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31 ottobre 2009

ALIMENTANDO LA POLVERIERA SOCIALE

Aziende e banche si “salvano” mentre mantengono la disoccupazione negli USA.

La tendenza sembra essere confermata: Nonostante l’annunciata “riattivazione” della prima economia imperiale, le banche e le aziende, maggiormente, non riassumono personale e, al contrario, cercano di migliorare i loro margini di guadagno mantenendo lo stesso gruppo di mano d’ opera, nonostante che, apparentemente, le condizioni di produzione e di commercializzazione siano migliorate.

In uno scenario, caratterizzato da una dubbiosa “ripresa economica” (della quale tutti dubitano) e con un aumento del deficit e della disoccupazione negli USA, la borsa, le macro aziende e banche quotate a Wall Street, continuano a raccogliere guadagni multimilionari che si contraddicono con i numeri ufficiali dell’economia reale. La cosiddetta “riattivazione” ha chiaramente due letture parallele: Da una parte, la piovra finanziaria di Wall Street e le borse mondiali, riciclano una nuova “bolla” di profitto, non più con denaro speculativo proveniente dal settore privato ma da fondi pubblici (delle tasse pagate da tutta la società), messi compulsivamente al servizio di un nuovo ciclo di guadagno capitalista attraverso la crisi. Attualmente, le grandi banche di Wall Street (responsabili della crisi finanziaria) stanno guadagnando nuovamente delle cifre milionarie, ma non attraverso prestiti ai consumatori e aziende produttive, ma dalla comra-vendita speculativa di azioni e dell’acquisto di istituzioni fallite che dopo ricapitalizzano in borsa.

Tuttavia, i settori non finanziari non godono dello stesso recupero, come segnala il Wall Street Journal.

Nonostante gli annunci di un recupero dell’economia, aziende e banche stanno ancora licenziando ed ottenendo guadagni attraverso la riduzione dei costi (inclusa la riduzione degli stipendi) al posto di potenziare l’aumento della produzione e delle vendite attraverso la ri-occupazione lavorativa. Come giornalmente registra la stampa economica, le aziende in tutti i settori dell’economia statunitense, mantengono congelati i contratti, anche nei momenti in cui le prospettive di guadagno migliorano. La storia si ripete in tutti i settori dell’economia statunitense, in fabbriche, hotel e banche. La settimana media di lavoro adesso è scesa a 33 ore, la cifra più bassa da quando si è iniziato con il registro di statistiche durante il 1960. La produttività, o la produzione per ore di lavoro, è aumentato ad un tasso annuale del 6,6 % nel secondo trimestre, man mano che i datori di lavoro licenziavano più velocemente di quanto non ritagliassero la produzione.

I contratti di lavoro restano sempre relegati durante i periodi di recupero economico, ma questa volta le prospettive sono peggiori, affermano gli economisti citati dal Wall Street Journal. “A Wall Street, si sente parlare di ritorno alla redditività, di fine della recessione e della necessità di una 'strategia di uscita", ha detto Lawrence Summers di recente, consigliere economico della Casa Bianca. “Posso assicurarvi che per la gente comune, per la quale la disoccupazione è in aumento, la situazione è molto diversa” Eppure, a molti statunitensi, sembra che Wall Street sia stata riscattata ma non loro, per Summers. “Così come in una guerra, ci sono vittime non intenzionali, così anche nei riscatti economici ci sono beneficiari non intenzionali”, ha aggiunto. La maggioranza degli analisti si aspettano un prolungato periodo di elevata disoccupazione, e molte aziende hanno dubbi persistenti su quanto durevole sarà il momento positivo e attribuiscono l’aumento della domanda in gran parte alla decisione di molti clienti di ricomporre i loro inventari e ai piani di stimolo del governo, più che a una forza di fondo nel mercato.

Le aziende affrontano incertezze sui costi potenziali di misure di regolamentazione – come un ampliamento della copertura medica e leggi sul cambiamento climatico- che potrebbero aumentare i costi lavorativi. Inoltre, dice il Journal, molti datori di lavoro hanno imparato come produrre di più con meno persone rispetto a quanto credevano fosse possibile. “Considerate le prospettive di incertezza nell’economia e le condizioni per ottenere un credito, le imprese sono riluttanti ad assumere i lavoratori”, afferma l’economista Mark Gertler dell’ Università di New York. “Questo è un mercato del lavoro molto difficile. Sembra che sarà un lento processo”.

Nel breve termine, esigere più personale esistente significa meno contratti. Inoltre, c’ è un altro fattore che contribuisce alla mancanza di opportunità lavorative: le aziende che hanno eliminato le ore extra e hanno ritagliato le giornate di lavoro durante la recessione possono aumentare la loro produzione semplicemente aumentando le ore di lavoro della sua squadra. Il capitalismo industriale o commerciale statunitense, con l’argomento della “catastrofe economica” riduce il “costo del lavoro” licenziando, riducendo stipendi e sopprimendo i benefici sociali e “sfruttamento”delle forze che restano impiegate. Rimpiccioliscono altre spese (e investimenti) della produzione per guadagnare lo stesso producendo e vendendo di meno, il che acutizza la recessione e genera una riduzione del consumo e licenziamenti.

Dalla parte sua, lo Stato nordamericano abbassa il “costo sociale” attraverso la riduzione della spesa pubblica (salute, abitazioni, educazione, ecc) per compensare la perdita dei guadagni durante la crisi. In questo modo, il sistema capitalista USA (Stato e aziende private) scaricano il costo del collasso recessivo economico (la crisi) sul settore stipendiato (forza lavorativa in massa) e la massa meno protetta e maggioritaria della società (popolazione povera con limitate risorse di sopravvivenza). Attraverso i licenziamenti e la riduzione della spesa sociale che aumentano i livelli di deprivazione economica e sociale di mercato, dalla precarietà economica all’esclusione in massa dal mercato del lavoro, le banche e le aziende mantengono i loro tassi di guadagno al costo di disoccupazione e depressione dell'economia reale.

Per il Journal, gli Stati Uniti hanno eliminato 7, 2 milioni di posti di lavoro da quando è cominciata la recessione a dicembre del 2007, la maggior concentrazione dal periodo della Grande Depressione. Anche -afferma- se il mercato del lavoro cominciasse a creare lavoro con la velocità che si è registrata durante l’auge degli anni 90, quando si sono aggiunti 2,15 milioni di posti di lavoro nel settore privato annualmente, gli Stati Uniti non recupererebbero un tasso di disoccupazione del 5% fino alla fine del 2017. In questo processo, di “sfruttamento capitalista” (che retrocede le conquiste sociali e sindacali a fasi inferiori) si spiega il mantenimento del guadagno aziendale (guadagni capitalisti) mentre l’economia reale continua a frantumarsi a causa della disoccupazione e della non riattivazione del consumo.

Fonte: http://www.iarnoticias.com/2009/secciones/norteamerica/0106_alimentando_polvorin_social_26oct09.html

Tradotto per Voci Dalla Strada da
Vanesa

30 ottobre 2009

IL NUOVO PACCHETTO TELECOM DELL'UE: L'IMPERO DEL COPYRIGHT CONTRATTACCA

Ci troviamo di fronte ad uno dei momenti più duri della storia d’Internet Dopo due tentativi falliti, le lobby dell’industria del copyright cercheranno di fare in modo che il parlamento europeo approvi il pacchetto Telecom. Questo pacchetto di misure legali rappresenta un taglio dei diritti digitali che non ha precedenti:
  • a) permetterà che ti stacchino la connessione ad internet senza garanzie giudiziarie (potrai andare in giudizio tre anni dopo per far valere i tuoi diritti)
  • b) terminerà la neutralità della rete, cioè, gli operatori potranno filtrare il traffico che promuove i web con cui hanno dei contratti firmati emarginando (o direttamente censurando) il traffico che infastidisce i loro interessi (Skype, youtube, P2p, o quello che volete) e infine,
  • c) raccoglierà e legalizzerà le intercettzioni e il monitoraggio del traffico senza garanzie giuridiche, nè rispetto per la presunzione di innocenza, nè garanzie per la privacy degli utenti.






Sign for CONDIVIDERE NON E' RUBARE: LEGALIZE P2P




Informati ed agisci prima che sia troppo tardi.

Cosa sta succedendo proprio ora con il Pacchetto Telecom?

Twitter appena pubblicato dal Telecomix New Agency, che l'emendamento 138, che tutela il diritto di accesso a Internet come uno dei nostri diritti, è morto.

Le lobby del copyright hanno ottenuto che alcuni euro-rappresentanti abbandonino la loro missione di rappresentare i suoi cittadini e salvaguardare il bene comune per consegnare i nostri diritti alla privacy e la possibilità di accedere ad un internet neutrale alle industrie dell’intrattenimento. Diversi mass media allertano sulla preparazione di una bozza di “Telecom Package” da parte della Commissione Europea ed una delegazione del Parlamento. Tutto fa pensare ad una proposta che elimina l' Emendamento 138 o meglio includerà altre ammende che permetteranno all’industria dell’intrattenimento di tagliare le nostre libertà.

