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5 ottobre 2009

CIRCA L'AFFARE DELL'INFLUENZA A...

di Eduard Brull i Piqué

Nel caso qualcuno non nè fosse venuto a conoscenza, c’è un nuovo tipo d’influenza nel Mondo. Bene, piuttosto è una combinazione di un ceppo conosciuto da tempo, la H1N1, un virus dell’influenza tipo A. Questa nuova influenza è stata battezzata come influenza A. E se ascoltiamo attentamente i mass media scopriamo, allarmati da questa influenza, un' autentica pandemia a livello della medioevale peste bubbonica e varicella, può far tremare le fondamenta della demografia umana in pieno XXI secolo. Il Ministero della Salute, cosciente di questa terribile minaccia, è stato raccomandato a tutti gli spagnoli di coprirsi la bocca quando starnutiscono e che buttino nei cestini i fazzolettini di carta usati per frenare l’avanzamento impetuoso del virus mortale. Inoltre, molti governi mondiali, hanno destinato soldi della finanziaria per assicurarsi gli antivirali appropriati.

E non c'è da meravigliarsi. Nell’inverno dal 1918 al 1919, l’influenza spagnola ha portato via la vita di vari milioni di persone in un solo inverno ( più della Prima Guerra Mondiale, contemporanea ad essa). L' influenza asiatica si è anche portata via intorno ad un milione di persone le due volte che si è manifestata, nel 1899 e nel 1958. Quella di “Hong Kong” ha avuto degli indici di mortalità simili durante l’inverno del 1968. Consapevole di questi dati mortali, l’OMS ha già alzato a 6 l’indice di allarme della pandemia dell’influenza A.

E’ una misura logica se si tiene conto che l’influenza A ha ucciso già a 3000 persone in tutto il mondo secondo i dati OMS. E anteriormente, sotto il suo vecchio nome (influenza suina) si è portata via- durante i 10 anni in cui si sa della sua esistenza-252 vittime. Cioè 25 ogni anno. Questo fa si che l’influenza A sia una causa di morte meno probabile di una morte per un fulmine o per la caduta accidentale di un mattone in testa mentre si cammina per la strada. E il Ministero della Salute ancora non ha messo in moto alcuna campagna di sensibilizzazione su nessuna di queste pericolose pandemie.

Una cifra di 3000 persone morte è rispettabile, o, almeno, degna di riconoscimento. Ma non è per nulla comparabile ai due milioni di morti annuali che si calcola provoca la malaria, o il milione causato dalla diarrea o il numero di persone infette da AIDS nel mondo (circa 40 milioni in base a stime recenti fatte dall’ONU).

Per le prime due esistono medicine e sistemi di protezione economici, ma sembra che nessun media ne sia interessato. Adesso sono, piuttosto impegnati in una nuova modalità di lancio, d’accordo alle fonti di percentuali, sulla mortalità con la quale l’influenza A colpirà giovani, bambini, donne incinte, obesi…quando la pericolosità complessiva e il tasso di contagio dell’influenza A sono anche minori rispetto a quelli dell’influenza stagionale ordinaria (che causa mezzo milione di morti annuali in tutto il mondo rispetto ai tre mila che ne ha causato l’influenza A, la maggior parte durante l’inverno australe ed in pazienti con altre malattie molto più dannose).

Di fronte a questa divergenza numerica, è facile meravigliarsi. Mezzo milione di morti causati per l’influenza stagionale ordinaria di fronte alle 3 mila dell’influenza A…Il problema sembra essere sproporzionato. Ma non per le reti televisive che aprono tutti i giorni i loro telegiornali con dati aggiornati dai numeri dei contagi, con un' attenzione morbosa sulle morti, amplificando i segnali di allarme continui sulla facilità del contagio di questo nuovo virus. Messe all’aria aperta, divieti di baciare la croce o il santo per frenare la pandemia. Guardando il telegiornale, i bambini sembrano essere il gruppo a rischio maggiore (quando in realtà non è così) e le scuole i maggiori centri di contagio mortale sul pianeta. Bisogna separare i banchi, lavarsi le mani tra una lezione ed un’altra, isolare in aule poco ventilate i bambini che tossiscono…

Nessuno è al sicuro dalla nuova minaccia ("The Pandemic Threat", recitava il briefing monografico dell’ Economist dedicato al nuovo virus) sembrano gridare a qualsiasi ora i media ed i politici. I bambini, donne incinte, anziani…tutti! Siamo minacciati a meno che non prendiamo delle misure appropriate. L' OMS, che è un organismo serio, ha innalzato il livello di allarme a 6, ripetono. Affrettatevi! Andate in farmacia a comprare tutte le maschere e antivirale saponi disinfettanti sono miracolose!

