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22 maggio 2009

Il Pentagono Si Prepara Per La Guerra Al Nemico: La Russia

di Rick Rozoff

“Oggi la situazione è molto più critica che nell’agosto 2008… [A] Un possibile ritorno della guerra non sarà limitato alla zona del Caucaso.

“Il nuovo Presidente degli Stati Uniti non ha contribuito a dei reali cambiamenti nelle relazioni con la Georgia, ma avendo un ruolo predominante all’interno della NATO insiste che la Georgia si unisca presto all’Alleanza. Se questo accadrà, il mondo si troverà ad affrontare una minaccia ben peggiore di quanto fu la crisi della guerra fredda.

“Alla luce di queste nuove realtà, la guerra della Georgia contro l’Ossezia del Sud potrebbe facilmente trasformarsi nella guerra della NATO contro la Russia. Il che equivale alla terza guerra mondiale.” (Irina Kadzhaev, scienziata politica dell’Ossezia del Sud, South Ossetia Information Agency, April 2009)

Il 12 maggio James Mattis, il Comandante in Capo della Trasformazione Alleata (ACT) e Comandante del Comando Statunitense delle Forze Alleate, si è così espresso al simposio di tre giorni (Joint Warfighting 09 , Combattimento di Guerra Unito 09) tenutosi a Norfolk, Virginia, dove è situato il Comando della Trasformazione Alleata: “C’è una certa urgenza. Il nemico sta svolgendo un incontro esattamente come questo”. [1]

Un giornale locale riportò questo sunto del suo discorso:

“Mattis ha evidenziato un futuro nel quale le guerre non avranno origine o fine in maniera delineata. Ha detto che ciò di cui c’è bisogno è una formidabile strategia, una struttura politica in grado di guidare i piani militari.” [2]

Ha sbagliato, per quelle che senza dubbio passano per ragioni diplomatiche, a identificare il “nemico”, ma una serie di recenti sviluppi, o piuttosto un’intensificazione di sviluppi già in corso, indica chiaramente di che nazione si tratti.
La settimana scorsa il capo del Comando Strategico degli Stati Uniti, il Generale Kevin Chilton, ha detto ai giornalisti, nel corso di una colazione del Gruppo di Scrittori della Difesa il 7 maggio, che “la Casa Bianca mantiene l’opzione di rispondere con l’utilizzo della forza fisica – fino alle armi nucleari – se un’entità straniera dovesse condurre un attacco ai danni dei sistemi informatici della rete statunitense.”
Un resoconto del suo discorso aggiunge che “il Generale ha insistito che tutte le opzioni di risposta, comprese quelle nucleari, sono disponibili al comandante in capo che deve difendere la nazione da attacchi informatici.”
Chilton “diceva di non poter escludere la possibilità di attacchi a salve nei confronti di una nazione come la Cina, sebbene anche Pechino abbia armi nucleari,”[3] anche se il primo bersaglio ipotizzabile per quanto riguarda una presunta rappresaglia nei confronti di un altrettanto presunto attacco informatico sarebbe un’altra nazione, già identificata dagli ufficiali militari: la Russia.

Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 2007 il Governo dell’Estonia, insediato nel 2004 dalla NATO e il cui Presidente era e rimane Toomas Hendrik Ilves, nato in Svezia e cresciuto negli U.S.A. (dove ha lavorato per Radio Free Europe, Radio Europa Libera), ha riportato attacchi a siti web nel Paese, dei quali è stata incolpata la Russia.
Più di due anni più tardi, non è stata ancora presentata alcuna prova a sostegno della tesi che vuole hacker russi, o addirittura lo stesso Governo, dietro quegli attacchi, sebbene tale conclusione resti articolo di fede negli U.S.A. e tra altri ufficiali e media occidentali.
La risposta da parte delle autorità americane è stata inizialmente tanto dura e immediata, ancora prima che fossero condotte delle indagini, da suggerire fortemente che, se quegli attacchi non ci fossero stati, ci sarebbe stato bisogno di inventarli.
Subito dopo, il Segretario dell’Air Force, Michael W. Wynne disse, “La Russia, il nostro nemico dei tempi della guerra fredda, sembra essere stata la prima a impegnarsi in una guerra informatica.”
La fonte di informazioni dell’Air Force statunitense, da cui abbiamo riportato quanto sopra, ha aggiunto che in Estonia qualche giorno prima “era cominciata una serie di dibattiti tra la NATO e l’Unione Europea, riguardo la definizione di un’azione militare precisa, e potrebbe trattarsi del primo tentativo di applicazione dell’articolo V della Carta NATO, riguardante l’auto-difesa collettiva in ambito non cinetico.” [4]

