Sostieni la ricerca sulle polveri sottili

19 giugno 2009

S-DOLLARIZZAZIONE O SMANTELLAMENTO DELL'IMPERO FINANZIARIO-MILITARE USA

La congiuntura decisiva di Ekaterimburgo

di Michael Hudson

La città di Ekaterimburgo, la più grande della Russia, ad est degli Urali, potrebbe essere conosciuta non solo per essere il luogo in cui sono morti gli zar ma anche per l’egemonia statunitense- e non solo il luogo in cui venne abbattuto nel 1960 il pilota del U-2 degli Stati Uniti , Gary Powers, ma dove venne battuto l’ordine finanziario mondiale centralizzato negli Stati Uniti.

Ciò che questionano gli Stati Uniti sarà al centro delle riunioni amplificate oggi e domani (15 e 16 giugno) a Ekaterimburgo (ex Sverdlovsk) per il presidente cinese Hu Jintao, il presidente russo Dmitry Medvedev e altri massimi responsabili dell’ Organizzazione di Cooperazione di Shangai (SCO), composta da sei membri. L’alleanza è formata dalla Russia, Cina, Kazajstán, Tayikistán, Kirguistán, e Uzbekistán, con statuto di osservatorio per l’Iran, Pakistan e Mongolia. Martedì si aggiungerà il Brasile per discussioni commerciali delle nazioni del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina).

I partecipanti hanno assicurato che il loro obiettivo non è quello di smantellare il piano finanziario e militare degli USA. Semplicemente vogliono discutere sull’aiuto reciproco- ma in modo che non includa un ruolo per gli USA, la NATO o il dollaro degli Stati Uniti, come veicolo per il commercio. E’ probabile che i diplomatici degli Stati Uniti chiedano cosa questo significhi in realtà, se non è un’azione per trasformare in obsoleta l’egemonia degli Usa. E’, dopo tutto, quello che significa un mondo multipolare. Per cominciare, nel 2005, la SCO ha chiesto a Washington che stabilisca un termine per il ritiro delle sue basi militari in Asia Centrale. Due anni dopo, i paesi della SCO si sono allineati formalmente con le vecchie repubbliche della CEI che appartengono all' Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), stabilita nel 2002 come contrappeso alla NATO.

Comunque la riunione non ha solo causato uno sbadiglio collettivo nella stampa statunitense e anche europea nonostante che all’ordine del giorno c’era il ricambio dello standard globale del dollaro per un nuovo sistema di difesa finanziario e militare. Un portavoce del Consiglio di Relazioni Estere ha detto che fa fatica ad immaginare che la Russia e la Cina possano superare la loro rivalità geopolitica suggerendo che gli Stati Uniti possono utilizzare la politica del Dividi et Impera che la Gran Bretagna ha utilizzato così abilmente durante molti secoli per frammentare l’opposizione estera contro il suo proprio impero. Ma George W. Bush (sono un unificatore, non un divisore) si è basato sull'eredità del governo di Clinton per impulsare la Russia, Cina e i loro vicini ad incontrare un terreno comune quando si tratta di trovare un’alternativa al dollaro e quindi alla capacità degli Usa di mantenere all’infinito il deficit della bilancia dei pagamenti.

Ciò che potrebbe rappresentare l’estrema unzione dell’egemonia statunitense è già iniziata ad aprile durante la conferenza del G-20 ed è stata ancora più esplicita durante il Foro Economico Internazionale di San Petersburgo il 5 giugno, quando il signor Medveded ha chiamato la Cina, Russia e India per “edificare un ordine mondiale sempre più multipolare”. Questo significa in un linguaggio comune: Abbiamo raggiunto il nostro limite nel sovvenzionare gli Stati Uniti nell'accerchiamento militare dell'Eurasia, garantendo al tempo stesso agli Stati Uniti adeguate esportazioni, imprese, scorte e immobili in cambio di moneta cartacea di dubbia validità.

