, in alcuni casi, il co- pagamento dell’assistenza medica, qualcosa che l’FMI da decenni dice di applicare….agli altri. Ed alcune misure di crudeltà incalcolabili. Un esempio relativo ai viaggi. Fino ad allora quando un funzionario dell’FMI viaggiava in un altro continente, aveva diritto a restare, letteralmente riposando, due giorni in un punto intermedio, con rimborsi che ruotavano intorno ai 600 dollari (420 euro) giornalieri. Era chiamato “stopover”. In due giorni di stopover, un funzionario spendeva 820 euro come minimo. Quasi lo stipendio di un mileurista (di uno che prende mille euro come stipendio NDT) che adesso il Fondo considera esageratamente alto.

Ma il funzionario poteva scegliere dove rimanere. Se andava in missione in Africa, per esempio, poteva rimanere e recuperarere con un viaggio a Zanzibar. Se andava in Medio Oriente, nel Mar Egeo. Se andava in Perù, poteva fare un comodo stopover nelle Galapagos.  Quello si, a loro piacevano le vacanze naturali. Sennò, gli stopover erano Parigi, Londra o Miami.

Questa è l’istituzione che vuole liberalizzarci.

(Si, liberalizzarci dagli stipendi…gli schiavi sono schiavi, non si pagano NDT).


Tradotto per Voci Dalla Strada da Vanesa

28 gennaio 2010

CACCIA, APPELLO A BERLUSCONI: FERMA LA STRAGE


Appello di 100 associazioni da tutta Italia al Presidente del Consiglio. ADERISCI ANCHE TU:  FACENDOLO GIRARE E…SCRIVENDO COSA NE PENSI!

“Cancellare l’articolo 38 dalla Legge Comunitaria. E’ un inganno all’Europa e ai cittadini italiani e il via libera ad nuovo assalto agli animali”.

“Ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, perché intervenga immediatamente e impedisca l’approvazione dell’articolo 38 della Legge Comunitaria, oggi in aula al Senato. Un articolo ingannevole, che traveste da risposta alle richieste europee un’inaccettabile concessione a caccia selvaggia”.

E’ l’appello urgentissimo che oltre 100 associazioni ambientaliste, animaliste, civiche, culturali, sociali, di cittadini, consumatori fotografi, escursionisti eccetera rivolgono stamattina al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a poche ore dal voto in aula del senato della Legge Comunitaria.
Una valanga di adesioni che non si ferma.

“L’articolo 38, tra le altre cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria e dunque permetterà, se approvato, l’estensione della caccia anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, con l’ennesima strage di animali selvatici, di uccelli migratori, di cuccioli ancora alle dipendenze dei genitori, ma anche la presa in giro dei cittadini italiani che dovranno tollerare la presenza e i fucili dei cacciatori nei propri terreni per un periodo ancor più lungo di quanto non lo sia già oggi.

Il paradosso, Signor Presidente, è che tutto ciò avviene in risposta ad una durissima procedura di infrazione europea che contesta all’Italia di concedere troppe deroghe e di non prevedere il divieto assoluto di caccia nei periodi di dipendenza e migrazione degli uccelli. In sostanza, ci contesta di cacciare troppo e male. Bene: qual è invece la risposta che darà oggi il Governo? Quella di aumentare la caccia. Quella di concedere più deroghe e una più lunga stagione venatoria.

E tutto questo si consumerà nel 2010, in apertura dell’anno internazionale della natura e della biodiversità, con il primo provvedimento del Governo e dello Stato italiano che sarà una riduzione delle tutele per la biodiversità e il via libera ad un nuovo assalto alla natura.

Le chiediamo dunque, Signor Presidente, di intervenire in prima persona sul suo Governo e in particolare sul Ministro Ronchi, chiedendo la cancellazione dell’articolo 38, ed evitando questo vero e proprio inganno per quel 90% di italiani che sono fortemente contrari ad ogni ulteriore concessione alla caccia e anzi chiedono più tutele e più rispetto per gli animali, la natura, la tranquillità dei cittadini”.

Sostieni l’appello facendolo conoscere a più persone possibile, in modo da far capire a lorsignori che il tentativo di far passare sotto silenzio questa manovra è stato smascherato.

Fonte: Cacciatori Brava Gente

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SUPER CRIMINALI


Nel suo ultimo numero, il giornale Super Lawyers, dedicava il suo articolo principale all’avvocato generale della Chiquita Brands International, addolcendolo per navigare nelle complesse e difficili acque colombiane. Quello che non ha citato è il mare di lacrime che la Chiquita (antica United Fruit, architetto del colpo di Stato in Guatemala nel 1954,allo stesso modo del massacro di lavoratori nelle piantagioni di banane durante lo sciopero a Cienaga, Colombia, ricreata in Cent’anni di Solitudine) ha lasciato in America Latina. Questa lettera dell’avvocato laburista Dan Kovalik mette in risalto le contraddizioni dell’ovazione a Chiquita. Dobbiamo far notare che poco dopo la stesura di questa lettera, Chiquita ha ricevuto anche un “premio di sostenibilità” per le sue attività all’estero.


Stimato Sr. White:

Ho appena avuto la sfortunata esperienza di leggere l’articolo principale dell’ultimo numero di Super Lawyers, che esalta le atrocità di Chiquita (ex United Fruits), una compagnia il cui nome, può esserne certo, si associa ad una lunga storia con essi.