L’articolo 5 della NATO è un provvedimento di difesa militare collettiva, di fatto una clausola di guerra, che è stata utilizzata un’unica volta, per supportare e protrarre la guerra in Afghanistan.
Tali riferimenti, pertanto, non dovrebbero essere presi alla leggera.
In una visita in Estonia lo scorso novembre, il capo del Pentagono obert Gates si è incontrato con il Primo Ministro del Paese, Andrus Ansip, e ha “discusso il comportamento della Russia e una nuova cooperazione in materia di sicurezza informatica…”
E’ stato riportato che “Ansip ha detto che la NATO agirà secondo il principio dell’Articolo 5 del trattato dell’Alleanza, che stabilisce che un attacco a uno degli alleati viene trattato come un attacco a tutti”, e “Siamo convinti che l’Estonia, in quanto membro della NATO, sarà ben difesa.”
[5]
Che il ripetuto riferimento all’Articolo 5 della NATO sia andato avanti per un anno e mezzo dopo i presunti attacchi informatici, quando non se ne è verificato alcuno nel frattempo è indicativo.
All’inizio del mese il Pentagono ha annunciato di essere in procinto di lanciare la cosiddetta “forza digitale di guerra per il futuro”, a Fort Meade, nel Maryland, sotto il controllo del Comando Strategico degli U.S.A., il cui capo, Generale Kevin Chilton, è stato citato più sopra per le sue minacce di utilizzare la forza, comprese le armi nucleari.

L’iniziativa è stata caratterizzata in un resoconto come segue:
“Il Luogotenente Generale Keith Alexander, comandante della dirigenza della Guerra informatica del Pentagono, ha detto che gli Stati Uniti sono determinati a dirigere lo sforzo globale diretto a utilizzare le tecnologie informatiche per dissuadere o sconfiggere I nemici…” [6]
Il Pentagono è una traslazione del Dipartimento della Difesa e ogni cosa che fa riferimento alle sue attività è mascherata con gli stessi eufemismi, pertanto gli U.S.A, se forzati, insisteranno che il loro progetto di guerra informatica si prefigge scopi esclusivamente difensivi. Qualunque nazione il cui popolo si è trovato dall’altro capo del filo rispetto al Dipartimento della Difesa degli U.S.A la penserebbe diversamente. Il nuovo comando della guerra informatica statunitense, le sue ragioni nella presunta minaccia russa emergente da un incidente non militare nella zona baltica più di due anni fa, verrà utilizzato per danneggiare i sistemi informatici di qualunque nazione divenga il bersaglio di un attacco militare diretto, in questo modo rendendo il nemico inoffensivo. Tutto ciò risulterà particolarmente efficace all’interno di un programma spaziale e nelle cosiddette Star Wars (scudi missilistici, intercettazioni di missili). Che sono programmi di attacco.

