Sostieni la ricerca sulle polveri sottili

8 ottobre 2009

ORDINAMENTO MENTALE: LA GUERRA DEI BRANCHI

In questo scenario, segnato dalle antinomie escludenti della sinistra e della destra, noi, di IAR Noticias, stiamo cercando di stabilire il nostro proprio ordine mentale per mettere ogni pezzo al suo posto.

“Collochiamoci nell’ “arco ideologico” del nuovo ordine mondiale: La “ sinistra” (come sempre) è in guerra contro la “destra”. Ma questa guerra, differisce sostanzialmente da quella disputata durante la “guerra fredda” tra la Russia ( la sinistra internazionale” e il blocco occidentale USA- Europa ( “la destra internazionale”).


A quell’epoca si trattava di una “ guerra tra sistemi”, economici, politici e militari differenziati che si contendevano il pianeta diviso in aree d’influenza. Al di sotto di questa guerra, partiti politici e organizzazioni rivoluzionarie definivano una frontiera di guerra della “destra” contro la “sinistra”, in termini di “difesa del sistema” ( la “destra”) o di “cambio del sistema” (“la sinistra”).


Di conseguenza, il confronto era ideologico, economico, politico e militare, cioè di natura totalizzata e strutturale. Sotto l’ombrello della “guerra fredda” USA-URSS, in Asia, Africa e America Latina, la “sinistra” lottava in modo totalizzante contro la “destra” che controllava il potere economico, il potere politico e il potere militare, cioè, lottava per distruggere lo Stato capitalista e le sue istituzioni che lo sostenevano. Chi vinceva eliminava l’altro, e viceversa.


Il quadro operativo e strategico si definiva per l’oggetto cercato: La sinistra voleva eliminare alla radice il sistema capitalista ( cioè la “ destra”) della proprietà privata e sostituirlo con un altro sistema di tipo sociale ugualitario e senza lo sfruttamento dell’uomo per l’uomo. E la “destra” voleva tutto il contrario: distruggere la sinistra per preservare il sistema capitalista.


Questa guerra di “sistemi” della “destra”- il sistema- contro la “sinistra”-l’antisistema- dove si affrontavano chi voleva l’ “uomo nuovo” della rivoluzione e chi difendeva lo status quo dell’ “uomo vecchio” del sistema capitalista, ha vissuto un cambio qualitativo, un salto trasformazionale storico, quando il capitalismo finì con il sistema socialista dell’ URSS negli anni 90.


Collassato il sistema socialista dell’ URSS e lo schema dell’ordine mondiale “bipolare”, il sistema capitalista è sparito in un ordine internazionale “unipolare” con gli Stati Uniti come potenza reggente. Nel vertice del triangolo, finì la “guerra tra i sistemi”, ed iniziò la “ guerra inter-sistema” con le potenze mondiali in competizione tra di loro per aree d’influenza ( geopolitica, militare ed economica) e senza rompere l’ordinamento internazionale del sistema capitalista.


In questo nuovo scenario, emergente dopo la fine della “guerra tra i sistemi”, la “guerra della sinistra contro la destra” ha anche sperimentato un salto qualitativo e trasformazionale.


Il teatro del confronto è sopravissuto ma la sua cornice ha cambiato il contenuto dottrinario e degli obiettivi strategici. La “nuova sinistra” e la “nuova destra” non combattono militarmente da poli differenziati e escludenti (sistema e antisistema) ma si disputano una guerra politico-ideologica convivendo dentro uno stesso sistema.


Nella nuova cornice di disputa, la “sinistra” e la “destra” non sono più nemici escludenti (rivoluzione vs controrivoluzione) ma rivali politici-ideologici che convivono e competono per il controllo dello Stato capitalista. Il teatro del confronto non è più economico–politico -militare , ma ideologico–politico-elettorale dentro norme fissate per preservare il sistema dominante.


La polarizzazione ideologica, non si definisce più per una guerra per lo sterminio di uno o di un altro (sistema vs antisistema) ma per una competizione stabilita nell’ordinamento (e le regole) della “governabilità” , la “stabilità” e la “pace sociale” del sistema capitalista.


La “sinistra” e la “destra” non fanno più le loro guerre in scenari clandestini asimmetrici della lotta armata, o in quadri sociali di scioperi e conflitti violenti, ma lo fanno attraverso le mobilitazioni pacifiche e dei processi elettorali inquadrati nella “legalità” del sistema.


Svuotata dal suo contenuto di “antisistema”, oggi la sinistra continua ad essere in guerra contro la “destra”, non per distruggere lo Stato capitalista ma per averne il controllo al suo posto. La “nuova sinistra” ha ribaltato il quadro ideologico- dottrinario. Non combatte strutturalmente contro la “destra” per distruggere al sistema capitalista, ma per “trasformarlo” (riformarlo senza toccare la sostanza essenziale del sistema della proprietà privata e del dominio dell’uomo sull’uomo).


In termini dottrinari, la nuova “sinistra” (nella sua espressione governativa) non lotta contro la “destra” per sostituire lo Stato capitalista, ma lotta contro la “destra” per “ socializzare” il sistema capitalista dall' interno senza toccare le sue strutture storiche di dominio e potere.


In altre parole, competere con la “destra” per presiedere la politica senza distruggere l' “ordinamento economico” (sistema economico- produttivo controllato dal capitale privato), l’ordinamento politico (Stato capitalista controllato da gruppi e corporazioni capitaliste) e l’ “ordinamento sociale” (valori basati sull’individualismo e la società del consumo).