“Il sistema unipolare artificialmente mantenuto”, chiarì il signor Medvedev, si basa in “un grande centro di consumo, finanziato da un deficit crescente e quindi debiti che aumentano, una moneta di riserva che era forte ed un sistema dominante nella valutazione di attivi e rischi”. In base ad una crisi finanziaria globale, concluse, resta il fatto che gli Stati Uniti producono molto poco e spendono troppo. Particolarmente preoccupanti sono le loro spese militari, tali come l’aumento dell’aiuto militare di Stati Uniti alla Georgia annunciato la settimana scorsa, lo scudo missilistico della Nato nell’Europa Orientale, il rinforzo degli Stati Uniti in Medio Oriente e in Asia Centrale, ricchi in petrolio.

La sfida per questi paesi è la capacità degli Stati Uniti di stampare quantità illimitate di dollari. L’esagerata spesa dei consumatori degli Stati Uniti per le importazioni che eccedono le esportazioni, gli acquisti di questo paese di compagnie e immobili esteri, e i dollari che il Pentagono spende all’estero, finiscono tutti in banche centrali estere. Questi organismi, quindi, affrontano una difficile decisione: riciclare nuovamente quei dollari di nuovo negli Stati Uniti comprando dei buoni del Tesoro degli Usa, o lasciare che il “libero mercato” imponga un aumento del valore della sua divisa rispetto al dollaro, facendo in modo che le sue esportazioni non siano competitive sui mercati mondiali e creando, quando lo fanno, disoccupazione e insolvenza delle imprese all’interno del paese.

Quando la Cina e altri paesi riciclano le loro entrate in dollari comprando buoni del Tesoro degli Usa per “investire” negli Stati Uniti questo accumulo non è realmente volontario. Non riflette la fede che l’economia degli Stati Uniti arricchisca le banche centrali estere con i loro risparmi, o una qualche preferenza per un investimento calcolato, ma semplicemente mancano le alternative. I “liberi mercati” in base al modello degli Stati Uniti uniscono i paesi ad un sistema che gli obbliga ad accettare dollari senza limiti. Adesso vogliono finire con questa situazione.

Questo significa che si deve creare una moneta alternativa. Al posto di fare solo “cambi cosmetici come vorrebbero alcuni paesi e forse anche le stesse organizzazioni finanziarie internazionali”, il sig. Medveded ha finto il suo discorso a San Petersburgo dicendo: “quello di cui abbiamo bisogno sono istituzioni finanziarie di un modello completamente nuovo, nelle quali non dominino temi e motivi politici particolari e paesi in particolare.”

Quando le spese militari all’estero hanno portato in deficit la bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti e hanno portato all' abbandono dell’oro nel 1971, le banche centrali sono rimaste senza la loro risorsa tradizionale che usavano per saldare gli squilibri nei pagamenti. L’alternativa per difetto fu quella di invertire i loro ingressi di pagamenti che susseguirono con buoni del Tesoro degli Usa come se questi fossero “così buoni come l’oro”. Le banche centrali adesso possiedono 4.000 miliardi di dollari in quei buoni nelle loro riserve internazionali- e quei prestiti hanno finanziato la maggior parte dei deficit dei preventivi interni del governo degli Stati Uniti durante più di tre decenni! Di fronte al fatto che circa la metà delle spese discrezionali del governo degli Usa è destinato ad operazioni militari- includendo più di 750 basi militari all’estero e operazioni sempre più costose nei paesi che producono e trasportano petrolio, il sistema finanziario internazionale è organizzato in modo che finanzia il Pentagono, insieme agli acquisti statunitensi di attivi esteri che ci si aspetta che rendano molto più dei buoni del Tesoro che possiedono le banche centrali.

Il tema politico principale che affrontano le banche centrali del mondo è quindi : come evitare che si aggiungano altri dollari alle loro riserve e che facendolo continuino a finanziare ancora di più il deficit degli Stati Uniti, incluse le spese militari nelle loro frontiere?