Lo stesso giorno in cui è apparsa la notizia dell’impegno, da parte del Generale Alexander, di “sconfiggere i nemici”, da un’altra parte è stato riportato che “Martedì [12 maggio] è stato mandato nello spazio un satellite semi-segreto, che servirà da esploratore ingegneristico per le missioni balistiche nell’individuare l’utilizzo di teconologie.” [7]
Era un satellite STSS-ATRR (Sistema di Tracciamento e Sorveglianza Spaziale – Tecnologia Avanzata per la Riduzione del Rischio), cioè una “parte di un sistema spaziale per l’Agenzia di Difesa Missilistica.
“Dei Sensori posti a bordo del satellite STSS-ATRR e a terra comunicheranno con altri sistemi allo scopo di difenderci da missili balistici in avvicinamento.” [8]
Pochi giorni prima la fabbrica Ducommun, situata in California, titolò un reportage, La Ducommun Inc. annuncia il rilascio dei Nano-satelliti all’Esercito Spaziale degli U.S.A. Il Comando di Difesa Missilistica annunciò che “la sua sussidiaria, la Miltec Corp., aveva consegnato nano-satelliti pronti al lancio all’Esercito degli U.S.A e al Comando di Difesa Missilistica / Comando Strategico dell’Esercito (USASMDC/ARSTRAT) a Huntsville, Alabama, il 28 aprile 2009.
La consegna è stata “il completamento del primo programma di sviluppo del satellite per l’Esercito statunitense, dai tempi del satellite per le comunicazioni Courier 18, nel 1960.” [9]
I satelliti militari utilizzati per neutralizzare il potenziale di una nazione rivale non tanto per colpire per primi ma per rispondere a un attacco, fanno sfumare la distinzione tra il cosiddetto Figlio delle Star Wars (progetto di scudi missilistici) a una militarizzazione dello spazio in piena regola.

Un articolo apparso in Russia di recente la metteva così:
Il ritiro dal Trattato ABM del 1972 ha significato un salto tra il collaudo e lo sviluppo di un sistema di difesa missilistica globale, con la prospettiva di rimuovere completamente il potenziale deterrente della Cina e in parte quello della Russia.
“Washington sta ancora cercando di eliminare le restrizioni legali internazionali sulla formazione di un sistema che teoricamente la renderebbe invulnerabile nei confronti di una rappresaglia e persino nei confronti di una reazione a un attacco.” [10]
Ad aggiungersi a tutto ciò è un ulteriore sotterfugio “semi-segreto”, relativo alla prevista ripresa dei colloqui tra gli Stati Uniti e la Russia, riguardanti il Trattato di Riduzione Strategica degli Armamenti (START).
L’Assistente al Segretario di Stato Americano, Rose Gottemoeller, ha affermato questa settimana che “gli U.S.A. non sono pronti a ridurre le testate non più destinate alla consegna e conservate in magazzino.” [11]
Pertanto, oltre ai piani degli Stati Uniti per schierare sistemi anti-missilistici di terra, mare, aria e spazio fondamentalmente attorno e contro la Russia (Polonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Gran Bretagna, Giappone e Alaska, finora), il Pentagono terrà in riserva testate nucleari pronte per essere attivate, prive di un meccanismo di monitoraggio fornito agli ispettori russi e ai negoziatori nell’affare della riduzione degli armamenti.

Il 6 maggio, Euronews ha condotto un’intervista con il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che ha ammonito: “La maniera in cui [lo scudo anti missili balistici degli Stati Uniti] è stato progettato non ha niente a che vedere con il programma nucleare dell’Iran. E’ diretto alle forze strategiche russe, schierato nel settore europeo della Federazione Russa.” [12]
Ad aggiungere ulteriore preoccupazione alla Russia e ad altre nazioni, il 30 aprile gli U.S.A. hanno stabilito una base navale e un commando di Difesa Missilistica (NAMDC) alla base di supporto navale sita a Dahlgren, Virginia.
“La NAMDC è la principale organizzazione della Marina, legata e combinata con la Difesa Integrata Aerea e Missilistica (IAMD). La NAMDC funziona come singolo centro militare di eccellenza, per sincronizzare e integrate gli sforzi della Marina attraverso l’intero spettro di difesa aerea e missilistica, includendo difesa aerea, difesa dai missili cruise e difesa dai missili balistici.” [13]
Le due ultime settimane sono state un buon periodo per storie del genere e, per richiamare l’attenzione a terra, il giornale della Difesa statunitense ha riportato, da una fonte russa, che “gli U.S.A. hanno acquistato due jet da combattimento SU-27 dall’Ucraina”, per “utilizzarli nell’addestramento di piloti militari americani, che potrebbero trovarsi a fronteggiare dei nemici” e che “L’Esercito Americano li utilizzerà per collaudare il proprio equipaggiamento militare, radar e elettronico.” [14]