Un chiosco di “democrazia” corrotta su misura dell’industria della proprietà intellettuale.

La politica democratica europea di corridoi occulti e movimenti invisibili, inscrutabili per la cittadinanza, arriva alle più alte cime delle sue istituzioni; accordi e emendamenti manipolati con chiari interessi per trasormare il nostro stile di vita. Non è qualcosa che comincia adesso: il furto delle nostre libertà nell’Europarlamento è antico come se stesso. In questi ultimi anni abbiamo visto di tutto: dall’introduzione di emendamenti sulla “Proprietà intellettuale e brevetti” in commissioni di pesca cercando non vi è alcuna possibilità di discussione, fino al più recente tradimento politico di Alejo Vidal- Quadras che, contro l’88% degli Europarlamentari che hanno votato per mantenere l’ Emendamento 138, l’ha annullato completamente nella prima negoziazione della conciliazione del pacchetto (i progetti di legge passano a commissioni di conciliazione per arrivare ad un consenso, le lobby sono riuscite a far passare Vidal- Quadras come capo della commissione dedicata al pacchetto telecom). Perché vi facciate un' idea, agli europarlamentari del gruppo Verde/Partito Pirata e GUE/NGL (appartenenti alla commissione!) non è stato neanche permesso di leggere il testo finale. Vidal- Quadras ha finito la sessione dicendo che il testo “era stato discusso da tutti” ( proprio dopo aver negato la possibilità di leggere il testo agli europarlamentari della commissione) puoi verificarlo personalmente andando sul blog dell’europarlamentare svedese Henrik Alexandersson.

Offensiva mediatica delle lobby e complicità del governo.

Nel frattempo questa settimana accade un' incredibile offensiva mediatica da parte della multinazionali dell’intrattenimento come la Warner o EMI, che sostenute dalla Federazione Internazionale dell’ Industria Fonografica (IFPI) hanno seminato su mass media disinformazione e confusione in modo massiccio. Intanto, il governo spagnolo (Miguel Sebastian e Paco Ros) invita a tornare a sedersi al tavolo la coalizione dei creatori e gli operatori associati a REDTEL nonostante la rottura senza accordi di un mese fa. Ora ha chiesto di ricercare un accordo sulla base di quello che proporranno se il pacchetto telecom viene approvato, con una proposta che lo permetta, con tutto pagato da noi, tutto contro di noi.
Mentre ci dicono che difendono la libertà, cercano di creare nuove leggi Internet, per tagliare le nostre libertà, che Internet non è più libero di tutelare gli interessi degli azionisti miliardari, è un vero esempio di democrazia.

Chiamata all’azione

I professionisti delle lobby da più di due anni perseguono le libertà dei cittadini Europei attraverso il Pacchetto Telecom. Quale emendamento sarà introdotto per permettere di evitare le garanzie giuridiche? Potrò continuare a usare Skype o VoIP con la mia connessione internet? Qualche entità privata sta monitorando o spiando le cose che scarico?.... Ogni giorno durante questi due anni ci siamo fatti queste e molte altre domande, come se dovessimo vergognarci di voler mantenere le nostre libertà civili, il nostro diritto all’intimità e alla privacy, e a condividere.

Essendo questa rete una forma dell’espressione di resistenza P2P e di spazio di cooperazione, facciamo una chiamata a tutte le persone interessate a mantenere una rete libera e neutrale per l'organizzazione della resistenza contro il Pacchetto Telecom.

Partecipa e vinci.

Perché il computer è connesso a una rete neutrale, sei un punto con la stessa importanza, come il resto, siamo in grado di rispondere ad altre forme di fare politica; alcune aziende come Google graffiano milioni di centesimi da ogni movimento nel suo web: noi possiamo graffiare collettivamente milioni di click per bloccare compagnie. Solo attraverso la partecipazione si supera l'inerzia nella quale ci vogliono.
Per fare un piccolo gesto puoi tagliare e incollare il codice nel tuo sito web e mettere un banner contro il pacchetto telecom:

Organizzati e crea

C'è poco sforzo inutile o, forse solo mal distribuito. Crea banner, video che smontino le bugie pubbliche sul tuo blog, diffondi i comunicati, scrivi alla stampa, crea contenuti che amplifichino le lotte, unisciti ad altre persone ed altre associazioni per connetterle, domanda e partecipa agli incontri, sii attento alle azioni collettive sul tuo territorio e a livello Europeo. Non aspettare che si associno per te, associati e moltiplica la tua partecipazione, cerca punti d’incontro e genera un movimento. Ogni parola conta ma conta anche la forma in cui la organizzi.

Mettiti in contatto con noi per coordinarti e /o visitare il Foro de Cultura Libre, FCFORUM a Barcellona.

Abbiamo due settimane per conoscere la proposta definitiva, se pretendono monitorare le nostre connessioni o rompere la neutralità della rete non permetteremo che i politici che partecipino alla rapina se ne vadano senza essere segnalati come deve essere fatto.

Ulteriori informazioni:
Fonte: http://hacktivistas.net/node/38/

Traduzione per Voci Dalla Strada di Vanesa

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29 ottobre 2009

SIGNORAGGIO E GRANDE FINANZA

di Vittoriano Peyrani

Per rendersi meglio conto di che cosa sia il signoraggio della moneta e la perdita di sovranità monetaria ricorderò un aneddoto. Prima della istituzione della Federal Reserve, la banca centrale americana, un Rothschild che sarà poi uno dei principali azionisti della stessa, disse: “Datemi la possibilità di emettere la moneta di un paese e a me non interesserà che scriverà le leggi”.
Per meglio capire il concetto poniamo che io possa concedere ad uno di voi la possibilità di battere moneta, cioè di far circolare danaro emesso da voi e stampato attraverso una qualunque tipografia. Che pacchia! Potreste comperare tutto quello che volete.
Inoltre vorrei chiedervi se vi siete chiesti perché la legge punisce chi falsifica il denaro. In fondo un poco di denaro in più in circolazione faciliterebbe solo gli scambi. Ma nel metterlo sul mercato essi potrebbero acquistare e venire in possesso di beni. Credo che voi stiate cominciando a capire che rinunciare alla sovranità monetaria e cedere il signoraggio della moneta da parte dei nostri governanti non sia un fatto puramente tecnico ma un fatto economico di primaria importanza per la nazione tutta, in altre parole, per i vostri interessi.

Le banche di preminente interesse nazionale, nazionalizzate dal regime fascista durante la crisi economica del 1929, erano azioniste della banca d’Italia. Esse sono state liberalizzate una decina di anni fa consegnando senza contropartite la Banca d’Italia stessa al controllo dei privati.
Da questa concessione nasce il debito pubblico verso agenzie private, che assorbe più del quindici per cento delle nostre tasse solo per gli interessi passivi fermo restando il debito di qualche centinaio di migliaia di euro per ciascuno (!) dei sessantamilioni di Italiani. Questo debito è verso le banche ora private proprietarie delle azioni della Banca d’Italia.
Un altro esempio per meglio comprendere il meccanismo della formazione del denaro è il seguente. Se dovete acquistare una abitazione per la vostra famiglia dovete accendere un mutuo con una finanziaria. Questa vi presta dei soldi che ottiene da una banca, che li ottiene a sua volta dalla banca d’Italia che li crea dal nulla e ve li presta ad interesse ma senza alcuna garanzia. In altre parole se il giorno dopo vi fosse una grave svalutazione della lira, finanziaria, banca intermediaria e Banca d’Italia non ne risponderebbero. Ci sarebbe da spiegare che cosa è una finanziaria: è una società intermediaria che specula sulla differenza di interessi fra quelli bancari e quelli del mutuo, insomma un ente che ha una funzione puramente parassitaria ai vostri danni. Naturalmente le strutture sopra descritte con il loro rastrellamento continuo di denaro non sono la causa prima della crisi anche se contribuiscono all’abbassamento del tenore di vita generale ed all’inflazione con la massa enorme di denaro a loro disposizione.

Vorrei finire con un’ultima osservazione. Questa crisi finanziaria non è la prima. La prima si è riscontrata una nel 1907, sempre partita da manovre finanziarie negli Stati Uniti. Si è iniziata con la propalazione di voci incontrollate che affermavano falsamente che alcune banche fossero sull’orlo del fallimento. Quando tutti i clienti si affrettarono a ritirare i propri depositi essa fu costretta a ritirare il credito ai propri clienti che avevano fatto mutui o prestiti con rimborso dilazionato, costringendoli a svendere beni e attività produttive. Da quanto sopra nacque un generale cataclisma economico per cui si ricorse al Banchiere Aldrich (che poi sposerà una Rothschild) che propose l’istituzione della Federal Reserve, una banca centrale privata, che avrebbe dovuto controllare tutte le attività bancarie americane per evitare il ripetersi di gravi turbolenze finanziarie.

Esse invece si ripeterono nel 1920 con un improvviso ritiro dei finanziamenti facili che fecero fallire cinquemila banche esterne al sistema Fed. Il fatto che l’evento sia accaduto appena finita la grande guerra del 1914-18, dimostra la favola delle guerre fatte per salvare l’economia: le guerre se mai vengono fatte approfittando delle crisi e con tale pretesto.

