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26 giugno 2009

USA: Nuova Legge Anticyberbullying (?)

Vaga nel linguaggio, questa proposta di legge suscita diverse perplessità: con la «giusta» interpretazione, potrebbe far finire in galera chiunque.

Un nuovo progetto di legge sta prendendo forma nell’Amministrazione Obama: il nome in codice è HR 1966, the Megan Meier Cyberbullying Prevenction Act, ovvero un sistema per impedire a chiunque di utilizzare Internet per “costringere, intimidire, molestare o causare sostanziali stress emozionali a una persona”.

Il problema, spiega Ars Technica, è nella forma: come per moltissime altre leggi di questo genere, il linguaggio impiegato è torbido e vago. Ciò porta alla necessità di una interpretazione, il che ha suscitato talmente tante critiche da farla ribattezzare Censorship Act.

La necessità di una simile normativa è emersa dopo l’incidente di MySpace, sul quale una ragazza molestata è arrivata al suicidio. L’arrivo di questa normativa, spiega ancora Ars, è passato largamente inosservato fin quando Network World non ne ha parlato.

Resta però una sostanziale vaghezza del contenuto, al punto che secondo Ars l’interpretazione potrebbe portare tranquillamente ad applicare questa legge in qualsiasi situazione, compresa la scrittura di post che critichino un pubblico ufficiale su un blog.

Eugene Volok, professore di legge presso l’Università della Californa Los Angeles, ha esaminato in dettaglio questa proposta. Secondo il luminare, per effetto di questa legge, normali situazioni di tutti i giorni potrebbero rendere un qualsiasi cittadino reo, se il suo comportamento è giudicato con sufficiente severità.

Linda Sanchez, cioè colei che ha presentato la legge, scrive invece su The Huffington Post che il Congresso non ha alcun interesse a censurare la libertà di parola, e non lo farà, qualora la legge sia approvata. L’obbiettivo è solo quello di dare strumenti al giudice per valutare se un determinato comportamento possa o meno classificarsi cyberbullying.

Tuttavia, Ars Technica (e non solo) esprime dei dubbi: non c’è modo di prevedere come un giudice, sul punto, possa interpretare la legge. E la sua presenza non necessariamente agisce da deterrente. Sarà dunque approvata? Presto per dirlo: di sicuro, le critiche sono molte, e pesanti. Qualora lo fosse, c’è da augurarsi che chi dovesse decidere di adottarla in altri paesi, lo faccia almeno in termini legislativamente più chiari.

Fonte: http://nbtimes.it/

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2 commenti:

  1. "La necessità di una simile normativa è emersa dopo l’incidente di MySpace, sul quale una ragazza molestata è arrivata al suicidio."

    già, per giustificare questa legge ci si erge a paladini della giustizia al soccorso dei deboli e degli oppressi.
    ma valà và.

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  2. Infatti vedi la proposta Carlucci....oppure tutte quelle che a livello europeo stanno cercando di portare avanti. Sarkofagò e la P2P... l'alibi è sempre "la sicurezza"...così per strada abbiamo le ronde...e in rete tante rogne!

    RispondiElimina

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