Questo numero del suo giornale, che pretende di mettere in mostra “non solo i soliti sospetti”, in realtà si è concentrato in uno di questi “soliti sospetti” di crimini di guerra. In questo numero,in particolare, hanno scelto di applaudire consigliere generale di Chiquita in quanto ha cercato di presentare come "decisioni molto difficili per salvare vite umane", il finanziamento dell’esercito di assassini paramilitari per un'importo di 1,7 milioni di dollari durante un periodo di oltre 7 anni. Nulla si dice sulle vite perse a causa di questi pagamenti nè si menziona la quantità di armi date ai paramilitari dalla succursale colombiana della Chiquita (un altro reato del quale Chiquita si è dichiarata colpevole).

Secondo il procuratore generale della Colombia, Mario Iguaran, i pagamenti della Chiquita ai paramilitari “non furono per protezione, ma piuttosto per sangue; per la pace della regione bananiera di Uruba”. Iguaran, per nulla liberale, dal momento che è stato nominato dal Presidente Álvaro Uribe, stima che siano stati circa 4000 i civili morti come conseguenza dell’aiuto di Chiquita ai paramilitari. Inoltre, Iguaran ha dichiarato che lo stesso fenomeno degli eserciti paramilitari, che ha scosso la Colombia per anni e ha lasciato innumerevoli omicidi, violazioni e altre atrocità, non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di compagnie come quella della Chiquita.

Anche così, nonostante i fatti, voi avete deciso di dedicare il vostro articolo di prima pagina alle scuse dell’avvocato generale della Chiquita per quanto riguarda il loro sostegno ai crimini di guerra. Inutile dire, che non sono sorpreso dal fatto che la legge è, dopo tutto, uno strumento per proteggere i ricchi ei potenti dai poveri e degli oppressi. Potrei solo suggerire che, per mantenere la facciata di un sistema di giustizia cieco di fronte alle tasche delle parti, potrebbe non esprimere in modo così ovvio che il suo giornale mostra la magistratura come una professione per salvaguardare chi accumula profitti attraverso azioni di violenza generalizzata. Penso che Bob Dylan l’abbia espresso meglio scrivendo "tutti i criminali con i loro vestiti e cravatte vagano liberi di bere Martini e vedere sorgere il Sole”.

Potrei finire la mia lettera qui, ma c’è qualcos' altro che voglio dire. In effetti, anche se dessimo credito a Chiquita ed al Signor Thompson, la sua condotta non meriterebbe nessun complimento. Prima di tutto perché, come loro stessi hanno ammesso di fronte al Dipartimento di Giustizia e al suo giornale, gli ci sono voluti almeno due anni per accorgersi che il Dipartimento di Stato degli USA considera terroristi i paramilitari che stavano finanziando e armando.  Questo è un successo giuridico? La maggior parte di noi sarebbero licenziati per aver impiegato così tanto a rendersi conto che il nostro cliente è implicato in un crimine di simile dimensione. In effetti, quello che lei chiama “super avvocati” la maggior parte degli osservatori ragionevoli la chiamano semplicemente mala prassi. E, anche se avesse pagato per “protezione” quegli assassini per espandersi e aumentare i propri profittii delle banane, come essi sostengono, sarebbe forse motivo di lode? Il Dipartimento di Giustizia, che certamente perdona questa tribù facilmente (dovrebbero essere tutti in prigione), non certo dicendo che li avrebbe esentato dalla pena.

Finirò chiedendole che, per favore, si astenga dall'inviarmi il suo giornale. Dovrebbe vergognarsi di se stesso e del suo giornale. Ma, inutile dirlo, noi viviamo in un mondo in gran parte sfacciato, in cui piccoli criminali trascorrono anni in prigione, mentre i grandi criminali governano il mondo attraverso il diritto a cui dicono di dedicrsi.

Cordiali saluti

Dan Kovalik, avvocato laburista.

Fonte: http://www.sinpermiso.info/textos/index.php?id=3050

Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

27 gennaio 2010

HAITI E IL TERREMOTO POLITICO-ECONOMICO IMPOSTO DA WASHINGTON


"QUESTO TERREMOTO E' STATO ANTICIPATO DA UN ALTRO TERREMOTO  POLITICO ED ECONOMICO IMPOSTO DA WASHINGTON"

di Amy Goodman  

Ci siamo incontrati con Kim Ives, corrispondente di Haiti Liberté, con cui siamo stati in viaggio durante il nostro soggiorno in Haiti. E' da molti anni che vive ad Haiti, tra i tanti viaggi all'estero. Kim, non posso dire, "Benvenuta Democracy Now!" Perché siamo stati insieme attraverso questa visita, ma "benvenuta a questa intervista!"

Grazie, Amy.

Parliamo di questa terribile catastrofe, questa devastazione. Naturalmente si tratta di una catastrofe naturale, ma ci puoi parlare di come s'inserisce questa catastrofe con la realtà di Haiti? Il grado di devastazione che stiamo vedendo, non ha solo a che fare con la natura.

No, naturalmente. In realtà, questo terremoto è stato anticipato da un terremoto politico ed economico, il cui epicentro è stato localizzato 2.000 miglia a nord, a Washington, DC, e per 24 anni.

Parliamo prima dei due colpi di stato perpetrati in un periodo di 13 anni, sostenuti dagli Stati Uniti, che hanno istituito regimi fantoccio che hanno espulso gli haitiani dal potere. Ma quei colpi di stato e la successiva occupazione militare da parte delle forze straniere vietate dalla Costituzione haitiana, sono stati distruttivi non solo per il governo e la sovranità nazionale, ma anche per i governi e le legislature locali, i sindaci e i comitati elettorali locali responsabili di scegliere un consiglio permanente elettorale. Non si è mai costituitoto un consiglio elettorale permanente, vi è solo una forma provvisoria e quindi Préval, poco prima del terremoto, ha ignorato la democrazia popolare imponendo il proprio consiglio elettorale, che ha garantito il dominio del suo partito.