Per iniziare, i sei paesi dello SCO e del BRIC hanno l’intenzione di commerciare con le proprie divise con il fine di ottenere un beneficio del credito che fino ad oggi gli Stati Uniti hanno monopolizzato per se stessi. Con questo fine, la Cina ha concluso accordi bilaterali con l’Argentina ed il Brasile per dare un valore al loro commercio in renminbi al posto del dollaro, sterline o euro e due settimane fa la Cina è arrivata ad un accordo con la Malaysia per organizzare il commercio tra i paesi in renminbi. Il Primo Ministro Mahathir Mohamad mi spiegò a gennaio, che in qualità di paese musulmano, la Malaysia vuole evitare di fare qualcosa che possa facilitare l’azione militare degli Stati Uniti contro i paesi islamici, includendo la Palestina. La nazione ha già parecchi dollari, spiegarono i loro colleghi. Il governatore della Banca del Popolo di Cina (centrale), Zhou Xiaochuan, ha scritto una dichiarazione ufficiale sul suo sito internet che l’obiettivo è in questo momento la creazione di una moneta di riserva “che sia sconnessa da nazioni individuali”. Questo è l’obiettivo delle discussioni a Ekaterimburgo.

Oltre ad evitare il finanziamento per l’acquisto dell' industria e del recinto militare del globo da parte degli Stati Uniti, la Cina, Russia ed altri paesi vogliono senza alcun dubbio ottenere lo stesso tipo di viaggio gratuito che hanno ottenuto gli Usa. Così com’è la situazione, vedono gli Usa come una nazione senza leggi, sia dal punto di vista finanziario che militare. In quale altro modo di può rappresentare una nazione che stabilisce una serie di leggi per gli altri- sulle guerre, il pagamento del debito e il trattamento dei prigionieri- ma le ignora quando si tratta di lei stessa? Gli Stati Uniti sono adesso il più grande debitore del mondo, ma hanno evitato il dolore degli “aggiustamenti strutturali” che vengono imposti ad altre economie debitrici. Le riduzioni dei tassi d’interesse e di imposte di fronte all’esplosione dei deficit commerciali e di preventivi sono visti come il colmo dell’ipocrisia di fronte ai programmi di austerità che Washington impone agli altri paesi attraverso l’FMI e altri suoi strumenti.

Gli Stati Uniti dicono alle economie debitrici di vendere i loro servizi pubblici e risorse naturali, che aumentino i tassi d’interesse e che aumentino le tasse mentre annichilano le loro reti di sicurezza sociale per spremere denaro col fine di pagare i creditori. E all'interno del paese, il Congresso ha bloccato l'acquisto di Unocal da parte della Cina CNOOK per motivi di sicurezza nazionale, così come ha bloccato a Dubai il suo intento di compare porti degli Stati Uniti, e di altri fondi per l'acquisto di infrastrutture chiave. Si invita gli stranieri a limitatare l'acquisto giapponese degli elefanti bianchi come il Centro di Rockefeller, nei quali gli investitori hanno perso velocemente 1000 milioni di dollari ed hanno finito con l’abbandonare.

In realtà, gli Stati Uniti non hanno lasciato molte alternative alla Cina ed ad altri paesi con eccedenza di pagamenti diversa da quello di far accumulare ancora altri dollari. Fino a questa data, gli intenti della Cina di diversificare le sue aziende al di là di dollari e di buoni del Tesoro, non hanno avuto molto successo. Per cominciare, Hank Paulson di Goldman Sachs ha guidato la banca centrale in un aumento del rendimento di titoli di Fannie Mae e Freddie Mac, spiegando che questi sono stati di fatto obblighi pubblici. Sono collassate nel 2008, ma almeno il governo degli Usa si è fatto carico di queste due agenzie ipotecarie, aggiungendo i suoi 5.200 miliardi di dollari in obbligazioni al debito nazionale. Infatti quello che ha causato il salvataggio è stato in gran parte l’investimento ufficiale estero. L’imposizione di una perdita alle agenzie ufficiali estere avrebbe spezzato automaticamente lo standard del buono del Tesoro, non solo attraverso la terribile distruzione della credibilità degli Stati Uniti ma anche perché non ci sono buoni sufficienti del governo per assorbire i dollari che affogano l’economia mondiale dal continuo aumento dei deficit dei bilanci di pagamenti degli Usa.