Questo nel momento in cui il cliente ucraino degli Stati Uniti, il Presidente Viktor Yushchenko, con un indice di gradimento nazionale precipitato attorno all’1%, firmò una direttiva per prepararsi a un’appartenenza a pieno titolo alla NATO e pochi giorni dopo che una delegazione militare statunitense era stata nel paese per ispezionare un’unità di carri armati e per pianificare una “riforma nel sistema di addestramento al combattimento…” [15]
Per quanto riguarda l’addestramento statunitense per la guerra contro l’Air Force russa, lo sviluppo in Ucraina è solo l’ultimo di una serie di attività similari.
Immediatamente dopo che la nazione era diventata un membro a pieno titolo della NATO, l’ 81° Squadrone Combattente statunitense si è diretto a Constanta, in Romania (dove il Pentagono ha acquisito quattro nuove basi, da allora) per impegnarsi in addestramento al combattimento nei confronti dei MiG-21s russi.
Secondo uno dei piloti americani presenti, “E’ stato carino – sei seduto in un Mig-21 che sarà guidato da un pilota di MiG-21 entro pochi gironi. Si tratta di un’arma dell’ex-Unione Sovietica. Questi piloti volavano prima che l’Unione cadesse. Hanno una buona prospettiva.” [16]
Nel luglio dell’anno successivo, il 492esimo Squadrone Combattente statunitense è stato schierato alla Base Aerea di Graf Ignatievo, nella vicina Bulgaria, per garantire l’opportunità alle “Air Force di numerose nazioni l’apprendimento delle tattiche e capacità aeree l’una dell’altra.
“I piloti dello Stormo Aquile F-15E, dei MiG-29s e dei MiG-21s condividono la conoscenza dei velivoli e delle tattiche, già al termine della prima settimana di addestramento.

Un colonnello dell’Air Force statunitense fu citato mentre diceva, “Solo due, tra i 38 membri dell’equipaggio, hanno avuto l’opportunità di volare contro un MiG. Quando l’addestramento sarà concluso, ognuno di loro avrà provato a volare all’interno di un MiG, o contro uno.” [17]
Un mese dopo arrivò in Romania del 22esimo Squadrone Combattente di Spedizione statunitense per le esercitazioni sul Viper Lance, il che “fu la prima volta che dei piloti di F-16 americani si sono addestrati in Romania” e “i piloti di MiG-21 e di F-16 hanno volato in formazioni integrate conducendo manovre base di combattimento, diverse prove di combattimento aereo e missioni di attacco aria-terra…” [18]
Questa volta citiamo un pilota di F-16, dello Stormo Fighting Falcon:
“Volo nel sedile posteriore di un MiG-21: è una buona opportunità di vedere diversi velivoli e ciò costituisce un privilegio e un onore. Voglio vedere anch’io quello che si vede dal sedile di fronte, e considerare un nuovo punto di vista nello scontro con i nostri avversari.” [19]
Due settimane fa uno Squadrone Combattente dell’Air Force statunitense si è recato alla base aerea a Bezmer, in Bulgaria, dove un aviatore americano ha detto, “Questa è la prima volta che uno Squadrone Combattente USAFE (United States Air Forces in Europe) è stato schierato in questo punto… La parte più gratificante di quest’impresa è sapere che sto aiutando i piloti a prepararsi per la guerra.“ [20]
Per preparare gli Stati Uniti per il combattimento aereo nei confronti dell’intero arsenale russo, l’India è stata invitata alle esercitazioni aeree annuali, denominate Red Flag (Bandiera Rossa), in Alaska, nel 2007. I giochi di guerra “servivano ad addestrare piloti provenienti dagli Stati Uniti, dalla NATO e da altre nazioni alleate, ad affrontare situazioni di guerra reali.
“Il che include l’utilizzo di armamenti ‘nemici’ e munizioni funzionanti nelle esercitazioni di bombardamento.” [21]

