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1 aprile 2009

LA CRISI POLITICA NELLA REPUBBLICA CECA MINACCIA IL TRATTATO DI LISBONA

Le dimissioni del primo ministro ceco, Mirek Topolanek, e del suo governo dopo che è stato approvato la mozione di censura da parte del Parlamento, ha scatenato un vero temporale nella UE, che minaccia anche il Trattato di Lisbona.
Nonostante le parole di tranquillità di Topolanek a Strasburgo, il suo vice primo ministro, Alexandr Vondra, ha riconosciuto che adesso "sarà molto più difficile convincere la gente che voti a favore."

Il primo ministro della Repubblica Ceca, Mirek Topolanek, ha cercato di tranquillizzare i suoi soci europei garantendo loro che le dimissioni dal suo Governo e di lui stesso non colpirà il Trattato Di Lisbona.
Martedì, il Parlamento Ceco, ha approvato con un unico voto di differenza una mozione di censura-la quinta in quasi due anni di legislatura- del Partito Socialdemocratico (CSSD) contro Topolanek per impedire la trasmissione di un programma televisivo critico nei confronti di un deputato. Il testo è stato approvato dal Partito Comunista di Bohemia e Moravia, tre ex deputati della coalizione governativa e un disertore delle file conservatrici. "Ha ricevuto quello che si meritava", ha affermato dopo la votazione, il leader dell'opposizione socialdemocratica, Jiri Paroubek.
La prima reazione del Primo Ministro è stata quella di presentare le sue dimissioni. "Compirò i miei compiti costituzionali", ha promesso ai media. Ha assicurato che con questa mozione di censura, Praga perde "il suo potere di negoziare" nei consigli europei. In tono scherzoso, ha commentato che l'Amministrazione Ceca è quasi meglio preparata cdei politici e che "lo supererà".
Tutto sembra indicare che continuerà nel Governo almeno fino a giugno, quando ha fine la Presidenza dell'UE, che osserva attentamente ogni movimento politico nella Repubblica Ceca.
Di fronte alla preoccupazione di Bruxelles, Topolanek ha insistito che le dimissioni non saranno un ostacolo nel processo di approvare il Trattato di Lisbona.
"Il fatto che abbiamo un governo che ha perso la fiducia nel Parlamento, non è una tragedia. E' già accaduto prima in Francia, Danimarca e Italia. La Presidenza Ceca continuerà a lavorare normalmente e sono sicuro che possiamo affrontarlo", ha manifestato di fronte alla sessione plenaria del Parlamento di Strasburgo, dove si è recato per presentare agli eurodeputati i risultati dell'ultimo incontro di capi di Stato e del governo dell'UE.
Topolanek ha accusato il leader socialdemocratico Paroubel di "ostruzionismo" e di voler debilitare la Presidenza:"E 'qualcosa che abbiamo dovuto affrontare e sopportare", ha detto.
Nonostante le sue tranquillizzanti parole, ha ammesso che la questione non è più nelle sue mani. Ironicamente, ha detto che farà "tutto il possibile" affinchè il suo paese ratifichi il Trattato di Lisbona perchè non vorrà che si "cancelli" la sua firma dal testo. Ma, "il numero di telefono per chiedere cosa succederà con il Trattato di Lisbona non è il mio, ma quello del leader dell'opposizione ceca".
Le dichiarazioni del viceprimo ministro Ceco, Alexandr Vondra, aumentano maggiormente le inquietudini di Bruxelles. "il processo di ratificazione è in corso.....ma sarà molto più difficile adesso convincere le persone che votino a favore" ha sottolineato.
"Aspettiamo la votazione del Senato e sappiamo che la situazione non sarà facile", ha detto. La data del voto ancora non è stata fissata e non è ancora chiaro il senso del voto.
Prima che venisse approvata la mozione di censura, Topolanek, aveva avvertito che se lui cadeva, l'approvazione del Trattato nel Senato sarebbe stata quasi impossibile, perchè dentro al Partito Democratico Cittadino (ODS), al quale appartiene, molte voci sono contrarie al testo.
Allo stesso modo della Repubblica Ceca, altri 3 paesi europei- Irlanda, Germania e Polonia, ancora non lo hanno ratificato nella sua totalità. In Irlanda, è uscito il "NO" nel suo primo referendum, ma Bruxelles non si è accontentata di quel risultato e ha forzato perchè ci sia un secondo referendum.
Se l'insieme degli stati dell'UE non lo validano,non potrà entrare in vigore.
Cosciente dell'impatto di questa crisi, il presidente del Parlamento di Strasburgo, Hans-Gert Pöttering, ha chiesto al primo ministro ceco che "continui a spiegare e si sforzi per la ratifica del Trattato di Lisbona". Ha confidato che si "possono ultimare tutti i dettagli e che possa entrare in vigore a partire dal 2010.".
Per il leader del gruppo liberale, Graham Watson, è "vitale per gli interessi comuni dell'Europa che si compiano i suoi compiti nella Presidenza e completi la ratifica del Trattato."
Il Partito Popolare Europeo, al quale appartiene Topolanek, ha lamentato la sua mozione di censura da parte dell'opposizione perchè "non solo mina la stabilità del paese, ma anche il successo della Presidenza." "Privare l'Europa di una forte leadearship in questo momento di crisi e mettere in pericolo la sua stabilità e reputazione nel mondo è semplicemente irresponsabile." ha rimarcato in un comunicato.
In quanto al futuro politico della Repubblica Ceca, l'incaricato di eleggere la persona che avrà in carico la gestione del nuovo Governo, è il presidente ceco, Vaclav Klaus, che in ripetute occasioni ha mostrato la sua opposizione al Trattato.
Da parte sua, Klaus ha scelto il silenzio. Si è limitato a dire che "continuerà sulla strada costituzionale stabilita."
Il ODS spera che sia uno dei suoi membri che otterrà quell'invito dal presidente.
Il socialdemocratico Paroubek ha sottolineato che "tollererà" l'attuale governo fino a giugno. Nella sua opinione, in questo momento di dovrebbe nominare un governo di tecnocrati fino alla celebrazione delle nuove elezioni.
Il portavoce della Comissione Europea, Pia Ahrenkilde, ha messo in evidenza che "non è la prima volta che succede qualcosa del genere." Ha citato le cadute del governo danese nel 1993 e la dell'esecutivo italiano nel 1996 mentre erano in testa all'UE.
Topolanek ha annunciato la sua intenzione di chiedere ad Obama circa l'installazione di uno scudo antimissili nell'Europa centrale, anche se non spera che il progetto sia sospeso.
Un portavoce del governo ha anticipato che Topolanek presenterà oggi le dimissioni dall'esecutivo. Klaus potrebbe dissolvere la Camera Bassa se la maggior parte dei suoi membri sono d'accordo, e convocare a elezioni anticipate.