Cercando una maggiore posizione per proteggere il valore delle sue partecipazioni in dollari, mentre la bolla del credito della FED faceva cadere i tassi di interesse, la Cina hanno cercato di diversificare i fondi di ricchezza sovrani a fine del 2007. La Cina ha comprato partecipazioni nel ben connesso fondo di valori di Blackstone e in Morgan Stanley a Wall Street, Barclays in Gran Bretagna , Standard Bank in Sud Africa (un altro affiliato con Chase Manhattan durante gli anni 60 dell’apartheid) ed a Fortis, il conglomerato finanziario del Belgio, caduto poco dopo. Ma il settore finanziario degli Stati Uniti stava collassando sotto il peso della piramide dei debiti, e i prezzi delle azioni delle banche e delle firme di investimenti sono cadute in tutto il mondo.

Gli stranieri vedono il FMI, la Banca Mondiale e al WTO come sostituti di Washington in un sistema finanziario spalleggiato dalle basi militari e i portaerei statunitensi che racchiudono il globo. Ma questo dominio militare è un vestigio di un impero statunitense che non riesce più a reggersi attraverso la sua forza economica. Il potere militare si sostiene nella forza, si basa principalmente sulle armi atomiche e in attacchi aerei a lunga distanza che in operazioni terrestri, che sono diventate troppo impopolari dal punto di vista politico perché siano realizzati su lunga scala.

Sul fronte economico non c’è un modo prevedibile affinché gli Usa possano liberarsi dei 4.000 miliardi di dollari che deve ai governi esteri, le sue banche centrali e i fondi di ricchezza sovrana stabiliti per disfarsi dell’abbondanza globale di dollari. Gli Stati Uniti si sono convertiti in un debitore- e certamente, in un debitore aggressivo dal punto di vista militare che cerca di conservare il potere unico che un tempo vinse con mezzi economici. Il problema è come respingere, adesso, la sua condotta. Yu Yongding, ex assessore della banca centrale cinese, e che adesso è nell’Accademia di Scienze in Cina, ha suggerito di consigliare al Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Tim Geithner, che gli Usa cominciassero a “risparmiare” prima di tutto attraverso la riduzione del loro preventivo militare. “E’ poco probabile che gli ingressi imposti dagli Usa aumentino a breve termine a causa della scarsa crescita economica, le spese inflessibili e il costo di “ iniziare due guerre”.

Attualmente sono i risparmi esteri, non quelli degli statunitensi, quelli che finanziano i preventivi degli Usa, comprando la maggior parte dei buoni Tesoro. L'effetto è la tassazione senza rappresentanza per gli stranieri elettori su come il governo degli Stati Uniti usa il suo risparmio forzato. Per questo c’è bisogno che i diplomatici finanziari aumentino il raggio d’azione delle loro decisioni politiche andando oltre il mercato del settore privato. I tipi d’interesse sono determinati da molti fattori e non solo da “consumatori di carte di credito”, l’eufemismo usuale che i media degli Usa citano per il deficit della bilancia dei pagamenti degli Usa. Dal XIII secolo, la guerra è stata un fattore dominante nella bilancia dei pagamenti dei principali paesi- e dei loro debiti nazionali. Il finanziamento con buoni del governo consiste soprattutto in debiti di guerre, dato che le finanziarie in tempi di pace tendono ad essere equilibrate. Questo vincola direttamente il preventivo della guerra alla bilancia dei pagamenti e i tassi d’interesse.