E perchè sia chiaro, quando si parla di colpi di stato nel 1991 e nel 2004, dobbiamo dire che entrambi hanno comportato l'espropriazione e l'esilio del presidente Jean-Bertrand Aristide.

E' giusto.

Parliamo del coinvolgimento degli Stati Uniti in questi golpes

In entrambi i casi le forze armate Usa hanno rimosso Aristide da Haiti. La prima volta ha trascorso il suo esilio a Washington e la seconda è finito in Sud Africa, dove ha trascorso gli ultimi sei anni.

Questi terremoti politici imposti da Washington sono stati accompagnati da terremoti economici, le politiche economiche attuate quando espulsero Aristide, che aveva espresso un orientamento nazionalista, cercando di costruire l' autosufficienza nazionale di Haiti e respingendo gli Stati Uniti. Volevano privatizzare le nove industrie di Stato che sono state vendute agli USA e gli investitori stranieri.

Per 12 anni, sotto la prima amministrazione di René Préval, è stata privatizzata Minoterie d'Haiti e Ciment d'Haiti e le imprese statali che producono farina di frumento e cemento. Per quanto riguarda il grano, attualmente abbiamo una popolazione affamata. Si potrebbero immaginare le possibilità, se lo Stato avesse avuto un mulino robusto per la produzione di farina, la gente avrebbe pane da mangiare. E' stata venduta questa impresa ad una società di cui Henry Kissinger è un membro del consiglio di amministrazione. E appunto, fu chiusa l'attività. Adesso, Haiti non dispone di un mulino, statale nè privato.

Da dove viene il grano Haiti? Questo è il paese più povero dell'emisfero.

Deve importarlo, una buona parte proviene dagli Stati Uniti.L'altro caso, più ironico, Amy, è la fabbrica di cemento. Questo è un paese la cui conformazione geologica è principalmente di calcare, che è la base prima per il cemento. E 'un paese che assolutamente dovrebbe e potrebbe avere un'impresa produttrice di cemento, e l'aveva, ma è stata privatizzata e chiusa in fretta. Iniziarono a costruire i pilastri di quella che fu la società di importazione di cemento a cemento.  Così quando viaggiamo per il paese vediamo le migliaia di edifici di cemento crollato e schiacciato, ricordiamo che ci sarà bisogno di milioni di tonnellate di cemento, ed ora sarà necessario importarlo, invece di produrlo.Haiti potrebbe e dovrebbe esportare cemento, non importarlo.

Stiamo parlando con Kim Ives di Haiti Liberté, che ha appena pubblicato una nuova edizione nel bel mezzo dellla catastrofe del terremoto. Lei ha parlato di compagnia del cemento, mulino del grano e di privatizzazione. Uno dei problemi più dolorosi per la diaspora haitiana e le famiglie all'estero, con i propri cari qui in Haiti, che non sono riusciti a scoprire se sono vivi. No se han podido comunicar con ellos. Non si è potuto comunicare con loro.

E' così.

E questo ci porta al tema della compagnia telefonica

Esatto. Teleco è stata la tomba delle imprese statali ad Haiti. Durante il primo colpo di stato del 1991-1994, il reddito della Teleco manteneva il governo in esilio del presidente Aristide. Ed ora abbiamo visto che una settimana prima del terremoto è stata privatizzata questa compagnia. E' stata venduta ad una società vietnamita, Viettel. E se noi in questo paese avessimo avuto una compagnia telefonica nazionale forte e dinamica, si sarebbero evitati gran parte dei problemi di comunicazione che ci sono. Invece tutte le comunicazioni del paese sono nelle mani di tre società di telefoni cellulari: Digicel, Voila e HAITEL.

Ma alcuni potrebbero sostenere che la società è stata privatizzata una settimana fa perchè, a causa dei suoi precedenti proprietari, era carente.

E 'proprio quello che è successo. Il governo haitiano sotto la guida di Préval e dei suoi ministri, hanno sabotato e indebolito la società. Ne abbiamo discusso nel corso degli anni. Ricordo che 13 anni fa ha portammo qui una delegazione per parlare con i sindacalisti. Da molto tempo manteniamo questa lotta contro la privatizzazione. Abbiamo parlato con un sindacalista di Teleco, Jean Mabou, un funzionario del sindacato. E questo ci ha portato in una stanza piena di nuovi impianti di telecomunicazioni moderni. Ci ha detto: "Abbiamo questi equipaggiamenti e non ci permettono di installarli. Essi stanno minando la società di Stato ai fini della privatizzazione.

E l'ironia è che abbiamo il lupo a guardia del gregge. E così si mina la proprietà del popolo nelle sue imprese statali.

Kim, si sa che purtroppo il mondo presta attenzione solo quando ci sono disastri e ora l'attenzione del mondo si concentra su Haiti. Hai cominciato a parlare di due colpi di stato contro Aristide. Forse si può fare un breve riassunto della storia di Haiti dal 1804.

Ok, in breve. 1804, la prima ed ultima rivoluzione di schiavi successa nella storia, la prima repubblica nera del mondo, la prima nazione indipendente in America Latina, che divenne la pietra angolare di tutte le altre rivoluzioni. E ci sono voluti 60 anni per il riconoscimento del governo di Abraham Lincoln, dopo la guerra civile.