TOPOLANEK QUALIFICA IL PIANO DI RISCATTO DI OBAMA COME UN "CAMMINO ALL'INFERNO"
http://www.topnews.in/files/obama-barack_0.jpg

Mirek Topolanek è arrivato ieri al parlamento di Strasburgo per informare la camera che la caduta del suo governo a Praga non dovrebbe compromettere la presidenza ceca dell'UE. Parlando di questa crisi ha scatenata un'altra bufera con le sue parole, qualificando il piano di riscatto degli Usa come una "strada all'inferno."
"Timothy Geithner parla di un consistente pacchetto economico. Tutte le sue fasi, le sue combinazioni e la sua permanenza rappresentano una strada per l'inferno."
Poco dopo i portavoci del governo ceco negavano che Topolanek avesso detto quello che aveva appena detto e l'attribuivano a malintesi ed errori di traduzione.
Le parole del primo ministro ceco, a pochi giorni dall'inizio dell'incontro del G2o a Londra, ha sollevato parecchie critiche.
Hans Poettering, il Presidente del Parlamento Europeo:
"Avremo una riunione con il presidente Barack Obama il prossimo 5 aprile e abbiamo bisogno di mostrare la forza e la solidarietà dell'Europa. Per questo abbiamo bisogno del Trattato di Lisbona."
La ratifica definitiva di questo Trattato è in pericolo dopo la caduta del governo di Topolanek mercoledì in una mozione di censura. La Repubblica Ceca deve ancora ratificarlo tramite referendum, ma il problema è che il paese è in cammino verso elezioni anticipate."

Fonte:http://www.rebelion.org/noticia.php?id=82912&titular=la-crisis-pol%EDtica-en-la-rep%FAblica-checa-amenaza-al-tratado-de-lisboa-

Tradotto per Voci Dalla Strada da Vanesa

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