L’India ha inviato sei combattenti d Sukhoi SU-30MKI, che erano “particolarmente interessati agli esercizi made in Russia, nazione tradizionalmente considerate ostile.” [22]
Il 1° maggio, cogliendo l’occasione in cui la Repubblica Ceca ha assunto per sei mesi il ruolo (assegnato a rotazione) di pattuglia aerea pro-NATO sopra i cieli del Baltico (sopra Estonia, Lettonia e Lituania) – a cinque minuti di volo da S. Pietroburgo, la seconda città più grande della Russia – un ufficiale ceco si è vantato, “L’area che proteggiamo è all’incirca tre volte più vasta dell’intera Repubblica Ceca. Questo è un avamposto della NATO.”
Il Comandante dell’Air Force lituana, Arturas Leita, ha annunciate che, “I Paesi del Baltico chiederanno probabilmente il prolungamento delle missioni aeree all’interno della NATO fino al 2018.” [23]

Nel periodo 8-16 giugno, la Svezia ospiterà una esercitazione NATO, Loyal Arrow (Freccia Leale), descritta come “la più grande esercitazione mai tenutasi nella baia svedese/finlandese di Bothnia, “ [24], che a sua volta non è molto distante da S. Pietroburgo, con una porta-aerei britannica e più di 50 jet da combattimento.
Questa esercitazione comincerà esattamente una settimana dopo la fine dei Giochi di Guerra guidati dagli U.S.A., NATO Cooperative Lancer 09, che si terranno nella Georgia, il fianco destro della Russia.
Parlando dei pericoli di tutto quanto sopra riportato, il Ministro della Comunicazione dell’Ossezia del Sud, ha citato recentemente la scienziata Irina Kadzhaev, come avvertimento:
“Oggi la situazione è molto più critica che nell’agosto 2008. La minaccia di allora incombeva solo sull’Ossezia del Sud e sull’ Abkhazia. Dopo il riconoscimento, da parte della Russia, dell’indipendenza di questi Stati e la conclusione degli accordi ipotizzanti la presenza delle forze armate russe sul loro territorio, un possibile ritorno della guerra non sarà limitato alla zona del Caucaso.

“Il nuovo Presidente degli Stati Uniti non ha contribuito a dei reali cambiamenti nelle relazioni con la Georgia, ma avendo un ruolo predominante all’interno della NATO insiste che la Georgia si unisca all’Alleanza. Se accadrà, il mondo si troverà ad affrontare una minaccia ben peggiore di quanto fu la crisi della guerra fredda.
Alla luce dei nuovi fatti, la Guerra della Georgia contro l’Ossezia del Sud potrà facilmente diventare una Guerra NATO contro la Russia. Il che equivale alla terza guerra mondiale.” [25]
Note:
1) Virginian-Pilot, May 13, 2009
2) Ibid
3) Global Security, May 12, 2009
4) Air Force Link, June 1, 2007
5) U.S. Department of Defense, November 12, 2008
6) Associated Press, May 5, 2009
7) Space Flight Now, May 5, 2009
8) Pratt & Whitney, May 5, 2009
9) Ducommun Incorporated, April 29, 2009
10) Russian Information Agency Novosti, May 7, 2009
11) Russia Today, May 5, 2009
12) Euronews, May 6, 2009
13) Navy News, April 30, 2009
14) Moscow News, May 11, 2009
15) National Radio Company of Ukraine, April 29, 2009
16) Air Force Link, August 2, 2005
17) U.S. Air Forces in Europe, July 24, 2006
18) Stars and Stripes, August 26, 2006
19) Air Force Link, August 17, 2006
20) Air Force Link, April 28, 2009
21) Indo-Asian News Service, November 26, 2007
22) Avionews (Italy), November 28, 2007
23) Czech News Agency, May 1, 2009
24) Barents Observer, May 7, 2009
25) Ministry for Press and Mass Media of the Republic of South Ossetia, April 27, 2009

Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13614

Tradotto per Voci Dalla Strada da Chiara De Giorgi

5 commenti:

  1. Sì, non dubito delle intenzioni manifestate da tutte le personalità militari citate. Solo vorrei far presente che "è il loro mestiere". Si tenga presente che se esiste una categoria di persone che si sente del tutto inutile, questa è quella dei militari in assenza di uno stato di guerra. Da qui a dare per scontata e imminente la realizzazione degli scenari che loro si affannano a prospettare, credo ce ne corra.

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  2. Mah, sono scenari puramente velleitari, nessuno al mondo e' in grado di fare guerra alla Russia e sperare di passarla liscia, se scoppia la 3a guerra mondiale, non finisce come l'ultima, in cui furono spazzate via Hiroshima Nagasaki e Dresda, questa volta viene spazzato via dalla faccia della terra l'intero continente nord'americano.
    I responsabili Dell'amministrazione americana lo sanno?
    Spero proprio che lo sappiano per il bene del mondo, ed anche per IL LORO DI BENE.

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  3. Son 70 anni che l'america non vince una guerra guerreggiata dalla corea al Vietnam all'afganistan, e vincerebbe contro la russia?
    Mi vien da ridere solo a pensarlo.

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  4. SONO VOCI DI MILITARI, CHE GUARDANO SOLO CON LA GUERRA, E SE NON CE N'E' SI ALLIENANO. vERO, MA L' ESPANSIONE CONTINUA, LE MANOVRE CONTINUANO, I TRATTATI CROLLANO, L' AMERICA NON RENDE INATTIVE LE BOMBE NUCLEARI E LA RUSSIA LE HA MODERNIZZATE MEGLIO CHE L' AMERICA.
    lA MASSA CHE COMANDA, DEI DUE POLI, USA E RUSSIA, SA' E VEDE LE MANOVRE DI TUTTO, E TRASCENDONO I FATTI, SIA POLITICI, ECONOMICI, E GLI INTENTI. IO SONO CONVINTO, CHE COME TUTTO IL SISTEMA MONDIALE DI CHI MANOVRA, E' SINCRONIZZATO A RAGGIUNGERE CERTI SCOPI, PRIMA DI SENTIRSI LIBERO DI RISOLVERNE ALTRI UMANITARI E MONDIALI, CHE SONO QUELLI DEL CONTROLLO GLOBALE DEI POCHI SUL TUTTO MONDIALE, QUANDO LE CORDE STRINGERANNO, ALL' INSAPUTA E CON SORPRESA, SENZA PREAVVISO E SENZA UN MOTIVO PRECISO LEGATO AD UN FATTO O AD UN EVENTO DI SPESSORE, DOPO TANTI EVENTI CHE SONO GIA' L' INTENTO DI SPESSORE FINALE, LA RUSSIA METTERA' A FERRO E FUOCO IL NORD-AMERICA. cOSI SI VA' REALIZZANDO QUANTO SI VEDE E QUANTO SI SA'.

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  5. Questa è sopratutto una guerra psicologica, i nordamericani sanno perfettamente che in una guerra reale ne verrebbero fuori a pezzi, come l'europa d'altra parte.

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