Dentro di questo nuovo schema di polarizzazione “sinistra” vs “ destra”, la guerra non si definisce più per la “mutua distruzione” assicurata ma per la ricerca di una posizione dominante dentro uno stesso ordine economico, politico, militare e sociale stabilito.


Finita la guerra politico–elettorale, la “sinistra”, sia quanto la “destra”, difendono gli stessi valori istituzionali del sistema capitalista: “ordine democratico”, “ stato di diritto” e “ pace sociale”, con sostentamenti basici della preservazione dello Stato e della società capitalista della proprietà privata.


E questo, a sua volta, spiega la nuova cornice di alleanze internazionali. La “nuova sinistra” non si appoggia ad un sistema mondiale alternativo al capitalismo (come lo era l’Unione Sovietica) ma ad alleanze internazionali con partiti o governi di “sinistra”, sia dei paesi imperialisti centrali come del mondo periferico o emergente.


E questo, a sua volta, giustifica l' alleanza della “sinistra governativa” latinoamericana con Obama e il Dipartimento di Stato degli USA, contro la “destra” dell’Honduras che realizzò il colpo di Stato con il sostegno dei conservatori della “destra” statunitense.


Nella sua guerra per aree d’influenze dentro dello stato capitalista , sia la “sinistra” che la “destra” mantengono una coincidenza basica: Il sostenimento del “sistema democratico” come quadro dell’ordinamento essenziale per risolvere i loro conflitti per il potere interno.


Tutti e due, “sinistra” e “destra” , coincidono con il rifiuto della “lotta armata” e dei “conflitti violenti”, rifiuto che il sistema richiede per mantenere le sue strutture economiche, politiche e militari senza alterazioni.


Precisamente, questo “ordine” stabilito era minacciato dalla “sinistra antisistema” militarizzata della “guerra fredda”, e la risposta alla sua azione erano i colpi militari della “destra” sostenuti dagli Stati Uniti.


In questo nuovo quadro di scontro (stabilito dalla guerra politica – elettorale), la “nuova sinistra” (a differenza della sinistra della guerra fredda) non lotta contro l’Impero capitalista come totalità strategica e funzionale, ma lotta per trasformarsi in alternativa alla “destra” di questo stesso sistema.


Riassumendo, il sistema capitalista unipolare (con gli USA come potenza reggente) non soltanto ha finito con il conflitto “tra sistemi” a livello internazionale, ma ha anche finito con la “sinistra antisistema” integrandola come alternativa di governo alle sue strutture di dominio del mondo.


E già esistono laboratori sperimentali di processi sociali e politici con esperienza in gestione della “nuova sinistra” a capo del Sistema capitalista.


Nella sua tesi teorica liminare, la “nuova sinistra” (come detto da Chàvez) si prefigge di socializzare il capitalismo senza guerre militari nè prese del potere, con lo stesso strumento (lo Stato) che usa il capitalismo per fare l’opposto: Concentrare ricchezze e proprietà private in poche mani portando la maggior parte della popolazione alla povertà e ad essere esclusi socialmente.


Questa teoria presuppone che il sistema capitalista ( la cui essenza storica è la concentrazione della ricchezza in poche mani) potrebbe all’improvviso riconvertirsi in “socialista” con i multimilionari rinunciando passivamente alle sue fortune e alle corporazioni e banche transnazionali dividendo i suoi attivi e strutture aziendali tra quelli che hanno meno.


E questo implicherebbe anche che gli Stati Uniti rinuncerebbero all' egemonia del dollaro mettendo in clausura il tempio finanziario di Wall Street e convertirebbe i suoi arsenali, basi militari e flotte nucleari in santuari pacifisti dando il potere a chi vuole trasformare il capitalismo in socialismo senza sparare un solo colpo.


In termini di emergente sociale, l’applicazione di questa tesi nel Venezuela ha dato dei risultati: La metà della società venezuelana è con Chavez e l’altra metà cospira per ucciderlo o farlo cadere.


E questo ha una lettura strategica: Il processo venezuelano (a livello di accumulazione e di salto qualitativo) si risolverà solo attraverso uno sviluppo violento dove Chavez sopprima il sistema o il sistema sopprima Chavez. Un' ipotesi che non entra nei parametri rivelati dalla guerra politico-elettorale tra “sinistra” e “destra”.


In questo scenario, marcato dalle antinomie escludenti della sinistra- destra, noi, quelli che fanno IAR Noticias, stiamo cercando di stabilire il nostro proprio ordine mentale per mettere ogni pezzo al suo posto.


Non vogliamo cadere nel bianco e nero della guerra dei media di “sinistra” e di “destra”, senza spiegare la strategia della manipolazione e l’approfittare del sistema che la contiene e la usa.


Tra l' essere branco dentro il sistema ed avere identità propria, preferiamo l’identità propria fuori dal sistema.


A volte sembra che lottiamo contro il mondo, ma facciamo solo controinformazione (informazione, trasformazione e sintesi) di un sistema che è riuscito ad assimilare ed integrare nella sua strategia di dominio il suo proprio nemico storico.


Possibilmente, questo scenario delle false antinomie tra “ sinistra” e “destra” è stato quello che il Che Guevara aveva scoperto quando è morto da solo e impugnando il fucile nella selva boliviana.


Fonte: http://www.iarnoticias.com/2009/secciones/contrainformacion/0069_guerra_excluyente_3octt09.html


Tradotto per Voci Dalla Strada da Vanesa

Nessun commento:

Posta un commento

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog Voci Dalla Strada

Non sono consentiti:
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)