Anche la crisi del 1929 fu generata da Rockfeller ed altri banchieri che applicarono la clausola del Margin Load e, chiedendo la copertura immediata del debito, fecero fallire quindicimila banche fuori dal sistema Fed, mentre le banche del cartello, che avevano venduto prima le azioni a prezzi pieni, acquistarono banche, titoli ed attività di ogni genere a prezzi di realizzo.
Anche la crisi attuale è stata architettata dalla cupola finanziaria internazionale con il ridicolo pretesto delle inadempienze dei clienti sui mutui dei subprime. E’ infatti poco credibile che le banche si facciano imbrogliare da clienti di solito molto più sprovveduti di loro. Per capire che cosa succederà bisognerebbe sapere che cosa stanno pensando di fare nelle alte sfere della finanza transnazionale: non penso che stiano architettando niente di buono per noi.

Fonte: http://www.rinascita.info/

BREVE RITRATTO DEL SISTEMA IMPERIALE USA

di Oscar Camero
zoopolitico. blogspot. com


Dire che gli USA vogliono il nostro petrolio, è uno dei luoghi comuni più appiccicosi di questo mondo. Che amano la nostra flora e fauna, le nostre terre mineralizzate e la geostrategia che questa offre, può risultare perfino più ridicolo per quanto realismo implica. Ma, cosa si può fare? E’ un fatto sul quale si può parlare all’infinito, come quando si commenta il tempo, anche se così si da la sensazione che con le nostre parole aggiungiamo un’altra goccia di acqua nel mare.


E’ un fatto del quale bisogna parlare, ma parlarne alla coscienza mentre potenzialmente potrebbe
influenzare le nostre vite con la sua eventualità; trattarlo con gravità, combattendo l’alone di ovvietà che lo avvolge, allo stesso modo in cui potrebbe portarci a percepirlo come un fatto dato della vita, vitalmente regolare, come il mare stesso, il cielo e la terra, quasi impercettibili a causa, precisamente, della loro condizione di superesistenza e quotidianità (non altrimenti citati nella cliché). La vita, quindi, la tua vita, l’imperialismo giornaliero delle nostre vite. E abitualmente insolito che sulle nostre esistenze penda una spada enorme di guerre e di appropriazioni, con tutto il flusso di sangue e di vite umane che sarebbe stato versato. Come se fossimo una mandria, un allevamento, in un delimitato recinto di proprietà di forze superiori; come se fossimo una dispensa da dove il bottegaio ci prende a dosi. Sperando che la nostra ora, vale a dire, quando al padrone imperiale cominciano a mancare i rifornimenti da un’altra parte (o gli sia difficile ottenerli), decida a sfruttarci frontalmente, sistematicamente, per continuare a succhiare una mammella che gli allunghi la vita.

Perché senza dubbio: nessuna vita chiede permesso per vivere, e nella misura in cui gli Stati Uniti comportino un sistema di vita (imperiale), in tale misura vivrà, se si vuole, ovviamente (non c’è un alto o basso istinto), procurando la dote che gli assicuri la sussistenza. Istintivamente, si può dire, dato che l’impulso è la forza primaria della vita.
Quindi non ti credo, sogna poco, sognatore e umanista socialista del cavolo, che loro vi chiederanno permesso per vivere, allo stesso modo in cui non lo farebbe, anche se non soddisfa le leggi di questo mondo e si parla di idealismo o di convinzioni personali. Non credo che loro diminuiranno volontariamente perché tu brilli come un sole magnifico in un nuovo sistema planetario mai combattuto. Che se ne andranno, che la lasceranno. Che moriranno perché tu nasca. Che si sacrificheranno perché tu viva, perché tu sei migliore e più bello. Per tutti gli dei! La vita stessa, la sua essenza, non procede così, con tanta innaturalezza.

Gli Stati Uniti sono un essere vivente, casomai non lo sapessimo, con tendenze basiche come qualsiasi vita e fondamentalmente egoista, espropriatori, territorialisti, schiavisti, animali nella selva in fin dei conti, dove la legge del più forte è il gene. Ma vita degli animali più in là della animalità stessa, come è stata la condizione storica dell'uomo di destrutturare mondi:tanto più definita dalla condizione ideologica del capitalismo, che li porta al di là dell' istinto e della sopravvivenza. Perché sai ...Un animale selvatico non si esaurisce con il suo ambiente, non inquina finchè non ne può più, non distrugge in un solo colpo quello che si può mangiare, non uccide altri oltre la necessità e la sopravvivenza…Lo avete già visto: è come se volessero essere l'unica specie del pianeta e il pianeta distrutto da loro stessi, pronta nella sua bestialità tecnologica per iniziare a divorare a se stessa. Tali sono le proiezioni di questa rara specie al “timone” del pianeta Terra.


Lo hanno dimostrato con l’Iraq. Hanno invaso e basta, senza ONU nè tante storie, come si dice, senza chiedere consiglio a nessuno nemmeno ad un iracheno. Sparirono il paese, la loro gente, i loro musei, biblioteche, il loro lungo storia di essere stato un tempo la culla della civiltà più antica dell’umanità. Lo hanno depredato e basta: lo hanno deglutito, ed assimilitato. Il loro stile di vita consumistico, il loro terribile treno di sperpero e suntuosità, lo hanno sentenziato come una necessità urgente.
Il mammifero richiedeva petrolio per assicurare qualche anno in più al suo declinante sistema economico basato sull’energia degli idrocarburi. E lo spazio per la posizione geostrategica in Medio Oriente e per ottenere il primato nella lotta per i terreni del mondo, alludendo al suo avversario di sempre, la Russia, e alla fiammante e crescente economia cinese, che adesso figura come un gigantesco trampoliere esploratore di idrocarburi.

Padroni del petrolio, assicurerebbero per lunghi anni (sino ad esaurimento) la supremazia del loro modello imperiale. Sarebbero in condizioni di avere a disposizione risorse per alimentare il loro esercito, muoverlo, metterlo in campo ove richiesto dalla preminenza della sua specie "provvidenziale", costruire armi; e dentro il territorio, tra la frontiera sociale della loro nazione, continueranno con il sufficiente arresto di potere per mantenere in sospeso il loro ingannato popolo con la storiella della “miglior democrazia al mondo”, alla fine sotto l’ardire della competizione egoista e il galoppante consumismo, che fanno credere loro di essere liberi. Tale è l’embrione, embrione con combustibile, armi e denaro per durare finchè le riserve del loro modello di vita esistono. Ciò che viene dopo è un'altra storia.


Alcuni pronosticano che l’era del petrolio chiuderà nei 60 o 70, nonostante ci siano paesi (come il Venezuela) con riserve utili per i prossimi 200 anni. Ma il petrolio nel mondo, come massa energetica con potere civilizzante, potrebbe bastare per il primo secolo del millennio. Nel frattempo gli Stati Uniti, la cui vitalità politica e ideologica che basa la sua sussistenza imperiale nello sfruttamento degli idrocarburi, sta già fecando le sue mossei sulla scacchiera. Si tratta di uccidere o di morire per ottenere petrolio, per continuare a vivere; e, come vi ho detto, nessuno chiede permesso per vivere, e molto meno se si tratta di un impero, di tutto un sistema stabilito da poteri e sottomissioni, alimentato dal cosiddetto combustibile del diavolo.
E’ la guerra, dunque, non abbiate dubbi. Non esiste un altro modo di confronto, spiacevolmente per i sognatori. O è impero o non lo è, e questo implica un combattimento vitale, come in ogni essere. Nessuno toglie il combustibile ad una vita senza una guerra, e, nell’ ipotesi che il petrolio finisse oggi repentinamente, gli Stati Uniti difficilmente retrocederanno docilmente perché altri occupino le loro annichilite egemonie. Allora si avrà creduto in un rottura strutturale economica- ideologica (come già si stanno vedendo i segnali di questa decadenza del capitalismo), cedendo il passo a ciò che resta della lotta per lo spazio e le risorse nel corso dei secoli passati: le armi, la guerra, finchè il mondo avrà il suo nuovo ordine. E armi nucleari, per ulteriori segnali, entrando ora, con ogni semantica, nella completa Era Nucleare. (le guerre nel mondo sono inevitabili perché costituiscono lo spazio e il tempo per un punto di svolta critico, sociale, economico e ideologico)

Vedi la preoccupazione nordista: nel 1970 gli Stati Uniti producevano più di 10 milioni di barili, oggi arrivano appena a 5. Hanno riserve nell' ordine di 16.000 milioni e consumano annualmente 7.300 milioni, cioè hanno circa due anni di sussistenza. Giornalmente ingurgitano 19 milioni di barili, e come vi ho detto, ne producono 5!
Caspita, chiunque si spaventa e si munisce, sapendo che un orco devastatore con scarse prospettive di vita, ha come unica fonte di sopravvivenza la sua propria condizione di orco armato!. Non esiste nessun problema sillogistico (è, come ho detto, un luogo comune) nell’immaginare che, avidi di vita, necessitando di futuro, si riversino su di noi, annegati regionalmente come lo siamo di petrolio e con una insondata Amazzonia. Gente: senza chiedere permesso, perchè lo sappiate! Di fatto la regione dell’Amazzonia figura sui suoi libri scolastici come di loro proprietà, come una regione che attualmente è in mano di alcuni “indios” come noi che non ne abbiamo cura (preparano le loro truppe fin dall’infanzia).