La nazioni estere accumulano delle cambiali impagabili, sotto condizioni nelle quali, se agiscono per fermare il viaggio gratis di cui godono gli Stati Uniti, porterebbero ad un caduta del dollaro e i loro possessi in dollaro scenderebbero di valore in relazione alla loro propria moneta nazionale e altre divise. Se la moneta cinese cresce di un 10% rispetto al dollaro, la sua banca centrale soffrirà l’equivalente di una perdita di 200 milioni di dollari rispetto a quello che possiede per una cifra di 2000 miliardi in yuan. Questo spiega perché, quando le agenzie che qualificano i buoni dicono che i valori dei buoni del Tesoro degli Stati Uniti, perdono la sua qualifica AAA, non significa che il governo non può semplicemente stampare i dollari di carte per “compensare” questi buoni. Significa che i dollari perderanno il loro valore internazionale. Ed è precisamente quello che sta succedendo. Quando Geither ha fatto la faccia seria e ha detto in un’udienza all’Università di Beijing a inizio di giugno, che crede in un “dollaro forte” e che quindi gli investimenti negli Usa della Cina erano sani e salvii, fu accolto con risate sarcastiche.

L’anticipare che ci possa essere un aumento nel tasso di cambio della Cina, è un incentivo per gli speculatori che cercano di farsi prestare i dollari per comprare renminbi e beneficiare della valuta. Per la Cina, il problema è che questa entrata porterebbe ad una profezia che si compie da sola quando si forza di far valutare la sua moneta. In questo modo il problema delle riserve internazionali è strettamente collegato a quello del controllo dei capitali. Perché la Cina dovrerebbe vedere le sue società vendute a fini di lucro per creare ancora più liberamente dollari USA che la banca centrale dovrebbe utilizzare per rispondere al basso rendimento di Buoni del Tesoto USA, o perdere ancora più denaro a Wall Street?.

Per evitare questo dilemma è necessario cambiare la filosofia dei mercati aperti del capitale che il mondo ha mantenuto fin dai tempi di Bretton Woods nel 1944. In occasione della visita del signor Geithner in Cina, “Zhou Xiaochuan, ministro della Banca Popolare Cinese, la banca centrale del paese, intenzionalmente ha detto che per la prima volta da quando iniziarono le conversazioni semestrali nel 2006, la Cina deve imparare dagli errori statunitensi così come dai suoi successi” per quanto riguarda la non regolazione dei mercati e lo smantellamento dei controlli.

Quindi un' era arriva alla sua fine. Di fronte al continuo disavanzo degli Stati Uniti, la sdollarizzazione minaccia di obbligare i paesi a ritornare al tipo di doppi tassi di cambio che si usavano tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale: un tipo di cambio per il commercio in materie prime, un altro per il movimento dei capitali e investimenti, almeno nelle economie dell’area del dollaro.

Anche senza i controlli del capitale, le nazioni che si riuniscono a Ekaterimburgo stanno facendo dei passi per evitare che si convertano in ricettori riluttanti di altri dollari. Vedendo che l’egemonia globale degli Stati Uniti non può continuare senza un potere d’acquisto che loro stessi danno, i governi si affrettano ad accelerare quello che Chalmers Johnson ha chiamato “Le afflizioni dell’Impero” nel suo libro che porta questo titolo- la bancarotta dell’ordine mondiale finanziario- militare degli USA. Se la Cina, Russia e i loro alleati non –allineati riescono ad avere la meglio, gli Usa non vivranno più sui risparmi degli altri (sottoforma dei suoi propri dollari riciclati) nè avranno il denaro sufficiente per le sue illimitate spese e avventure militari.

Funzionari degli Usa hanno voluto assistere come osservatori alla riunione di Ekatimburgo. Essi hanno detto di NO. E’ una parola che gli statunitensi ascolteranno frequentemente nel futuro.

Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13969

Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

Nessun commento:

Posta un commento

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog Voci Dalla Strada

Non sono consentiti:
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)