Aspetta, aspetta... Sto usando la parola comprare quando siamo sommersi in una crisi economica globale nella quale la parola imperante dovrebbe essere austerità, ridurre a zero le spese superflue? In effetti stiamo usando la parola comprare. COMPRARE, spendere soldi, far circolare il denaro.

Le aziende farmaceutiche non ce la fanno. Le farmacie neanche: un sacco di maschere e di altri rimedi sono esauriti in poche ore dal ricevimento. Grazie a questo aumento inaspettato della richiesta hanno contribuito a salvare la crisi creando allo stesso tempo parecchi benefici. Che fortuna per loro, vero? Fortuna che le aziende farmaceutiche sono sempre lì pronte a vigilare sulla nostra salute. Anche se il potenziale di pericolosità dell’influenza A è praticamente nullo, che fortuna per l’industria farmaceutica che esistano i media e la OMS ad allarmarci su questa Pandemic Threat. Per creare nella società mondiale una necessità urgente che anteriormente non esisteva e i cui rimedi sono a base di pastiglie e di denaro.

Fermandoci un attimo a pensare, maliziosamente e cinicamente, cosa dovremo dire? Che fortuna che hanno avuto le lobbies farmaceutiche e come si è montato bene il gioco per far si che circoli il denaro e rimanga in poche tasche?

La medicina più usata per combattere l’influenza A è il conosciuto Tamiflu, brevettato dal gruppo Gilead Sciences nordamericano e prodotto dall' azienda svizzera Roche. Il Tamiflu è una medicina atta al trattamento di vari tipi d’influenza, a quanto dice nel suo prospetto, ed è la medicina di cui vari governi si riforniscono per combattere l’influenza A. Nonostante questo, il Tamiflu non si è dimostrato un trattamento efficace ed invece ha dimostrato di avere degli effetti collaterali molto pericolosi (come problemi psichiatrici che hanno causato d'apprima il suo ritiro dal commercio e dopo la sua proibizione in Giappone dove 14 bambini sono morti per i suoi effetti collaterali).

Nonostante questo, l’azienda Roche ha ammesso la società non produce abbastanza confezioni di Tamiflu per soddisfare la domanda mondiale. Ma si rifiuta di condividere il suo brevetto affinchè altri laboratori specializzati in medicine generiche possano produrli per riunire gli sforzi di tutti ed insieme si possa frenare questa malattia che sembra essere capace di far tremare le fondamenta della nostra civiltà (rendere pubblico il brevetto significherebbe, ovviamente, la perdita di una gran parte dei ricavi delle società di Roche e Gilead Science). Roche è passata alla fama internazionale precedentemente per la causa al governo Sudafricano per aver cercato di produrre retro virali dell' HIV (che ovviamente avrebbe distribuito tra i malati ad un prezzo molto inferiore rispetto a quanto lo commercializza l' azienda svizzera) ed invalidare i suoi brevetti. E uno dei massimi azionisti della Gilead Sciences si chiama Donald Rumsfeld.

L’ex segretario di Stato di George W. Bush si trova in un buon momento. Ha visto come, in poche settimane, la sua azienda è passata da una caduta del 14% dei suoi guadagni durante il 2008 ad un aumento delle sue azioni dell' 82% da quando ha annunciato che il vaccino contro l’influenza A sarà pronto prima che inizi l’inverno nell’emisfero del nord. E questo nonostante che lo sviluppo di un vaccino richiede vari anni prima di una coscienziosa sperimentazione e prove cliniche, non un paio di mesi.

Una strana coincidenza questa della crisi economica, la caduta a picco dei benefici di queste aziende farmaceutiche ed il bombardamento informativo sulla pericolosità dell’influenza A. Un appunto: nel 1976, durante una campagna preventiva e di vaccinazione dell’influenza “suina” (una versione precedente dell’ H1N1 attuale come detto precedentemente), scatenò un' epidemia neurologica di tali proporzioni che suddetta campagna fu interrotta.

Un altro appunto, a conclusione di questo, è un piccolo riferimento al documentario “Bowling for Columbine” di Micheal Moore. In questo documentario si evidenzia che che immergere le persone in uno stato di ansia costante e psicosi (bombardandoli dai media con notizie di morte e assassinii) è un buon metodo per ottenere che i cittadini consumano di più, spendano di più, senza badarci troppo. La sensazione di vivere minacciati da una paura imminente, dalla mancanza di sicurezza contro la quale non si può far nulla, trasforma i cittadini in portafogli andanti predisposti a svuotarsi il più velocemente possibile.
Sembra che l' OMS, i mass media e i governi di tutto il mondo hanno preso nota di tutto questo.

Fonte: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=92341&titular=sobre-el-negocio-de-la-gripe-a-

Tradotto per Voci Dalla Strada da Vanesa

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