Si, è un luogo comune tornare a menzionarlo, ma la nostra regione andina fornisce agli USA il 25% del petrolio che consuma (di questo il Venezuela fornisce il 15%)
ed è facile supporre, dopo il Venezuela (proprio questo) che è vicino a certificare riserve nell’ordine di 314 milioni di barili, più della stessa Arabia Saudita, che ne ha 170… Non è difficile supporre che, se oltre al petrolio, possedessero l’Amazzonia (una risorsa colossale) avrebbero abbastanza combustibile per allungare la vita a un tale impero impazzito.

Avete capito la mia preoccupazione per questo tanto schiacciante luogo comune con cui cercano di depredarci?
Io dico una cosa, in conclusione: certamente Eurasia-Caucaso-Medio Oriente ( il triangolo petrolifero) è la rete energetica più strategica del pianeta dato che possiede il 70 % delle riserve di petrolio del mondo, e dove l’impero statunitense se la gioca notte e giorno con le sue cospirazioni (l’ultima è stata la sua avventura in Georgia); e potrebbe essere Il Medio Oriente da solo, come dichiarò l’ex presidente Eisenhower, la “zona del mondo più importante strategicamente”, per le sue riserve di petrolio…..Ma niente è così facile ed economico come la nostra America, dove, come un evento, è possibile invadere i suoi paesi, estrarre dopo le sue risorse senza grandi difficoltà, mentre all’impero risolve le sue sconfitte nella suddetta zona “Più strategica del mondo”. Come sappiamo, non ci sono "qui" come lì, paesi armati atomicamente per difendere la propria sovranità, che offrano grandi resistenze (il Brasile poco tempo fa fece il primo passo comprando sottomarini nucleari per proteggere i suoi giacimenti scoperti recentemente). Come se fossimo, quindi, il mandarino di petrolifero, che si sbuccia con facilità; oppure, in altre parole, il carburante indispensabile per coloro che, inevitabilmente, cercano di consumare. Il pane, il carburante, cibo. Il pane, il combustibile, il cibo.

Non venire allora, signore, a biasimare il cliché: allo stesso modo in cui vengono da noi con il progetto di spogliarci, non è possibile che si nasconda il luogo comune conseguente: essi non possono essere amici, nè umanamente nè animalescamente parlando. (l’istinto, ricorda?) Chiaro come il cielo, elementare come l’acqua e la terra. Tale dovrebbe essere l’impronta di tutto questo lungo, sminuzzato e preoccupante racconto.

Note:

1-
Gli Usa circondano militarmente il Venezuela per le sue riserve petrolifere. Agenzia Boliviana di Notizia, 19 ottobre 2009. http://www.abn.info.ve/noticia.php?articulo=203518&lee=3. - [Consulta: 23 ott 2009]
2- Denunciano in Russia che basi in Colombia destabilizzano la regione. Sul giornale Gramma. 24 agosto 2009 http://granma.co.cu/2009/08/24/interna/artic15.html. - [Consulta: 23 ott 2009].

Fonte:
http://www.iarnoticias.com/2009/noticias/latinoamerica/0489_imperialismo_petroleo_27oct09.html

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

28 ottobre 2009

IRAN-VERTICE G20: CREARE UNA CRISI PER COPRIRE LE DIVISIONI

di Sara Flounders

La riunione del G-20 a Pittsburgh riunì i ministri della finanza, banchieri e dirigenti politici delle economie più grandi del mondo, apparentemente, per dibattere la più seria crisi economica del capitalismo in tre generazioni. Invece hanno attaccato l’Iran.

Senza proporre misure dirette ad alleviare la sofferenza dei cento milioni di lavoratori che hanno perso il lavoro, senza annunciare programmi d’impiego o costruzioni di infrastrutture, l’imperialismo statunitense, britannico e francese si sono uniti con enfasi per minacciare l’Iran con accuse totalmente false. Loro hanno chiesto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e i membri del G-20 lavorassero ad un nuovo round di sanzioni contro l’Iran.

INGANNO PERICOLOSO?


Temperatura globale, ritenuta alla fonte prova cruciale.

del Dr. Tim Ball


"Metà del lavoro svolto nel mondo è quello di far apparire le cose ciò che non sono."
ER Beadle.

Motivo
È difficile e pericoloso risalire ad una spiegazione. Come e perché una persona agisce in un certo modo di solito è difficile da determinare. Un particolare tipo di azione può essere intrapresa con le migliori intenzioni ma causare notevoli problemi. Tuttavia, alcune azioni anche se non inequivocabili possono rilevarne la motivazione.

Prove critiche
Due elementi di prova hanno dominato i recenti rapporti del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Essi hanno contribuito a convincere il mondo che il riscaldamento globale dovuto agli esseri umani è un fatto scientificamente inconfutabile. Uno era il grafico conosciuto come il "bastone da hockey", perché pretendeva di mostrare il piccolo cambiamento di temperatura per circa 1000 anni, poi un improvviso aumento nel 20° secolo. Il secondo è stato un aumento della temperatura globale di 0,6 ° C (1 ° F) in oltre 100 anni, un tasso sostenuto di essere al di là di qualsiasi 'incremento naturale'.
Il primo è ormai completamente screditato soprattutto grazie al lavoro di Steve McIntyre e Ross McKitrick. Hanno effettuato il test standard scientifico per cercare di riprodurre i risultati ottenuti nel lavoro originale. Hanno mostrato che la l'andamento pressocchè lineare della temperatura rappresentata dal manico della mazza da hockey era artificiosa. Il periodo caldo medievale (MWP) è esistito, ma è stato eliminato dai campioni degli anelli degli alberi e dalla tecnica di analisi statistica scelta. Sembra che questo sia stato fatto per eliminare il fastidioso MWP secondo il quale le temperature globali attuali sono le più alte mai ragginte. Ha realizzato quello che uno scienziato del clima ha detto, al professor David Deming in una e-mail, è stato necessario, come Deming, spiega: "Con la pubblicazione di questo articolo su Science [nel 1995], ho guadagnato credibilità significativa nella comunità scientifica che lavora sul cambiamento climatico. Pensavano che fossi uno di loro, qualcuno che vuole sovvertire la scienza al servizio di cause sociali e politiche. Così uno di loro abbassò la guardia. Una persona importante che opera nel settore dei cambiamenti climatici e il riscaldamento globale mi ha inviato una e-mail sorprendente che diceva: "Dobbiamo sbarazzarci del Periodo Caldo Medievale".
Il secondo elemento di prova, la promessa dell’aumento della temperatura, continua a dominare e si presenta in molti luoghi come la verità.
Il primo responsabile per il numero è P.D. Jones. Attualmente è Direttore del Climatic Research Unit presso l'Università di East Anglia, in Inghilterra. Al fine di verificare il numero, Warwick Hughes, un ricercatore australiano del clima, ha chiesto a Jones come è stato ottenuto. Ha ricevuto la seguente risposta in data 21 febbraio 2005. "Abbiamo investito nel lavoro 25 anni o giù di lì. Perché dovrei mettere i dati a disposizione, quando il vostro obiettivo è quello di cercare di trovare qualcosa che non va?". Da allora Jones ha bloccato ogni sforzo per ottenere le informazioni. Ma perché è così importante? Senza dubbio il dato grezzo è disponibile e tutto ciò che dovete fare è utilizzarlo per ricreare il numero.

Temperatura globale
Il primo problema è che l'aumento della temperatura iniziale è stato attualmente dato come di 0,6°C ± 0,2°C o con un fattore di errore del 66%. Si tratta di un numero virtualmente privo di senso, ma ancora utilizzato per sostenere il riscaldamento. I dati grezzi sono trattenuti dal paese d'origine, che poi presenta dati modificati alle agenzie centrali, come la Global Historical Climatology Network (GHCN).
Ogni anno diversi gruppi calcolano una media globale annuale come il Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA. Ci sono anche le serie di dati gestiti congiuntamente tra il Centro Hadley dell’ufficio meteo del Regno Unito e l’Unità di Ricerca climatica denominati HadCRUT3 e CRUTEM3.
Quando una temperatura media annuale è creata, ogni agenzia sceglie diverse stazioni e modifica i dati per una varietà di fattori. Il risultato è che ognuna produce diversi grafici, come nella figura 1. In questo caso sono inclusi i risultati di due studi satellitari.
image

Fonte:
Così quello di cui abbiamo bisogno di sapere è quali stazioni ha usato Jones e come ha corretto i dati per ottenere il suo risultato. Dobbiamo essere in grado di svolgere i test standard di riproducibilità dei risultati applicati ai dati del bastone da hockey. Egli continua a rifiutarsi di fornire le informazioni.