Poi, nel 1915, i Marines USA invasero il paese e si appropriarono della banca centrale e del governo. Sono rimasti 19 anni, fino al 1934. Hanno poi installato la Garde d'Haiti, la Guardia di Haiti, che ha operato come un braccio dei Marines per proteggere gli interessi degli Stati Uniti ad Haiti. L'occupazione ha dato vita nel 1957 alla dittatura di François "Papa Doc" Duvalier, che ha lasciato in eredità il suo titolo di presidente a vita a suo figlio, Jean-Claude Duvalier, quando morì nel 1971.

E il ruolo degli Stati Uniti in questa storia?

L'America ha sempre sostenuto tutti questi governi, per motivi geopolitici. Haiti è stato il principale baluardo contro l'espansionismo "comunista" della vicina Cuba. Per questo gli Stati Uniti hanno mantenuto e mantenuta e sostenuto militarmente ed economicamente, i regimi Duvalier, nonostante l'opposizione del popolo haitiano.

Una cleptocrazia? Si sono arricchiti i dittatori a scapito della povera gente?

Esattamente. Eppoi nel 1986, si resero conto che questo modello stava creando di troppi "Che Guevara", troppe rivoluzioni in America Latina e hanno optato per queste elezioni per installare un leader apparentemente più democratico, ma le elezioni sono state comprate.

Haiti è stato il primo paese dell'America Latina che ha sconfitto lo schema elettorale promosso dagli Stati Uniti ed eleggere per la presidenza un povero parroco, Jean Bertrand Aristide. Durante la sua presa del potere, il 7 febbraio 1991, Aristide ha dichiarato la seconda indipendenza di Haiti, perché il paese ha voluto l'indipendenza dal dominio degli Stati Uniti e Francia. E hanno risposto in otto mesi con un colpo di stato. Fu mandato in esilio. E così ha iniziato il terremoto politico ed economico, con un epicentro a Washington e Parigi per 24 anni.

Così è stato effettuato il primo colpo di Stato contro Aristide. E' stato tenuto in esilio per tre anni. E' successo durante l'amministrazione di George H.W. Bush, ma è continuato con l'amministrazione Clinton.

Per inciso, uno dei principali impegni di Aristide alla presidenza era quello di aumentare il salario minimo.

Gli ascoltatori di Democracy Now! ricorderanno la seconda volta che Aristide è stato eletto nel 2004 e quasi immediatamente rapito dai militari e dall' intelligence degli Stati Uniti, come è stato accompagnato da una delegazione della Repubblica Centrafricana, dove cacciarono e praticamente fecero prigionieri il presidente e Mildred Aristide. E Maxine Waters, deputato di Los Angeles, e Randall Robinson, fondatore dell'organizzazione TransAfrica, andarono a prendere Aristide nella Repubblica Centrafricana per portarlo in Giamaica. Finalmente finirono in Sud Africa, dove risiedono oggi.  Non potevano tornare ad Haiti a causa delle pressioni da parte di funzionari degli Stati Uniti. Il cancelliere dell' epoca, Colin Powell e Condoleezza Rice affermarono che Aristide non poteva tornare in questo emisfero.

Dal suo esilio in Sud Africa, il presidente Aristide ha detto in una conferenza stampa che vuole tornare ad Haiti. Ho sollevato la preoccupazione di molte persone qui in Haiti. A Washington, il presidente Obama ha nominato immediatamente gli ex presidenti Clinton e Bush per guidare gli sforzi umanitari, dicendo che le loro azioni sono partitistiche. Così ora nasce la preoccupazione per il ritorno di Aristide. Gli Stati Uniti controllano l'aeroporto. Il presidente Preval ha dato il controllo dell'aeroporto agli Stati Uniti. Ma Aristide ha chiesto di tornare. Cosa ne pensi dell' immagine, per non parlare delle risorse, dei due presidenti che dicono che il disastro va oltre le differenze politiche e che dobbiamo ricostruire il paese?

Beh, è giusto. Ieri rimasi di fronte l'ospedale generale, dove ho visto gli orrori, parlando ad una moltitudine di gente all' angolo della strada, è emerso questo stesso punto. Perché non è possibile ritorno del presidente Aristide? Lo vuole. Così ha detto. Ma il governo ha rinnovato il suo passaporto diplomatico, che è passato. Non hanno dato misure di sicurezza per il suo ritorno nel paese. Questo è tutto quello che serve.

Se il governo di Barack Obama o di chiunque altro è davvero disposto a sostenerci, forse meglio di tutti i C-130 con il loro carico, non solo con cibo e assistenza medica, ma anche un sacco di fucili, potrebbero inviare un aereo in Sud Africa prendere Aristide e riportarlo. Sarebbe un gesto che avrebbe creato un effetto a catena, un anti-terremoto di speranza e di orgoglio popolare che potrebbe restituire la forza morale di cui la gente ha bisogno per superare questa crisi.

Beh, Kim Ives, voglio ringraziarti per essere stato con noi, e fare ancora una domanda, che si riferisce alle organizzazioni dpopolari in questo paese. Chi ha il potere qui? Come si fa a organizzare il popolo? A tale riguardo, si pone sempre il problema della sicurezza per giustificare il motivo per cui non va fuori dalla zona dell'aeroporto, dove è conservato perchè raggiunga le comunità. L'ONU, per esempio, ha detto che non arriverà fino Leogane, l'epicentro del terremoto, finchè non sarà garantita la sicurezza di quella zona.