Ritenuta alla fonte di informazione
Il Meteorological Office del Regno Unito (UKMO) è stato coinvolto nei recenti tentativi di ottenere le informazioni. Come scrive Steve McIntyre un burocrate era tenuto a scrivere quanto segue per negare le informazioni; Alcune delle informazioni sono state fornite al professor Jones con l’accordo rigoroso da parte dei fornitori di dati che questi dati di stazione non devono essere rilasciati pubblicamente e non è possibile stabilire di quali paesi o stazioni sono stati forniti i dati in via riservata, così come non sono stati mantenuti gli archivi.
Stanno parlando di dati ottenuti dalle stazioni meteorologiche finanziate dal pubblico. Come questo può essere limitato nella sua disponibilità a chiunque è impossibile da capire. Si tratta di dati meteo che possono compromettere in qualche modo la sicurezza nazionale o strategica? I fornitori dei dati sono altre nazioni che li forniscono sotto l'egida della World Meteorological Organization (WMO) che richiedono l'accesso aperto.
C'è qualche diritto di proprietà per come Jones ha modificato i dati? Forse, ma sicuramente questo è compensato dal fatto che la ricerca scientifica deve essere disponibile per la verifica e conferma da parte di altri scienziati. Sono i promotori del riscaldamento globale causato dall'uomo che hanno sostenuto la necessità di una revisione tra pari. Ho parlato spesso delle due competenze della ricerca sul clima. Primo è la responsabilità scientifica e Jones ha sbagliato non rivelando come i risultati sono stati raggiunti. Poi c'è la responsabilità sociale quando rendi pubbliche le tue scoperte scientifiche che diventano la base della politica. Jones ha sbagliato perché il suo sostenere l’aumento di temperatura resta centrale nell’argomento del riscaldamento globale di origine antropica (AGW).
Ora c'è la prova più inquietante che i dati originali di Jones 'non sopportano la verifica. Uno dei principali aggiustamenti che variano notevolmente da una stazione all'altra è per l'effetto “isola di calore urbana” (UHIE). L'IPCC si riferisce a Jones e altri (1990) per la sua affermazione secondo cui la deviazione non climatica a causa dell'urbanizzazione è inferiore a un decimo della tendenza globale.
In altre parole, essi hanno respinto quello che ognuno di noi ha conosciuto per lungo tempo. Più importante, se le stazioni urbane dominano quelle utilizzate, il falso segnale di riscaldamento è maggiore. Ora Jones sta riconoscendo che l'effetto “isola di calore urbana” è più grande di quanto lui aveva consentito, almeno in Cina. Come osserva Warwick Hughes, "il riscaldamento dei centri urbani sulla Cina è dimostrato essere di circa 0,1 gradi per decennio, che equivale a un grado per secolo.” Enorme ".

Il danno è fatto
Se l'effetto “isola di calore urbana” è appena la metà di questo valore per le stazioni del resto del mondo scelte da Jones, allora la sua pretesa di aumento di 0,6°C praticamente scompare. E così pure l'affermazione che la CO2 prodotta dall’uomo sta causando il riscaldamento, perché non c'è praticamente il riscaldamento nel periodo post-industriale. Possiamo speculare sulle motivazioni di Jones senza soluzione, tuttavia, sappiamo a quale metà del lavoro svolto nel mondo appartengono. È più importante chiedersi come e perché Jones è stato in grado di negare l'accesso alle informazioni per così tanto tempo. Chi è tenuto a fargliene rendere conto? Un mondo minacciato con draconiane e inutili politiche energetiche ed economiche a causa del suo silenzio dovrebbe fare domande. Dobbiamo inoltre respingere ciò che sostiene e i rapporti dell'IPCC basati sulle sue scoperte, perché non siamo in grado di verificare i suoi risultati con misurazioni standard scientifiche.

Articoli recenti del Dr. Ball
Copyright © 2009

Fonte: http://canadafreepress.com/index.php/article/13570

Tradotto per Voci Dalla Strada da andreaatparma

27 ottobre 2009

BROGLI ELETTORALI NEL REFERENDUM IRLANDESE?




Il referendum irlandese era di un' importanza vitale per l'Unione Europea, tanto è vero che quest'ultima ha costretto l'Irlanda a ripeterlo, in modo che potesse arrivare il risultato più gradito ai burocrati della BCE.
Com'è possibile che per un evento del genere, da cui dipende il futuro di 500 milioni di europei, oltre che gli interessi e gli intrallazzi dell'Unione Europea, non siano state prese le più elementari misure di sicurezza?
Come si vede nel video, chiunque poteva entrare in un seggio, portar via qualche urna, e tornare dopo un pò (anche 10-15 minuti), magari con una diversa, quindi sostituirla.
Chi aveva interesse a fare questo?
"Chi" voleva a tutti i costi un "SI" dal secondo referendum?

26 ottobre 2009

LE VERE DITTATURE SONO I TRATTATI INTERNAZIONALI


Lunedì ultimo scorso i giornali ci hanno tempestivamente informato circa una operazione anticamorra dei Carabinieri nel comune di Giugliano, in provincia di Napoli. Sulla storica Via Appia è sorto un quartiere abusivo che avrebbe violato i vincoli paesaggistici dell’area, ma - si badi bene - non i vincoli aeronautici, poiché le abitazioni sono state denominate “Puff Village” a causa dei bassi soffitti, così progettati proprio per permettere il sorvolo degli aerei che decollano dalla vicina base NATO.

Ma quale base NATO?
È la base NATO di Giugliano, sorta in tutta fretta nel 2008, e di cui la stampa nazionale non ci aveva dato finora nessuna notizia; solo un accenno sulla stampa locale, in seguito ad una lettera di lamentela rivolta al governo Berlusconi, da parte del sindaco berlusconiano di Giugliano.
Il fantasma della base NATO di Giugliano si è quindi materializzato per la prima volta sui media nazionali nell’ambito di una delle consuete notizie sulla camorra in Campania. L’opinione pubblica, che non aveva mai visto nascere e crescere la base militare in oggetto, se la ritrova di colpo davanti adulta e operativa, ed ora viene costretta ad attribuire la sorpresa ad un propria distrazione, o ad un vuoto di memoria. Per non turbare le menti dei lettori, già dal giorno dopo nessun giornale ha più fatto cenno all'esistenza della base.

Non è bene che i cittadini sappiano che i governi possono espropriare un intero territorio senza interpellare il Parlamento o le amministrazioni locali, tutto nel più assoluto silenzio, e ciò in ossequio ad un Trattato Internazionale firmato nel 1949, il Patto Atlantico, altrimenti detto NATO. Il neonato giornale “Il Fatto Quotidiano” ha preso l’iniziativa di pubblicare la Costituzione italiana a puntate, ma sarebbe stato più realistico, per far capire quali norme contino effettivamente in Italia, pubblicare il testo del Trattato della NATO, o quello di Maastricht, e magari anche quello del Trattato di Lisbona, che sta per entrare in vigore. Del resto la nostra Carta Costituzionale non offre appigli a chi voglia opporsi allo strapotere dei Trattati Internazionali, per il quale il Parlamento può essere scavalcato, o ridotto a mera macchina applicativa. La Costituzione è infatti stata concepita in funzione dell'adesione a due Trattati Internazionali: i Patti Lateranensi e il Trattato di Pace della seconda guerra mondiale, perciò anche ad uno strumento addomesticato come il referendum abrogativo non è concesso di mettere in discussione i Trattati Internazionali.

I Costituenti dovevano essere a conoscenza del fatto che nell'800 un Paese come la Cina, formalmente sempre indipendente, era stato ridotto ad una colonia dalla Gran Bretagna attraverso l'imposizione di Trattati militari e commerciali, ma, evidentemente, tra le libertà costituzionali non è prevista la libertà dal colonialismo. Una legge criminale di Berlusconi è stata bloccata dalla Corte Costituzionale, ma tra i crimini berlusconiani andati a segno, il giornale “Il Fatto Quotidiano” avrebbe potuto elencare la nascita della suddetta base di Giugliano, ed anche la copertura con il segreto militare (articolo 682 del Codice Penale) di tutte le discariche civili di rifiuti della Campania, in base all’articolo 2 comma 4 della Legge 123/2008.

Per par condicio, bisognerebbe però informare anche sul fatto che nel 1999 fu il governo D’Alema, in ossequio ai soliti trattati militari, a cedere alla U.S. Navy il cinquanta per cento delle banchine del Porto di Napoli, riducendo in proporzione il traffico commerciale del porto a favore di quello militare. Già da molto prima del 1999, gli USA disponevano però di un molo per sommergibili nucleari nel Porto di Napoli, oltre che di numerose banchine sotto il proprio esclusivo controllo. Negli anni successivi al 1999, il numero delle banchine sotto controllo statunitense è ancora aumentato, ed ora si è ben oltre il cinquanta per cento, tanto che è crollato il volume del traffico commerciale legale, mentre si è incrementato a dismisura quello illegale - droga, armi e rifiuti tossici, ma non solo - che avviene all’ombra del segreto militare. Sempre all’ombra del segreto militare, i rifiuti tossici sbarcati nel Porto di Napoli possono essere tranquillamente smaltiti nelle discariche civili del territorio campano, nelle quali, dall’agosto del 2008, nessun rilevamento è più possibile da parte di strutture sanitarie o associazioni ambientaliste, pena l’arresto.

Anche D’Alema agì - anzi obbedì - a suo tempo senza avvisare nessuno, tanto che oggi tutta la Campania è diventata una colonia militare statunitense all’insaputa dei cittadini italiani, mentre quelli campani conoscono la situazione solo caso per caso, laddove si trovino a viverla. “Nonostante” le servitù militari, il territorio campano appare sotto il controllo di cosche criminali, tanto più forti e radicate laddove sono più presenti le forze armate USA. Ma solo in base ad un fazioso pregiudizio antiamericano, una tale fortuita coincidenza potrebbe far sospettare un collegamento tra forze armate statunitensi e criminalità organizzata locale. Ed è anche una pura coincidenza il fatto che gli appalti per la costruzione delle basi, e delle relative abitazioni dei militari americani, siano stati affidati a ditte controllate dalla criminalità organizzata, così come è stato accertato dalla Direzione Distrettuale Antimafia. La disciplina occidentalista pretende che tutti scattino sull’attenti per fremere di indignazione al suono del vituperato termine di “dittatori”, mentre nessun fremito si avverte di fronte all’espressione: “Trattato Internazionale”. Eppure oggi la vera dittatura passa di lì.

Fonte: http://www.comidad.org/dblog/default.asp

L'UE AUMENTA IL PREZZO DEI MEDICINALI NEI PAESI DEL "TERZO MONDO"

InSurgente

L’Unione Europea “rende difficoltoso l’accesso alle medicine di base a 2 miliardi di persone causando un effetto devastante sull’economia dei paesi in via di sviluppo, che spendono tra il 20% ed il 60% dei loro bilanci sanitari nell'acquisto di medicine” dicono le ONG. Leggere la notizia e verificare che la “solidarietà” dei paesi ricchi non conosce frontiere…Soprattutto con l'industria farmaceutica.

In base al rapporto presentato dalle ONG Oxfam e Health Action International (HAI), la politica commerciale dell' UE rincara l’accesso alle medicine nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, denunciano gli ostacoli comunitari per l’esportazione di farmaci.

L’Unione Europa “rende difficoltoso l’accesso a medicine di base a 2 miliardi di persone causando un effetto devastante sull’economia dei paesi in via di sviluppo, che spendono tra il 20% ed il 60% dei loro bilanci sanitari nell'acquisto di medicine” dicono le ONG.

In questo modo, la comunità europea “contravviene ai suoi cobblighi” per raggiungere gli Obiettivi del Millennio e viola gli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), ha detto, Elise Ford, consigliere generale della sede europea di Oxfam.

I “27” stanno aumentando la pressione sui paesi poveri del diritto di applicare “ le norme di proprietà intellettuale sempre più ristrette per l’esportazione di medicine generiche a questi Stati”, ha spiegato la Ford. “L' UE sta imponendo i suoi standard di proprietà intellettuale al resto del mondo attraverso accordi di associazione commerciale con i paesi terzi”.

Come caso concreto, il rapporto evidenzia la situazione che vive la Bolivia che ha abbandonato le negoziazioni per un accordo di unione tra l’UE e la Comunità Andina delle Nazioni (CAN), includendo aspetti politici, di cooperazione e commerciali, principalmente per la sua reticenza sulle norme di proprietà intellettuale che l’Unione voleva includere.

L’Unione decise di continuare a negoziare per raggiungere un trattato sul libero commercio, che colpisce solo le questioni commerciali, con la Colombia, Perù ed Ecuador.

Le ONG accusano i “27” di favorire gli interessi commerciali delle compagnie farmaceutiche europee e di causare un “grave danno” alla sanità pubblica dei paesi meno avvantaggiati.

Come reazione alle conclusioni del rapporto, la Comunità Europea “ha negato l’impatto negativo” delle politiche commerciali europee sulle medicine affermando che queste “promuovono la competizione delle industrie europee”, a quanto detto da Sophie Bloemen, responsabile dell’ufficio di HAI dell' UE.

Fonte: http://www.insurgente.org/modules.php?name=News&file=article&sid=17972

Traduzione per Voci Dalla Strada di VANESA

GOICOCHEA E CLINTON PIANIFICANO LA "RIVOLUZIONE TWITTER" IN VENEZUELA

Conferenza sull’uso di nuove tecnologie per cambiare regimi politici

di Eva Golinger

Tra il 15 e il 16 ottobre 2009 Città del Messico è la sede della seconda Conferenza dell’Alleanza dei Movimenti Giovanili (AYM). L’evento patrocinato dal Dipartimento di Stato gode dell’intervento via Internet della Segretaria di Stato Ilary Clinton. Partecipano anche vari personaggi in veste di “delegati” inviati dalla diplomazia statunitense, fra cui ve ne sono alcuni legati a movimenti di destabilizzazione dell’America Latina.

La lista comprende Yon Goicochea (Primero Justicia), il dirigente dell’organizzazione Venezuela de Primera (gruppo fondato da Goicochea), Rafael Delgado, e l’ex dirigente studentesca Geraldine Álvarez, ora della Fundación Futuro Presente, organizzazione creata dall’Istituto Cato degli USA. Assistono anche Marc Wachtenheim del Cuba Development Initiative (progetto finanziato dal Dipartimento di Stato e dall’USAID mediante la Fondazione di Sviluppo Panamericano “PADF”), Maryra Cedeño Proaño, della Corporazione Foro de la Juventud Guayaquil, ente ecuadoregno sempre finanziata dall’USAID, e Eduardo Ávila di Voces Bolivianas, un ente promosso dall’ambasciata statunitense in Bolivia sempre con finanziamenti dell’USAID. In totale sono 43 delegati provenienti da paesi di tutto il mondo: Sri Lanka, India, Canada, Regno Unito, Colombia, Perú, Brasile, Libano, Arabia Saudita, Giamaica, Irlanda, Turchia, Moldavia, Malesia, Stati Uniti e Messico.

Quei patrocinatori sono una strana miscela di rappresentati delle nuove tecnologie e funzionari delle agenzie di Washington, specialisti nella sovversione e destabilizzazione di governi non subordinati alla loro agenda. Oratori di Freedom House, l’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI), il Dipartimento di Stato e la Banca Mondiale sono pure presenti alla conferenza, insieme ai giovani creatori di tecnologie come Twitter, Facebook, Google, Gen Next, Meetup e Youtube. Gli unici media tradizionali invitati all’evento dal Dipartimento di Stato sono CNN in spagnolo e CNN in inglese, dato curioso, che ne evidenzia il legame.

Si tratta, senza dubbio di una nuova ricetta per la nuova strategia diretta a cambiare i regimi. Gli ingredienti sono il legame fra le agenzie di Washington e i giovani dirigenti politici selezionati dal Dipartimento di Stato. L’evento riafferma anche l’appoggio politico e finanziario al movimento studentesco dell’opposizione in Venezuela da parte degli USA, ed evidenzia in modo incontrovertibile la sinistra alleanza tra Washington e le nuove tecnologie.

Centro per la diplomazia digitale

Stando a quanto afferma la stessa AYM, essa è nata nel 2008 in seguito alla comparsa “.. sulla scena mondiale (di) una serie di persone quasi sconosciute, generalmente giovani (che) dominano le tecniche più recenti e hanno fatto cose stupefacenti. Hanno causato grandi trasformazioni nel mondo reale in paesi come Colombia, Iran e Moldavia, avvalendosi di quelle tecniche per mobilitare la gioventù. Questo è stato l’inizio.”

Le agenzie di Washington non potevano certo disapprovare un attraente scenario in cui i giovani, già usi a tecnologie come Internet, Twitter, MySpace, fra le altre, potevano trasformarsi in dirigenti e promotori di movimenti sociali al servizio degli interessi imperiali. Ma c’era un problema, secondo i fondatori di AYM. “Quei movimenti del secolo XXI costituiscono il futuro della società civile ma non si dispone ancora di meccanismi per aiutare e potenziare questi dirigenti che al posto degli uffici hanno solo degliindirizzi elettronici. E non esiste neppure un ente che insegni loro a usare efficacemente gli strumenti e i media già noti del XX e quelli nuovi del secolo XXI per il raggiungimento dei loro obiettivi.” I loro obiettivi o quelli di Washington?

Uno dei primi successi delle operazioni della CIA negli anni cinquanta è stata la creazione del Congresso per la Libertà della Cultura in Europa, al fine di impregnare e utilizzare i settori artistici, le università, gli intellettuali e i movimenti sociali per neutralizzare l’espansione del comunismo. L’uso della cultura per promuovere l’agenda imperiale non è terminato con la fine della Guerra Fredda. Mentre cresce l’uso della tecnologia, questo efficace meccanismo è sempre più affinato ed applicato. Nuove tecnologie come Facebook e Twitter, sviluppate con finanziamento d’imprese della CIA come In-Q-Tel, specializzata nella “banca dati” oggi funzionano come reti per reclutare e cooptare “agenti” disposti a promuovere gli interessi imperiali. L’uso potenziale di queste tecnologie per promuovere operazioni psicologiche e di propaganda è illimitato. La sua forza è la rapidità e la disseminazione di messaggi e la sua copertura mondiale. Bisogna solo disegnare la strategia che permetta di sfruttare questo potenziale.