E 'il cuore della questione. La sicurezza è un pretesto. Noi vediamo ovunque che la popolazione di Haiti è divisa in comitati popolari per pulire, rimuovere i corpi dalle macerie, costruzione di campi profughi, per instaurare la sicurezza nei campi profughi. Questa è una popolazione che è autosufficiente, e lo è stata per molti anni.

Ma non può esserlo quando arriva un gruppo di marines con M-16 e cominciano ad urlare. lo scenario di fronte l'ospedale generale di ieri ha detto tutto. Le persone che entrano ed escono dall'ospedale per portare  cibo ai propri cari o perché hanno bisogno di assistenza e un gruppo di soldati della 82a Brigata aereotrasportata, di stanza al di fuori dell'ospedale, urla in lingua inglese alla folla. Non sapevano quello che facevano. Habría sido cómico si no fuera trágico. Hanno creato più caos anziché ridurlo. Sarebbe stato comico, se fosse non tragico.

Non dovevano essere lì. Naturalmente, se vi è un esercito di gangster che attacca le persone, che non è questo il caso, avrebbe potuto portare queste persone. Ma ora la gente non ha bisogno marines, ha bisogno di medicine. Questa situazione riassume l' essenziale. E' la stessa cosa che hanno fatto dopo l'uragano Katrina. Sono le vittime che fanno paura, sono "altri" sono i neri che hanno vinto l'unica rivoluzione di schiavi nella storia. Cosa può provocare loro più paura?

E le organizzazioni comunitarie che ci sono qui?

Ah, sì, le organizzazioni comunitarie, abbiamo visto l'altra notte nella comunità di Matteo 25, che ci ospita. Una spedizione di prodotti alimentari è arrivato nella notte senza preavviso. Avrebbe potuto essere una battaglia campale. Ma si sono messi in contatto con organizzazione locale di base, Pity Drop che ha mobilizzato i suoi militanti immediatamente. Hanno stabilito un perimetro e un cordone di sicurezza. Formavano una linea con 600 persone accampate sul campo di calcio dietro la casa, che è anche un ospedale, e distribuito il cibo in modo ordinato ed equo. Sono stati pienamente capace. Non hanno bisogno i Marines. Non hanno bisogno delle Nazioni Unite. Non hanno bisogno di nessuna di quelle cose che i media, Hillary Clinton e ministri degli esteri dicono che hanno bisognoi. Quelle sono cose che il popolo haitiano può fare da solo e sta le facendo lo stesso.

La ringrazio molto, Kim Ives.
Kim Ives scrive per Haiti Liberté.

Fonte: http://www.democracynow.org/2010/1/20/journalist_kim_ives_on_how_decades

26 gennaio 2010

"EQUO COMPENSO"...SOLO PER LA SIAE


 
Alcuni personaggi un po' improbabili si complimentano con il ministro Bondi per aver esteso l'equo compenso e aumentato la "tassa Siae" agli italiani.

Da alcuni giorni (anzi, da alcune notti) stiamo ricevendo dei fax palesemente falsi ma assolutamente divertenti e che soprattutto dovrebbero far riflettere sulla recente estensione della tassa dell'equo compenso a cellulari e Pc, a tutto beneficio della Siae.
Alla vicenda abbiamo già dedicato un articolo e intitolato una newsletter, ma la cosa sembra essere già passata nel dimenticatoio, sia a livello nazionale, sia nel campo stesso dell'information technology, sostituita da notizie più recenti.


Per questo motivo una anonima ma divertente mano, con l'arma della satira, sta cercando di tenere vivo l'argomento, e lo sta facendo in un modo decisamente inusuale: l'invio notturno di fax. Come anticipato, sono dei documenti assolutamente falsi, indirizzati al ministro Sandro Bondi, congratulandosi per aver approvato la legge sull'equo compenso.

Il primo fax, scritto in un italiano molto raffazzonato, sembrerebbe provenire dal gestore di un sito di ecommerce che si congratula con Sandro Bondi per l'approvazione della legge: questo gli consentirà di vendere a prezzi vantaggiosi agli utenti italiani. "Noi 100 Dvd di vendiamo a 19 euro e voi ci mettete 40 euro di tasse; 100 Cd a 13 euro con quasi 30 euro di tasse [...] Con questa legge della Siae per voi costa di più uscire di casa per comprare 20 Dvd in negozio che comprare i Dvd da noi in Lussemburgo".

Il secondo fax, giunto in redazione la notte successiva, è firmato dal (sedicente) assessore ai trasporti del Comune di Roma (anch'esso palesemente falso). L'autore, sempre rivolgendosi a Bondi, inizia con un cordialissimo "Ciao Sandro", e anche in questo caso si tratta di una (finta) lettera di congratulazioni.
L'assessore però ha "l'ingrato compito di far quadrare il bilancio" relativo alle multe per infrazioni stradali. Così si rivolge a Bondi "avendo saputo della sua trovata: la multa preventiva. [...] Far pagare la Siae a prescindere dell'uso che verrà fatto delle memorie è semplicemente geniale". E allora il finto assessore si inventa una multa preventiva anche per gli automobilisti, risanando il bilancio.

Ma vale la pena leggere fino in fondo il divertente fax: "Non posso che confessare la mia totale impreparazione nel riuscire a far passare una tale manovra sotto silenzio o quasi da parte degli organi di informazione. [...] Sandro, francamente l'hai studiata a tavolino, hai avuto culo o un mix di entrambi?"
 