La campagna elettorale di Obama come “modello”

“L’Alleanza di Movimenti Giovanili” (AYM) è la risposta a quella esigenza. Cominciata con una riunione-conferenza nel dicembre 2008 in cui il Dipartimento di Stato si è associato con MTV, Google, YouTube, Facebook, Howcast, AT&T, JetBlue, GenNext, Access360Media e la Facoltà di Diritto della Columbia University per selezionare e convocare i movimenti del secolo XXI e dialogare con loro via Internet per la prima volta nella storia”.

Alla prima conferenza di AYM hanno partecipato membri dell’opposizione venezuelana Súmate (finanziata da NED e USAID), e gli organizzatori colombiani delle marce “Mai più Chavez” e “Un milione di voci contro le FARC”. I principali oratori erano tre assistenti della campagna elettorale di Barak Obama alla presidenza, Joe Rospars, direttore di Nuovi Media, Scott Goldstein, direttore di Obama per l’America e Sam Graham-Felson, direttore del blogging para la campagna Obama del 2008.

Hanno partecipato anche Sherif Mansour, di Freedom House, Shaarik Zafar, del Dipartimento do Sicurezza Interna degli USA (Homeland Security) e otto alti funzionari del Dipartimento di Stato, insieme a rappresentanti di varie multinazionali della comunicazione e delle nuove tecnologie. I creatori della campagna “super tecnologica” di Obama si sono uniti alle agenzie di Washington per disegnare la strategia perfetta. Hanno combinato nuove forze nella politica - la gioventù e le nuove tecnologie -. Era una combinazione capace di ottenere ciò che per anni non era riuscito alla CIA: il cambiamento di regime nei paesi non subordinati agli interessi statunitensi, senza che apparisse la mano di Washington.

Il movimento studentesco “mani bianche” in Venezuela, finanziato e formato dalle agenzie statunitensi, le proteste anticomuniste in Moldavia, le manifestazioni contro il governo iraniano e le ultime proteste virtuali contro il presidente Chavez sono esempi di questa nuova strategia.

Le nuove tecnologie –Twitter, Facebook, YouTube e alter – sono le principali armi, e i media tradizionali, come CNN e i suoi affiliati, aiutano a esagerare l’impatto reale di questi movimenti pubblicizzando matrici di opinioni false e distorcenti sulla loro importanza e legittimità.

L’AYM è un altro capitolo nei piani di destabilizzazione contro i paesi sovrani antimperialisti che rifiutano la dominazione imperiale. La doppia morale di Washington riafferma questo diritto.
Mentre il Dipartimento di Stato promuove, finanzia e patrocina la formazione di giovani di altri paesi nell’uso delle nuove tecnologie per destabilizzare i loro governi, l’uso di Twitter e Facebook per convocare proteste contro le politiche di Washington negli Stati Uniti viene criminalizzato. Tre settimane fa due cittadini statunitensi sono stati arrestati per aver utilizzato Twitter per informare i manifestanti contro la Conferenza G-20 a Pittsburgh sulle azioni repressive della polizia.
Sito ufficiale dell’Alleanza dei Movimenti Giovanili: http://info.howcast.com/youthmovements/summit09/delegates

Fonte:
http://www.rebelion.org/noticia.php?id=93492

Traduzione per
www.resistenze.org di F.R. del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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25 ottobre 2009

DOPO LA PANDEMIA DELL'INFLUENZA SUINA, CI SARA' QUELLA DEL SALMONE?

di Miguel Jara

Mi arriva tramite posta l’ultimo lavoro del medico rurale madrileno Juan Gérvas e promotore dell’Equipe Cesca. Mi racconta che non c’è teoria cospiratrice più certa delle storie che comportano la cupidigia, dalle mucche pazze all’influenza suina (o influenza A). Sono totalmente d’accordo e voglio aggiungere che se Rafa, Joaquin ed io abbiamo intitolato quello che è stato il mio secondo libro Cospirazioni Tossiche, è stato proprio per quanto dice Gévas, i differenti poteri cospirano alle spalle della cittadinanza in modo costante e l’ultima “moda” è segnalare come “teorie della cospirazione” (e che del resto non mi piacciono) tutto quello che venga diffuso, e che osa dare un'occhiata in questi meandri.

Gli eccessi si pagano, prima o poi - mi dice Juan- e abbiamo all’orizzonte l’influenza del salmone e dei pesci in generale: In breve, tutto ciò che finisce per arrivare alle nostre opinioni e può sembrare una cospirazione, è semplice avidità. L’arcipelago di Chiloè è a circa mille duecento km a sud di Santiago del Cile e a circa 90 km da Puerto Mott. Il clima è mite e piovoso (cadono circa 2.500 mm di pioggia all'anno) che trasforma il paesaggio delle pianure e colline in una meraviglia di verde, con foreste piene di felci e muschi nelle quali si evidenziano le chiese tradizionali fatte in legno e nelle quali vive il piccolo cavallo “chilote” e il minuscolo pudù ( il cervo più piccolo del mondo).

La costa della regione ha laghi ed estuari e forma una specie di mare interno con l' apporto di acqua proveniente dalle maree. La Isla Grande di Chiloè è separata dal continente dal Canale Del Chacao, che un traghetto attraversa ogni mezz’ora, all’incirca. La Isla Grande misura più o meno 180 km in lungo e 50 in largo. Per il suo paesaggio, gli spagnoli le hanno dato il nome di Nuova Galizia, ma è rimasto il nome Huilliche che significa “luogo di chilles” (gabbiani).
La città di Castro è una delle più antiche del Cile, fondata nel 1567; conserva le tipiche palafitte, ricordo di un paradiso perduto dell’artigianato (fibre, legno e lana). Chiloè ignorò l’indipendenza delle nazioni del Sud America e fu l’ultimo possedimento spagnolo, fino al 1826. I chilotas sono conosciuti per la loro affabilità ed erano dei piccoli produttori agricoli, allevatori, pescatori fino a 15 anni fa. Adesso sono fondamentalmente lavoratori alle dipendenze delle multinazionali del salmone.

Il viaggio in LAN-Cile evoca solitamente un odore di pesce, dato che la maggior parte del carico è di salmone per l’esportazione. In 15 anni di acquicoltura nel Cile, nell’arcipelago di Chiloè e l’intorno al Porto Mott (e per l’espansione, fino allo Stretto di Magellano) è cresciuta di un 15% all'anno, e ha moltiplicato per 13 gli investimenti. Con questo il Cile si è trasformato nella seconda potenza mondiale del salmone, dopo la Norvegia, ed è capace di esportare annualmente quasi mezzo milione di tonnellate. L’esportazione del salmone segue per importanza quella del rame e della cellulosa. L’acquicoltura del salmone nel Cile è la più produttiva al mondo, per la ricchezza, la fertilità dell’area marina delle Isole di Chiloè.


Attualmente ci sono circa 5.000 ettari di mare dedicati all’acquicoltura del salmone concentrati in appena 300 km, con 600 aziende e circa 120 milioni di salmoni. In questo settore lavorano 50.000 persone, approssimativamente, ed il 70% sono donne ( il 90% nelle piante di lavorazione).
Il lavoro dei sub è pericoloso e gli incidenti sono frequenti. Nel processo produttivo si impiegano grandi quantità di fungicidi, insetticidi e antibiotici. Si calcola che nel 2008 sono stati usati 0,07 grammi di antibiotici per tonnellata di salmone in Norvegia e 560 grammi in Cile (il 40% di chinoloni). Si aggiungono problemi ambientali: fuga dei salmoni (specie invasive europee)- un milione annualmente-; pesca eccessiva di sardine, suro e altri pesci per per l'alimentazione dei salmoni, e l’inquinamento e l’occupazione del mare in competizione con altre attività, come la pesca artigianale e il turismo. Quello che è certo è che i salmoni che scappano non possono essere pescati perché continuano ad essere proprietà delle industrie;Inoltre, l'eccessivo sfruttamento per nutrire i salmoni, lascia i pescatori artigianali senza sostentamento. Durante quest’anno, il prezzo del salmone norvegese è salito da 2,81 a 4,34 euro.

Come conseguenza, le azioni della più grande azienda di salmone del mondo, la norvegese Marine Harvest, sono salite di un 270%. Sono salite anche le azioni di un’altra azienda nordica dedicata alla produzione di alimenti per salmoni e trote, la Cermaq. L’aumento del prezzo del salmone norvegese è dovuto alla caduta della produzione del salmone cileno, di un 75%. La causa? La morte dei salmoni in Cile per l’enorme incidenza dell' anemia infettiva del salmone, ISA (da
infectious salmon anemia). L'anemia infettiva del salmone è causata da un virus, probabilmente portato dall’Europa, dalla Norvegia, dove l' ISA fu un problema serio negli anni 80 e 90 del secolo scorso. L' ISA è apparsa per la prima volta in Cile nel 2007, e la sua diffusione ha probabilmente avuto a che fare con la piaga dei pidocchi del mare (Caligus). I pidocchi del mare hanno approfittato delle condizioni estreme di concentrazione di milioni di salmoni per crescere in modo incontrollato e per rendersi resistenti ai diversi pesticidi (usati imprudentemente in quantità crescenti e senza controllo). I pidocchi pizzicano e distruggono la pelle dei salmoni e questo facilita la trasmissione dell' ISA.