Infine la terza notte è arrivato in redazione un terzo fax, anche stavolta chiaramente fasullo, firmato niente meno che dal (sedicente) direttore generale della Siae. Si inizia sempre con un "Sandro carissimo", ma stavolta la lettera è un bonario rimprovero: "Maremma maiala, s'era detto di includere tutti i sistemi di calcolo dotati di memoria, tra cui anche quelli elettromeccanici e meccanici, fino al pallottoliere."
 
E invece il pallottoliere è rimasto fuori, da cui la reazione del "direttore": "Non l'avrai mica fatto per paura della reazione dei media? Hai visto benissimo che s'è risolto tutto nel silenzio generale". "Mi raccomando, correggi questa bozza del cavolo, o mettiti subito al lavoro per una nuova legge".
Tre fax satirici che purtroppo descrivono molto bene la verità dei fatti. Stanotte ne arriverà un quarto?

HAITI BASTA DEBITO, ADESSO!

 
Comunicato Stampa, 
A tutte le redazioni con preghiera di pubblicazione.


Roma, Lunedì 25 gennaio 2010,

con l’invio di una lettera indirizzata al Ministro Giulio Tremonti - Ministero delle Finanze e al Ministro Franco Frattini - Ministero degli Affari Esteri, e in concomitanza con la Conferenza Internazionale dei Paesi Donatori che si sta svolgendo in queste ore a Montreal, in Canada,

è stata lanciata la Campagna nazionale HAITI BASTA DEBITO, ADESSO!” che sostiene la “Cancellazione immediata e incondizionata del debito bilaterale e multilaterale di Haiti”.
La Campagna nazionale che ha tra i suoi promotori, Mani Tese, Campagna Riforma Banca Mondiale, Osservatorio Selvas.org, Coordinamento Italia Nicaragua e SdL Intercategoriale, chiama a raccolta tutte le Associazioni, ONG e Istituzioni che operano nel mondo della Cooperazione Internazionale, chiedendo al Governo italiano, già impegnato nell’opera degli aiuti internazionali in soccorso delle vittime del terremoto del 12 gennaio ad Haiti, di sostenere una posizione di rilievo internazionale nell’estinzione incondizionato del debito della nazione caraibica. 

“Il governo e' pronto a cancellare i 40 milioni di euro di debito estero di Haiti verso l'Italia”: lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini, il 17 gennaio 2010, quando ancora le prime pagine dei quotidiani mondiali aprivano con le prime drammatiche immagini e notizie dalla nazione caraibica. Nel giugno del 2009, Haiti aveva ottenuto la cancellazione di 1,2 miliardi di dollari di debito dai suoi principali creditori nell'ambito dell'iniziativa HIPC (Heavily Indebted Poor Countries) rivolta a quelle nazioni, che come Haiti hanno un tasso di povertà estremo. Nonostante questo passo in avanti molto importante, il debito estero di Haiti ammonta ancora a più di 800 milioni di dollari. 

Il terremoto della settimana scorsa e i tre uragani devastanti che hanno colpito l'isola nel corso del 2008 hanno distrutto l'economia del Paese, incapace, adesso più che mai, di generare le entrate necessarie a servire il debito estero sia oggi che nel prossimo futuro. Risorse che a parere della Campagna, qualora e non appena l'economia del Paese riprendesse a funzionare, dovrebbero essere investite in via prioritaria nella ricostruzione interna, delle infrastrutture di base e nella fornitura dei servizi di base per i milioni di senzatetto prima che al servizio del debito. 

La storia recente di Haiti ha dimostrato che sono grandi le responsabilità del mondo, verso la condizione attuale di Haiti: trent’anni di dittatura di Duvalier padre (François Duvalier) e poi il figlio (Jean-Claude Duvalier), e i successivi colpi di mano militare diretti dall’estero, trasformarono quest’angolo dell’isola Hispaniola in un inferno di violenza e terrore, con decine di migliaia di morti e desaparecidos, nell’ambito dello schieramento sostenuto dapprima dalla Guerra Fredda e successivamente dall’applicazione selvaggia delle regole della competizione economica. Solo ad esempio trent’anni fa Haiti coltivava tutto il riso di cui aveva bisogno, ora il Dipartimento dell'agricoltura Statunitense indica Haiti come tra i primi importatori del riso prodotto negli U.S.A.. 

Alla luce del grave disastro umanitario, aggravato dal terremoto del 12 gennaio 2010, la Campagna HAITI BASTA DEBITO, ADESSO! Chiede al Governo italiano

· di contribuire alla ricostruzione di Haiti attraverso la concessione di aiuti a perdere (Grants) e non attraverso la concessione di crediti di aiuto che il governo di Haiti dovrebbe poi restituire;


· Usare la propria rappresentanza e il proprio voto nel Board dei Direttori Esecutivi del Fondo Monetario e della Banca Interamericana di Sviluppo per assicurare la cancellazione immediata e incondizionata del debito rimanente di Haiti verso queste istituzioni e contemporaneamente di spendersi per ottenere una moratoria immediata sul servizio dei pagamenti del debito da parte di Haiti verso le stesse istituzioni, congelando anche il maturare degli interessi; 

· Chiedere al FMI di mobilitare risorse interne per pagare il servizio del debito di Haiti con risorse proprie nel momento in cui le rate dei pagamenti verrebbero a scadenza.


La Campagna HAITI BASTA DEBITO, ADESSO! Ha deciso di mantenere attivo un Osservatorio di controllo della società civile affinché dopo gli annunci da parte del nostro Governo si concretizzino azioni decisive e immediate.