Questa fu combattuta in Norvegia sacrificando gli animali, le quarantene e la pulizia, ma tutto è stato più facile lì, per la minor concentrazione di sfruttamento. In Cile si è iniziata una campagna manuale di vaccinazione dei salmoni ad uno a uno, oltre a spostare le gabbie più a sud, in acque più fredde e per ora non inquinate. Ma si calcola che la produzione impiegherà cinque anni per un recupero e
già ci sono stati fino a 20.000 licenziamenti tra i lavoratori del settore. Le aziende hanno dovuto affrontare debiti milionari (intorno ai 1.500 milioni di euro) e, per rinegoziare il debito, lo Stato del Cile ha trasformato le concessioni, rendendole perpetue e ipotecabili. Di fatto, ha privatizzato il mare a scapito di ogni interesse nazionale.

Il virus che causa l' anemia infettiva del salmone colpisce principalmente gli endoteli vascolari che causano emorragie profuse. E’ un virus RNA, della famiglia degli Orthomyxoviridae, del tipo Isavirus. Cioè,
è un virus dell’influenza del tipo che provoca l’influenza negli esseri umani, suini e volatili, ma per adesso non ha causato il minimo danno sulla salute dei lavoratori nè consumatori. In ogni caso, la storia dell' anemia infettiva del salmone ha dei punti in comune con i problemi che abbiamo a causa degli eccessi dell’industria dell’allevamento, “mucche pazze”, influenza aviaria e influenza A.

Soprattutto, dimostra che i governi non sono liberi, e che non prendono in modo indipendente, le decisioni che riguardano la loro sovranità e il benessere delle popolazioni che rappresentano. La gestione dell’influenza A è un buon esempio, con ritmi e allarmi marcati da agenti non identificati pubblicamente, con protocolli, medicine, vaccini, mascherine, saponi, aerosol, campagne ed annunci che generano milioni di euro di beneficio e poca salute (se mai ci fosse).
Juan Gérvas

Fonte: http://www.migueljara.com/2009/10/09/tras-la-pandemia-de-la-gripe-del-cerdo-¿vendra-la-gripe-del-salmon/

Tradotto per Voci dalla Strada da
VANESA

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23 ottobre 2009

UBS E L'EGEMONIA DEL DOLLARO

di Jean-Claude Paye

Osservando gli abissali deficit della bilancia commerciale e del bilancio di previsione degli Stati Uniti, molti economisti hanno annunciato una fine prematura del predominio del dollaro come moneta internazionale. Tuttavia, le cose sono in realtà più complesse. Il denaro non è solo una unità di conto ed uno strumento di riserva, ma anche un mezzo di azione, un segno del potere politico. È costitutivo della forma di Stato. Il dollaro non è solo la moneta dello stato nazionale statunitense, ma anche espressione della funzione “imperiale” di quest’ultimo.

Indebolito in termini strettamente economici, il dollaro è la forza politica dello stato nordamericano per cercare di mantenere le sue prerogative mondiali. È nell’ambito del mantenimento dell’egemonia del dollaro, che obbliga i capitali a investire nella propria zona economica, che si dovrebbe leggere la ristrutturazione del sistema finanziario internazionale attualmente in corso, di cui l’attacco contro la UBS Swiss Bank costituisce l’operazione principale.

UBS : cavallo di Troia del fisco USA

Il 19 agosto (2009) scorso, l’UBS e il fisco statunitense hanno firmato un accordo che temporaneamente mette fine alla questione dell’evasione fiscale che li opponeva. L’accordo consente alla banca di evitare un processo. Tuttavia, l’UBS deve consegnare i nomi di circa 4.450 titolari di conto di contribuenti americani sospettati di evasione fiscale. Questi dati saranno trasmessi per via ufficiale dell’assistenza amministrativa. Le autorità svizzere hanno in tal modo legalizzato il nuovo equilibrio di potere e il fisco americano ha ricevuto l’approvazione per indagare le altre banche svizzere. L’abolizione della distinzione frode/evasione fiscale, operata dal governo della Confederazione per uscire fuori dalla lista grigia dei paradisi fiscali elaborata dall’OCSE, offre nuove prospettive per le richieste delle amministrazioni fiscali estere. Le autorità svizzere cercano innanzitutto di evitare le reti da pesca, vale a dire ottenere informazioni sulla base di semplici sospetti e non su informazioni specifiche, come ad esempio i nomi degli evasori, le società coinvolte, i numeri dei conti … Tuttavia, a questo livello nulla è definitivo. Infatti, dopo l’inizio di tale questione, tutto si gioca in funzione dei rapporti di forza.

In effetti, questo nuovo accordo tra l’UBS e l’amministrazione americana servirà come uno standard per definire le dimensioni della rete con cui il fisco americano andrà a pescare gli evasori, dapprima nella piazza finanziaria svizzera e poi in quelle dei paesi terzi.

L’accordo del febbraio 2009, con il quale la banca UBS ha inizialmente accettato, in violazione del diritto svizzero, di consegnare alla giustizia american il nome di circa 250 clienti, che aveva aiutato a sfuggire alle autorità fiscali degli Stati Uniti, non aveva fermato la giustizia statunitense. Non appena è stato firmato l’accordo quest’ultima ha richiesto chiesto alla UBS di consegnarle l’identità di circa 52 000 clienti statunitensi, titolari di “conti segreti illegali”. Il nuovo accordo sospende tali richieste. Ciò è, a prima vista e contro tutte le aspettative, particolarmente favorevole per la banca svizzera. L’UBS, che aveva già pagato una multa di $ 780 milioni nel mese di febbraio, non dovrebbe pagare ulteriori sanzioni. Si tratta di un eccezione alla prassi abituale del fisco americano. Fatto ancora più sorprendente: è previsto che, se dopo un anno, la banca non ha rispettato i suoi impegni, nessuna penalità finanziaria sarà adottata contro di essa. Questo atteggiamento del governo degli Stati Uniti può essere compreso se si ipotizza che l’imposta americana non voglia creare difficoltà finanziarie alla banca. Non c’è, infatti, alcun interesse a uccidere un cavallo di Troia, che fino ad oggi ha servito molto bene, e soprattutto che può ancora essere molto utile. L’UBS è molto dipendente dal mercato americano ed è quindi particolarmente vulnerabile alle pressioni del fisco USA. Questo è meno vero per le altre banche svizzere. I progressi di questo caso ci dice che dobbiamo quindi aspettarci ulteriori attacchi dagli Stati Uniti contro la piazza finanziaria svizzera.

Una riorganizzazione USA del sistema finanziario internazionale

L’azione del governo degli Stati Uniti contro la banca svizzera utilizza un’operazione contro l’evasione fiscale dei suoi cittadini per modificare, a suo vantaggio, le regole del sistema bancario mondiale.

La risposta positiva della UBS alle ingiunzioni del fisco USA, come la legittimazione della consegna delle informazioni fornite dalle autorità svizzere di vigilanza, pongono l’amministrazione statunitense in una posizione che le permette di fare sempre nuove richieste. La sovranità americana si definisce non solo come la capacità di sollevare l’eccezione e di stabilire uno stato permanente di emergenza ponendo sempre nuove richieste, ma soprattutto per stabilire la base su cui ricostruire un nuovo ordine giuridico internazionale.

La creazione di un puro equilibrio di potenza non è solamente una prima forma di azione. Le autorità statunitensi hanno poi la possibilità di far legittimare, dovunque, i nuovi diritti loro concessi.

Questa nuova sovranità americana è parte di una riorganizzazione del sistema finanziario internazionale in loro favore. Attraverso la lotta contro l’evasione fiscale, questa operazione distingue “paradisi fiscali”, di cui fa parte la Svizzera, i centri off-shore, di solito interamente controllati dalle autorità statunitensi, la cui tecnica si basa sui “trusts”. Quest’ultimi, costosi da mettere in funzione, consentono una opacità fiscale molto più grande rispetto alla tecnica del segreto bancario.

La piazza elvetica detiene ancora il 27% del mercato off-shore, quello dei capitali posti al di fuori del loro paese d’origine. Essa, quindi, è il principale rivale dei centri finanziari anglo-sassoni. Gli attacchi contro gli svizzeri sono un modo per lottare contro il declino del dollaro, costringendo l’investimento dei capitali nell’area di questa moneta.

Il G20 di Londra (aprile 2009) ci mostrava tuttavia che la morsa degli Stati Uniti sul sistema finanziario internazionale è solo parziale. La piazza di Singapore, che è chiamata ad una crescita forte e in grado di recuperare una parte dei capitali che abbandonano la Svizzera, è riuscita a mantenere le sue prerogative contro l’offensiva degli Stati Uniti.

Fonte: http://www.voltairenet.org/article162597.html