Si attendono nelle prossime ore numerose adesioni di associazioni e anche di singole persone attraverso il Blog internet:  
e la campagna in Face Book:  

Le Associazioni Promotrici.
Comunicato Stampa a cura di: ufficiostampa@comunicatorevisivo.com


25 gennaio 2010

LA POVERTA' NELL'UNIONE EUROPEA

di Hedelberto López Blanch

Europa, il vecchio continente che ha colonizzato estesi territori in Africa, America Latina e Asia, dai quali ha estratto ricchezze che le hanno permesso lo sviluppo dei suoi paesi e società, appare nei censimenti di questo XXI secolo con più di 80 milioni di abitanti poveri.


Come alcuni analisti segnalano su un nuovo progetto che sembra più propaganda che realtà, l’Unione Europea, ha informato che il 2010 sarà l’anno della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale che si izierà a Madrid con una cerimonia il 21 gennaio.

OPERAZIONI MEDIATICHE: COME SI DISTRUGGONO LE "TEORIE COSPIRATIVE"



Distruggere il nemico con il mito della “teoria della cospirazione, controllare
e trasformare la massa individuale in potenziale sociale manovrato con scopi di controllo politico ed economico, sono i due obiettivi chiave della struttura mediatica mondiale che determina e decide quello che la maggioranza deve capire (e consumare) come “informazione obiettiva”.

Di Manuel Freytas


Quando la stampa del sistema e i suoi giornalisti stipendiati vogliono screditare (o ridicolizzare) un' informazione pericolosa (per gli interessi dei loro padroni) la catalogano immediatamente come “teoria del complotto”.

Per Wikipedia, “
"Una teoria del complotto è la spiegazione di un evento o una catena di eventi già avvenuti o che ancora devono accadere (solitamente politici, sociali, popolari o storici) partendo dall’occultazione delle sue vere cause alla conoscenza pubblica o a un complotto segreto, spesso ingannevole, da parte di un gruppo di persone o organizzazioni potenti e influenti che rimangono nell’ombra”. Nel circuito delle corporazioni dominanti della stampa commerciale, l’espressione “teoria cospirativa” si usa per mettere in risalto la mancanza di fondamenta di una spiegazione, valutandola come speculativa, falsa o stravagante.

24 gennaio 2010

L'ITALIA CENSURA LA DIFFUSIONE DI VIDEO IN INTERNET


Le Nouvel Observateur

Un decreto impone ormai un’autorizzazione per poter diffondere dei filmati sulla rete. L’opposizione critica un attacco alla libertà d’espressione.

In Italia i video su internet hanno i minuti contati. Secondo un decreto adotatto dal Parlamento italiano e che entrerà in vigore il prossimo 27 gennaio, al fine di “diffondere e distribuire su internet immagini animate, accompagnate o meno dal sonoro”, è ormai obbligatoria un’autorizzazione rilasciata dal ministero italiano delle Comunicazioni.

“La legge assoggetta la trasmissione di immagini sulla rete alle stesse regole caratteristiche della televisione,

L'UE HA DELUSO L'UCRAINA, MA GUARDA ALLE ELEZIONI DI DOMENICA

Sullo sfondo delle elezioni in Ucraina s'intravede la lotta politica tra Mosca e Bruxelles che ha alimentato la campagna elettorale, ma che ha confuo e forse deluso i cittadini alle prese con un tasso di disoccupazione che tocca il 10%, e che forse non vede nella politica la soluzione ai problemi della classe più disagiata.

Con la rivoluzione arancione nel 2004 e l'avvento al potere di Viktor Yushchenko e Yulia Tymoshenko, l'integrazione europea è stata l'obiettivo principale dei leader ucraini. Che cosa rimane di questa politica dopo sei anni? Domenica gli ucraini saranno chiamati alle urne per le elezioni presidenziali e forse trasparirà una risposta.


Con il presidente Viktor Yushchenko, Kiev ha sviluppato una politica Euro-Atlantica a 360°, dall'adesione all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) nel 2008, all'istituzione di un accordo di libero scambio con l' Unione Europea. Ha anche cercato di aderire all' Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), nonostante un disaccordo di gran parte dell'opinione pubblica e una forte opposizione da Mosca.


Questa politica è stata fortemente accompagnata (o guidata?) da Bruxelles, che ha prevalso nel processo verso la creazione di una
partnership privilegiata. L'Ucraina, uno dei paesi più grandi d'Europa, svolge un ruolo strategico per la sua posizione geografica e le sue frontiere con quattro paesi dell' UE: Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria, e con i principali partner commerciali e diplomatici dei 27 e la Russia.

L'UE vorrebbe che questa politica si basasse sulla disponibilità di alcune élite ucraine, perchè spingano il paese a tagliare il cordone ombelicale con la Russia.
Così, 494 milioni di euro saranno erogati in forma di aiuti nel periodo 2007-2010 a Kiev, che completerà due iniziative europee: la politica europea di vicinato (PEV) nel 2003, e una partnership orientale, nel maggio 2009. La prima è quella di circondarsi di "Stati amichevoli e ben governati". E la seconda si prefigge di rafforzare la sicurezza energetica, economica di libero scambio e la lotta contro l'immigrazione clandestina.

In questo modo esaudirà i desideri dell' UE, senza farne parte. Kiev rappresenta per Bruxelles, una sfida geostrategica notevole per tre ragioni: "E' un paese di transito per il gas russo, un potere economico con forte potenziale di crescita e un partner commerciale di primo piano", e forse c'è anche una quarta ragione, molto importante per gli eurocrati: "La stabilità del paese è la chiave della politica di sicurezza del confine orientale dell'Europa."


Oggi, il desiderio di allargare l'Unione europea verso est è stato un po' rivisitato dopo il conflitto russo-georgiano, dell' agosto 2008, portanto un ritorno di fiamma verso la Russia sulla scena internazionale e nello spazio post-sovietico. Infatti Mosca è tornata ad essere un alleato strategico su molte questioni per l'Europa e l'Occidente energia, Afghanistan, Pakistan, Iran. Il cambiamento di atteggiamento della Francia nei confronti di Kiev è sintomo interessante. Nicolas Sarkozy durante la presidenza francese dell'Unione europea nel 2008, durante il conflitto tra russi e georgiani, ha ripetuto più volte il suo desiderio di rafforzare la collaborazione (strategica) tra l'Europa e l'Ucraina. Oggi, Pierre Lellouche, Segretario di Stato per gli affari europei, ha chiarito che l'adesione non ha mai vissuto momenti più opportuni .
Inoltre, ha firmato con le controparti britanniche e tedesche una lettera agli Ucraini sollecitando il paese ad adottare "misure di liberalizzazione" ma anche rapporti cordiali con la Russia.

Le promesse dell' Ucraina come cuore d'Europa, che aveva accompagnato la vittoria del "Orange", cinque anni fa, sembrano molto lontane.
Alla vigilia delle elezioni presidenziali Domenica, i candidati principali hanno capito e si sta utilizzando molto meno la retorica pro-europea, ancora una volta incentrata su un rapporto più ampio con la Russia. In particolare le decisioni liberali desiderate dall' UE sono state costose per il paese che è stato duramente colpito dalla crisi economica e che riceve aiuto dal FMI in cambio di una politica di maggiore austerità. L'Ucraina, con 45 milioni di abitanti, una disoccupazione al 10% e confinando con Russia, Polonia, Romania, Moldavia, Ungheria, Slovacchia e Bielorussia, sarà forse condannata allo stato di eterna candidata all'adesione e al ruolo di guardia di frontiera dell'Unione Europea.

23 gennaio 2010

MINACCE USA: RINCHIUDERE A GUANTANAMO GLI HAITIANI CHE CERCANO DI USCIRE DAL PAESE

L’incursione militare degli Stati Uniti ad Haiti ha generato grande preoccupazione nella comunità internazionale, a causa degli antecedenti di ingerenza politico-sociale che la nazione ha nel paese caraibico.

Di fronte all’ondata di haitiani che cercano di migrare dall’isola, dopo il potente sisma che ha distrutto gran parte della nazione caraibica, funzionari statunitensi hanno disegnato piani per controllare l’esodo di massa e si stanno preparando per imprigionare chi insiste nell’abbandonare Hait,
nella prigione della base illegale che gli USA mantengono a Guantanamo, Cuba.

In base all’intervista realizzata dall’investigatrice statunitense, Eva Golinger, che cita, tra le altri fonti il giornale inglese
The Telegraph, l’operazione aerea, marittima e terrestre, chiamata “Sentry Vigilante” e stata lanciata ufficialmente questo martedì dal Pentagono e dal Dipartimento di Stato degli USA, sotto la supervisione della Segretaria di Stato, Hillary Clinton, che si trova a Haiti.

La Golinger racconta che la portaerei USS Carl Vinson, insieme ad una flotta di navi militari statunitensi, è preparata per intercettare gli haitiani che cerchino di uscire dal loro paese con destinazione Miami; ed il Comandante della Guardia Costiera degli USA, Christopher O’Neill ha spiegato che l’obiettivo è
“intercettarli in alto mare e rimpatriarli”.

L’ambasciatore di Haiti a Washington, Raymond Joseph, clandestinamente ha registrato un messaggio in creolo ai suoi compatrioti, mettendoli in guardia dall' uscire dal paese. “Se credi che arriverai agli USA e tutte le porte sono aperte, non è così” ha detto.


“Loro ti intercetteranno in mare e ti manderanno indietro”, aggiunge il funzionario haitiano nel suo messaggio.


In contrapposizione con la posizione presa dal governo di Washington, il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, ha offerto agli haitiani l’opportunità di rimpatriare “alla terra dei loro antenati”, ed ha anche offerto terreni nei paesi africani.


“L’Africa deve offrire la possibilità agli haitiani di ritornare alla loro terra madre. E’ un loro diritto”, ha dichiarato il presidente Wade.


Nel testo scritto dall'avvocato Eva Golinger, è riferito che migliaia di haitiani sono alla ricerca di una via d'uscita dalla capitale, Port-au-Prince, dopo essere stata distrutto dal terremoto
, questo è stato criticato dalle autorità statunitense perchè credono che queste azioni mirano a distogliere l'attenzione dagli aiuti umanitari che, teoricamente, stanno dando alla nazione caraibica.

Di fronte alla militarizzazione con la leadership degli USA, in Haiti, la comunità internazionale ha manifestato preoccupazione, perché questo potrebbe indicare una nuova ingerenza della nazione nordamericana nel contesto politico- sociale dell’isola dei Caraibi.


Washington è stato coinvolto nel
rovesciamento del presidente del 2004, Jean Bertrand Aristide, attualmente in Sud Africa.

Fonte:
http://www.telesurtv.net/noticias/secciones/nota/65480-NN/eeuu-amenaza-con-llevar-presos-a-guantanamo-a-haitianos-que-intenten-salir-del-pais/

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da
VANESA